ATP Miami, Draper: “Dopo i match contro Djokovic e Medvedev ero esausto”
Jack Draper è tornato. Il 24enne inglese si è dovuto fermare per molti mesi nel 2025. L’infortunio al braccio gli ha permesso di rientrare in campo solamente a febbraio del 2026. Dopo alcuni match di rodaggio, il mancino di Sutton si è presentato a Indian Wells per cercare di ritrovare buone sensazioni. E c’è riuscito, perché oltre alla comoda vittoria in due set su Francisco Cerundolo, Draper ha sconfitto pure la leggenda Novak Djokovic in una delle partite (se non la partita) più belle del torneo.
Un 4-6 6-4 7-6(5), in oltre due ore e mezza di gioco, che ha sì regalato il successo al britannico, ma di fatto quell’incontro ha eliminato due giocatori. Infatti, il giorno dopo Draper è dovuto tornare in campo per i quarti contro Daniil Medvedev. L’inglese è però apparso comprensibilmente svuotato di energie e ha dovuto cedere il passo al russo in due frazioni. Ora Jack è pronto per esordire al Miami Open presented by Itau, torneo 1000 nel quale non ha mai superato il secondo turno in quattro partecipazioni. Ci proverà in questa edizione, nella quale debutterà contro Reilly Opelka o Nuno Borges.
Draper: “Il mio corpo si sta ancora adattando alle esigenze di ciò che vorrei essere in grado di fare”
Prima dell’inizio del torneo, Draper ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate dal The Telegraph. “Ovviamente, a causa dell’infortunio che ho subito e del lungo periodo di assenza dai campi, ci è voluto un po’ di tempo per tornare al livello che desideravo”, ha dichiarato il tennista inglese. “Per molto tempo non ho potuto giocare a tennis in modo molto intenso e competitivo”.
Questo, per forza di cose, gli è costato caro per quanto riguarda il recupero tra il match di ottavi e quello dei quarti a Indian Wells. “Dopo aver giocato contro Novak e poi contro Daniil, non avevo più energie, ero esausto. Se avessi più occasioni di giocare il mio fisico si irrobustirebbe e si abituerebbe. Il mio corpo si sta ancora adattando alle esigenze di ciò che vorrei essere in grado di fare”.
ATP Miami, Draper: “Non guardavo la classifica da tantissimo tempo”
Nonostante i 200 punti conquistati al Tennis Paradise, Draper è scivolato indietro di 12 posizioni nell’ultima classifica stilata (da 14 a 26). Questo perché nel 2025 Jack aveva alzato al cielo il trofeo nel 1000 californiano. Con i quarti raggiunti a Indian Wells, Cameron Norrie è salito alla piazza numero 24 ed è quindi diventato il numero uno britannico. “Era da tantissimo tempo che non guardavo la classifica”, ha ammesso Draper. “Dopo la partita contro Novak, in conferenza stampa mi avevano detto (sbagliando, ndr): ‘Rimarrai comunque il numero uno britannico’, ed è stata quella la prima volta che ci ho pensato. Così gli ho mandato un messaggio (a Norrie, ndr) dicendogli: ‘Tengo stretta la mia posizione ancora per un po’”.
Lunedì 16 marzo il sorpasso si è però ufficializzato. Ma Jack ha affermato di essere contento per il suo connazionale, e anzi quest’ultimo lo spinge ancora di più a lavorare per cercare di risalire la corrente in classifica mondiale. “Non è una gara. Sono davvero felice di vedere che Cam sia tornato a giocare bene e a un ottimo livello. Penso che sia davvero salutare avere un po’ questo spirito: spronarci a vicenda a dare il meglio”.
Draper: “Battere Djokovic è un traguardo che mi rende orgoglioso”
L’emozione di sconfiggere Djokovic a Indian Wells ha portato Draper a riflettere su quanto il serbo, così come anche altri fuoriclasse della sua generazione, abbia avuto una grande influenza nel suo percorso di crescita che lo ha portato a diventare un tennista professionista. “Ho giocato contro Andy [Murray], Rafa [Nadal] e Novak [Djokovic]: erano tre dei ‘Big Four’, quelli che ammiravo, quelli che seguivo fin da quando ero piccolo”.
Il momento in cui ha realizzato ciò che è stato capace di fare non è stato immediato. Anzi. Ci sono voluti alcuni giorni prima che Draper si rendesse conto dell’impresa compiuta. “Durante il volo per venire qui [a Miami] è stata la prima volta che ci ho pensato. Aver raggiunto questo traguardo è ovviamente qualcosa di cui sarò sempre immensamente orgoglioso”.

