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Masters 1000 Indian Wells 2026: Sinner-Medvedev, scontro tra i dominatori del cemento

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Non è stato facile arrivare in California: la crisi geopolitica in Medio Oriente, l’impossibilità di lasciare gli Emirati e il viaggio avventuroso che lo ha portato in extremis a Indian Wells. Difficile pensare, anche solo due settimane fa, a un epilogo del genere. Alla fine, però, Daniil Medvedev è riuscito non solo a disputare il primo Masters 1000 della stagione, ma addirittura ad arrivare in finale, dove troverà davanti a sé una delle sue bestie nere: Jannik Sinner. Quella tra i due è l’ennesimo capitolo di una rivalità che tra 2023 e 2024 ha scritto pagine importanti nella storia del circuito.

Inizialmente è stato il russo a dominare negli scontri diretti, almeno fino alla finale del China Open 2023, torneo in cui Sinner non solo ha cambiato la traiettoria di questa rivalità, ma forse anche quella della sua carriera.  due si sono evitati per tutto il 2025, ma al primo Masters 1000 del 2026 è arrivata subito l’ennesima sfida. Sinner ci arriva da numero 2 del mondo, dopo un avvio di stagione generalmente positivo che, però, non lo ha quasi mai visto riproporsi ai livelli stratosferici mostrati nelle ultime stagioni. Per lui questa è la prima finale del 2026, in un torneo in cui è riuscito anche a rosicchiare punti a Carlos Alcaraz, uscito di scena in semifinale.

SINNER IN CRESCITA, MEDVEDEV REDIVIVO

Il cammino dell’italiano nel torneo californiano è stato piuttosto lineare: cinque vittorie, tutte per 2 set a 0, superando già nei primi turni ostacoli ostici come il baby prodigio Joao Fonseca e regolando in semifinale in modo netto il tedesco Alexander Zverev. Nelle ultime ore, a partire dal riscaldamento pre-semifinale, si è parlato molto di un possibile problema fisico all’anca per l’altoatesino. Jannik non si è sbottonato più di tanto sull’argomento, ma in conferenza stampa ha comunque confermato di stare bene, e la prova contro Zverev è stata abbastanza confortante in tal senso.

Se per Sinner la finale di Indian Wells è la prima del 2026, non si può dire la stessa cosa per Medvedev. Il russo non aveva iniziato la stagione in modo del tutto convincente, ma all’ATP 500 di Dubai è riuscito a piazzare un risultato importante, portandosi a casa non solo il primo titolo della stagione, ma anche bissando per la prima volta la vittoria nello stesso torneo. Sono diventate così dieci le partite vinte consecutivamente, tra cui la vittoria in semifinale in California contro il numero 1 del mondo Alcaraz. Proprio come Sinner, inoltre, non ha ancora concesso un singolo set in tutto il torneo.

SINNER-MEDVEDEV: I RE DEL CEMENTO

I due si affronteranno sulla loro superficie preferita: il cemento. Dal 2020 a oggi sono proprio loro gli unici giocatori ad aver vinto più di 200 partite su questa superficie. Sono 239 le vittorie per il russo e 231 per l’italiano, con Andrey Rublev terzo in questa speciale classifica ma decisamente più indietro, a quota 198. Un dato che dimostra come negli ultimi anni questi due giocatori siano stati tra gli autentici dominatori del circuito sul cemento.

SINNER-MEDVEDEV: I PRECEDENTI

Nelle ultime dieci sfide, considerando anche la partita al Six Kings Slam 2024, sono arrivate nove vittorie per Sinner, numeri che rendono l’italiano favorito per la finale. Attenzione però al russo: ha già vinto un titolo nel 2026, a differenza dell’altoatesino, arriva da dieci vittorie consecutive e finora ha disputato un grande torneo in California. Una vittoria oggi consoliderebbe il suo ritorno in top 10, permettendogli di scavalcare Ben Shelton al nono posto. Per Sinner, invece, significherebbe accorciare ulteriormente su Alcaraz e iniziare nel migliore dei modi lo swing americano, fondamentale per riportarlo vicino alla posizione numero uno del mondo.

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