ATP Indian Wells, Alcaraz: “Contro di me sembrano tutti Federer! La caviglia? Tutto Ok”
Carlos Alcaraz centra la vittoria numero 14 del 2026 e approda agli ottavi di finale del BNP Paribas Open di Indian Wells. Contro Arthur Rinderknech, 28 ATP, non ha, però, vita facile. Perso il tiebreak del primo parziale, lo spagnolo si ritrova poi sotto di un set e di un break, prima di affondare la rimonta.
Adesso il numero 1 al mondo se la vedrà con Casper Ruud, contro cui conduce 5-1 nei precedenti – l’unico successo del norvegese è arrivato alle ATP Finals nel 2024.
Per il fuoriclasse murciano quella contro Rinderknech è la 32esima vittoria consecutiva sul cemento outdoor, filotto aperto lo scorso anno al Masters 1000 di Cincinnati.
Alcaraz sulla caviglia: “È tutto a posto. Rinderknech è un gran personaggio”
Tra l’altro, sul calare del secondo set, Alcaraz è vittima di un piccolo spavento quando gli si gira leggermente la caviglia destra. Qualche smorfia di dolore e riparte, senza bisogno dell’intervento del fisioterapista. Il terzo set è la dimostrazione evidente che il problema fisico sia del tutto rientrato.
Durante l’intervista nell’immediato post match, Carlitos rassicura circa le sue condizioni, quando gli viene chiesto se la caviglia stia bene: “Direi di sì. Ora la controllerò con il mio fisioterapista e vedremo com’è” spiega. “Però, come avete visto, sono riuscito a correre bene, quindi spero che domani sia come se non fosse successo nulla”.
In seguito, il numero 1 al mondo analizza la sua prestazione, contro un Rinderknech in grande spolvero: “Arthur stava giocando il suo miglior tennis, soprattutto nel primo set e all’inizio del secondo. Per me è stato davvero difficile e, a dire il vero, mi sono trovato parecchio in difficoltà. Ma sono molto contento del modo in cui ho gestito tutto ciò che stava succedendo: l’ho accettato, ho continuato a lottare, sono rimasto forte mentalmente e ho cercato di fare alcune cose diverse”.
La svolta, secondo Carlos, arriva quando ha trovato il campo con più continuità in risposta: “Credo di aver iniziato a giocare in modo più solido e ad aspettare le mie opportunità. Dopo il primo set sono riuscito a rispondere molto meglio al servizio e questo mi ha aiutato. In generale, sono molto contento di come si è sviluppata la partita”.
Infine arriva un elogio per Rinderknech: “È un grande personaggio fuori dal campo e ogni volta che scende in campo tutti vediamo di cosa è capace. Ha un livello altissimo. A rete mi ha detto qualcosa tipo: “Di’ all’arbitro che la prossima volta mi metta dall’altra parte del tabellone, per favore, perché non voglio più affrontarti”. Ma questo dimostra quanto sia gentile e che brava persona sia e credo che mostri anche quanto la partita sia stata frustrante per lui”.
Alcaraz in conferenza stampa: “Contro di me tutti Federer, ho un bersaglio sulla schiena”
Alcaraz si presenta poi in conferenza stampa, dove analizza il match e commenta il titolo di Hottie Coach Bracket, la scherzosa competizione riservata agli allenatori che sta spopolando sui social vinta dal fratello Alvaro.
D: Ben fatto oggi. Oggi e anche in Qatar sembra che tu stia giocando contro giocatori che stanno esprimendo un livello incredibilmente alto e tu sei riuscito a resistere. È sembrato che ti fidassi semplicemente del fatto che saresti riuscito a restare in partita, rimontare e vincere. È qualcosa a cui pensi consapevolmente quando ti trovi in una situazione in cui l’avversario sta giocando così bene?
CARLOS ALCARAZ: “A volte mi stanco di giocare contro Roger Federer a ogni turno… A volte sembra proprio che stiano giocando a un livello davvero pazzesco. Non so se lo sto vivendo nel modo giusto, ma ho la sensazione che succeda sempre contro di me. Se giocassero a quel livello in ogni partita, dovrebbero essere più in alto nel ranking. Però ovviamente è qualcosa che mi preoccupa. Quando sto giocando, ci penso.
Tutto quello che posso fare è accettarlo, andare avanti e cercare di fare cose diverse durante la partita, cercare di non permettergli di essere aggressivo o di giocare con proprio stile, cercare di imporre il mio stile, il mio tennis, il mio livello nella partita e provare a ribaltare la situazione: è questo che cerco di fare. Ma ovviamente la prima cosa è semplicemente accettarlo”.
D: Perché pensi che le persone alzino il loro livello di gioco o…?
CARLOS ALCARAZ: “Non lo so. Sento come se avessi un bersaglio sulla schiena e ho l’impressione che, se non giocano a quel livello di tennis, non possano vincere – o almeno penso che sia questo che potrebbero pensare”.
D: Non capita spesso di vederti rimontare dopo essere stato sotto di un set e di un break come è successo stasera. Cosa ti passava per la testa che ti ha permesso di rientrare in partita in quel momento?
CARLOS ALCARAZ: “All’inizio ero un po’ arrabbiato con me stesso, perché nel primo set avevo avuto tante occasioni: diverse palle break, anche un set point e non sono riuscito a sfruttarle. Quindi ho avuto la sensazione di aver sprecato grandi opportunità. A volte è difficile accettarlo, ma all’inizio del secondo set lui ha giocato davvero a un livello altissimo, soprattutto nel game in cui mi ha strappato il servizio.
Allora l’ho semplicemente accettato, ho provato a essere forte mentalmente e restare il più calmo possibile, continuando ad andare avanti.
Sapevo che avrei avuto altre occasioni e che, se non fossi rimasto lì in partita, non avrei potuto sfruttarle. La cosa principale era restare lì tutto il tempo, cercare di tenere i miei turni di servizio, mettere pressione sui suoi turni di battuta e vedere cosa sarebbe successo, ovviamente nel miglior modo possibile”.
D: Fuori dal campo, in che modo questo torneo crea esperienze che i giocatori apprezzano?
CARLOS ALCARAZ: “Penso che qui sia davvero molto tranquillo. Abbiamo la sensazione che tutto sia davvero piacevole. Abbiamo le nostre aree per riscaldarci e noi giocatori non abbiamo la sensazione di stare stretti. Abbiamo molti spazi per rilassarci e stare insieme. È fantastico. Ovviamente penso che molti giocatori amino giocare a golf. Credo che qui sia il paradiso per questo e penso che sia proprio ciò che in questo torneo crea una bellissima atmosfera”.
D: Non so se segui il podcast Nothing Major, ma tuo fratello Alvaro oggi ha vinto l’Hottie Coach Bracket (ironica competizione basata sull’estetica degli allenatori dei due circuiti, ndr). Sono curioso: lo sapevi e cosa ne pensi?
CARLOS ALCARAZ: “Certo che lo sapevo! Probabilmente ero più nervoso per quello che per il mio torneo qui (sorride). La cosa divertente è che molti giocatori lo stavano guardando, seguivano i risultati. Sono felice che mio fratello abbia vinto il titolo di ‘Hottie Coach of the Year’”.

