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WTA Indian Wells, preview: Sabalenka per dimenticare le finali perse, Rybakina forte delle ultime sfide

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Domenica 15 marzo segna la giornata conclusiva del BNP Paribas Open 2026, dodicesimo giorno di gare per quanto riguarda i due tabelloni di singolari ormai giunti al loro atto finale. Ad aprire le danze del centrale californiano per l’ultimo ballo di quest’edizione, dalle 19 italiane, saranno Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina: pronte a regalarci una finale che si prospetta stellare.

Dominio al servizio

La numero uno del mondo è stata sostanzialmente ingiocabile in battuta durante l’intero corso del torneo, così come confermato limpidamente dalla semifinale contro Linda Noskova, quest’anno la vera sorpresa a Tennis Paradise. 11 aces con il 74% di conversione della prima palla sono stati i numeri al servizio, decisamente ottimali, grazie ai quali la russa ha domato la ceca senza incorrere in reali patemi. In generale, nelle cinque partite che hanno condotto le ventisettenne di Minsk alla finalissima, la quattro volte campionessa Slam su 48 turni di servizio disputati in 10 set ne ha ceduto appena un paio: il primo nel set d’apertura della sfida di terzo turno vinta ai danni della rumena Cristian, l’altro proprio nella semifinale con Noskova. Inoltre, è corretto evidenziare che anche nell’unico tie-break giocato – nel primo set degli ottavi dove è stata opposta a Mboko – lo ha portato a casa zero tenendo tutti e tre i suoi servizi.

Un’altra finale in California per sbloccarsi

Quella di questa sera, per Sabalenka sarà la terza finale ad Indian Wells: perse le due finora disputate. Tre anni fa proprio per mano di Elena, lo scorso anno si fece invece sorprendere e rimontare da Andreeva. Un atto conclusivo, a cui Aryna si presenta dopo un inizio di stagione praticamente perfetto, se non fosse per il KO in finale a Melbourne, causato proprio dalla sua prossima avversaria, e che le ha strappato dalle mani la quinta gioia Slam. 16 vittorie nel 2026 e un titolo conquistato, il ‘500’ di Brisbane nel primo torneo dell’anno. Come ha dichiarato la diretta interessata in conferenza stampa, è stanca di perdere le finali dei grandi appuntamenti del Tour, eppure continua ad essere indiscutibilmente la tennista più continua ad alto livello del circuito femminile. Con 11 finali giocate da inizio 2025, di queste vincendone “soltanto” cinque, è la giocatrice più meritevole di sedere sul trono WTA e di possedere lo scettro del tennis femminile.

Cammino californiano più faticoso per Rybakina

A differenza di Sabalenka, il percorso di Elena Rybakina per raggiungere la finale è stato certamente più tortuoso. Se la bielorussa ha disputato un unico long set in 10 frazioni, la kazaka ne ha dovuti giocare ben tre: l’ultimo dei quali in semifinale con Svitolina, quando avanti 7-5 5-1 d’improvviso si è smarrita perdendo tre giochi consecutivi e rischiando seriamente di compromettere una partita abbondantemente chiusa. Ma anche nei turni precedenti, la recente vincitrice dell’Australian Open ha sofferto parecchio: già a partire dall’esordio contro la statunitense Baptiste, dove nel primo set ha cancellato tre set point consecutivi prima di spuntarla al tie-break e qualificarsi al turno successivo solamente per 6-2 al terzo. Un altro momento molto delicato, la n°3 WTA lo ha affrontato nei quarti, match dove ha dapprima inflitto un inopinato 6-1 a Pegula dominandola in ogni zona del campo, per poi successivamente essere obbligata a compiere un importante rimonta da uno svantaggio di 4-1 e infine trionfare nel secondo tie-brek del suo torneo.

La finale migliore, questa Rybakina vale più di Swiatek

La finale che si apprestiamo a vivere è senza discussione la migliore possibile che il tennis femminile possa offrire attualmente. Anche se il ranking vede Elena ancora inseguire Swiatek, è lapalissiano accertare come ora come ora per stato di forma, condizione, fiducia e consapevolezza la ventiseienne nata a Mosca incarni la seconda forza al mondo e forse anche qualcosa in più. Una riflessione analitica che ribaltando le fondamenta assume identico valore, ma dal verso opposto, per la polacca che non sta indubbiamente vivendo lo splendore di qualche stagione fa. Le sue prestazioni sono sempre tirate al limite sul piano della solidità mentale, nervi tesi a fior di pelle come fosse ogni volta una trapezista in procinto di cadere nell’oblio. Un’instabilità psicologica che testimonia le incertezze e le paure che la stanno attanagliando.

La vera crescita di Elena non passa dal campo

Tornando a Rybakina, il vero salto di qualità che potrebbe fare per prendersi veramente quel primato, protetto e difeso da Sabalenka, è dal punto di vista della personalità. E’ chiaro che non si può cambiare completare il proprio carattere, ma si diventa numero 1 quando si cominciano a vincere partite prima ancora di scendere in campo: negli spogliatoi, nel corridoio che precede l’ingresso in campo, nello sguardo che anticipa il sorteggio. Tante volte Aryna vince così, non di tennis ma di aura. L’avvio di stagione kazako è di buon auspicio per ricercare un proficuo cambiamento, basti pensare che tra quarti e finale di Melbourne ha sconfitto consecutivamente tre Top 10. Anche se successivamente il passaggio in Medio Oriente si è rivelato poco brillate con addirittura il ritiro a Dubai. Tuttavia in California, Elena pur con qualche scossone nei suoi incontri ha mostrato nuovamente un’ottimo tennis. Se però vorrà che il suo gioco possa bastare contro Sabalenka, dovrà evitare i cali avuti in precedenza.

I precedenti

Sabalenka ha vinto in 8 occasioni nei confronti diretti che l’hanno vista contrapposta a Rybakina, Elena invece ne ha fatti suoi in totale 7. Dunque, come mostrano gli head to head, c’è sempre stato grande equilibrio nella loro rivalità premiando l’una o l’altro a seconda del momento che stessero attraversando quando finivano per scontrarsi. La kazaka, ma russa di nascita, ultimamente ha però decisamente invertito il trend spostando l’ago dell’inerzia verso di sé. La campionessa di Wimbledon 2022 ha infatti portato a casa sette degli ultimi quindici scontri, incluse le ultime due prestigiose sfide: in finale alle WTA Finals di Ryad e in Australia, accaparrandosi il titolo di Maestra e il secondo Slam della carriera.

La scimmia di Aryna e il diverso rendimento nell’ultimo periodo

L’elefante della stanza di Sabalenka è stato oramai rivelato a tutto il globo terraqueo: il problema delle finali. Più che un oggettivo problema in sé, perché se ti spingi in fondo con costanza nei WTA 1000 e negli Slam un reale problema tecnico o tattico non persiste, sta sempre più assumendo i connotati di un macigno mentale difficile da sostenere. E che che se dovesse ancora perdurare, metterebbe a repentaglio la tenuta della campionessa di Minsk esponendola al rischio di essere sovrastata e schiacciata da tale e ricorrente approccio di negatività, ogni talvolta che si trovi al momento della verità. “Contro di me giocano tutte un tennis incredibile“, ha dichiarato durante l’ultima press, è quasi come voler cercare un alibi o più correttamente una spiegazione razionale a quanto accade. Per carità, se tale pensiero possa aiutare Aryna a superare i fantasmi ben venga, ma dietro tutto ciò potrebbe celarsi ulteriore precarietà nociva che finirebbe per divorarla agonisticamente.

Curiosità statistiche verso una finale equlibrata

Appurato ciò, l’ipotetico – magari trionfando nel deserto tutto verrebbe messo da parte – spauracchio delle finali è qualcosa di estremamente recente nelle carriera di Sabalenka. Perché se è vero che ne ha perse 6 delle ultime 10, il suo bilancio complessivo in carriera ci restituisce un più che ottimale 50% con 22 successi in 42 finali. Il ragionamento al contrario vale per Rybakina, che ha trionfato 12 volte perdendo 11 finali. Tuttavia viene da un grandissimo periodo in tal senso, avendo conquistato le ultime cinque finali giocate a partire dal 2024 sulla terra di Stoccarda.

Parlando invece di sfide alla n°1 WTA, Elena ha battuto la prima della classe in nove circostanze degli ultimi tredici confronti, sconfiggendo sempre Sabakenka o Swiatek. Il torneo fin qui disputato ci farebbe propendere per Sabalenka, i precedenti più recenti e complessivamente il rendimento nelle grandi finali farebbe dire Ryakina. Quello che è certo che ci attende una sfida estremamente livellata, dove i servizi e le legnate da fondo saranno i veri protagonisti.

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