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ATP Indian Wells, Alcaraz: “Non mi sento imbattibile. Jimmy Butler? È mio ‘fratello!'”

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Carlos Alcaraz bagna l’esordio nel deserto californiano con una prestazione impeccabile, superando Grigor Dimitrov con un netto 6-2 6-3. Nonostante il forte vento che ha caratterizzato la giornata, il murciano ha mostrato una solidità impressionante, dichiarando – nella conferenza stampa post-gara – di aver centrato ogni obiettivo tattico prefissato. Oltre alla precisione chirurgica al servizio e alla gestione delle polemiche sullo shot clock, a rubare la scena è stata anche la presenza nel box di Jimmy Butler, campione NBA e amico di Carlos. Un sostegno speciale per lo spagnolo, che ha trasformato il match in una vera e propria esibizione di forza e carisma. Di seguito, le dichiarazioni rilasciate dal numero 1 del mondo.

D. Grigor è stato un avversario ostico per te in passato. Come sei riuscito a ottenere questa vittoria in due set?
CARLOS ALCARAZ:Penso di aver giocato alla grande. Le condizioni non erano facili, c’era molto vento. Direi però che il mio gioco è stato superiore al suo; ho giocato bene, senza commettere troppi errori. Questo credo abbia aiutato molto, sono davvero felice di essere riuscito a raggiungere ogni obiettivo che mi ero prefissato prima del match. Sono contento di averla chiusa in due set”.

D. Cambiando argomento, hai avuto dei problemi con lo shot clock (il cronometro per il servizio). Ti sei confrontato con l’ATP a riguardo o continui ad avere difficoltà?
CARLOS ALCARAZ:A essere onesti, non ci ho parlato. Nessuno è venuto da me a chiedermi un’opinione in merito. Quindi immagino che le cose resteranno così. Non voglio perdere tempo, dico davvero, perché in altre situazioni è capitato di andare a lamentarsi o a dare il proprio parere e poi non è cambiato nulla. Loro conoscono già la mia opinione e sanno come la penso. Vedremo se cambieranno qualcosa o meno, ma io preferisco concentrarmi su altro”.

D. Quindi vorresti che ci fosse un po’ più di discrezione da parte loro?
CARLOS ALCARAZ:Sì, credo di sì. Sappiamo che ci sono arbitri diversi. Alla fine si tratta di uno o due arbitri, probabilmente i soliti che creano problemi in molti match. Ce ne sono altri, invece, che sono flessibili. Direi che se capiscono di tennis, sanno come gestirlo. Quelli che sono davvero rigidi e non hanno ‘mano sinistra’, diciamo, è perché non capiscono affatto di tennis”.

D. Potresti essere l’unica persona al mondo ad aver giocato sia a tennis che a basket con Jimmy Butler (giocatore NBA). Ti ha mai dato consigli sul tuo gioco a basket? Tu ne hai dati a lui sul tennis?
CARLOS ALCARAZ:Non mi ha mai visto giocare a basket (sorride), ma mi piacerebbe molto mostrargli qualcosa, magari andando a un suo allenamento quando si sarà ripreso. Vorrei davvero che mi vedesse tirare o giocare, per poi ricevere qualche consiglio da lui. Io di tennis gli ho spiegato giusto qualcosina. L’ho guardato giocare alcune volte, ma si trattava solo di divertirsi qui ai tornei o dopo un match, quindi non ho potuto dargli veri consigli tecnici. Ma mi piacerebbe davvero scendere in campo e fargli da coach prima o poi”.

D. Quanto è stato bello giocare davanti a Jimmy Butler oggi? Sapevi che sarebbe venuto? Quanto vi sentite? Lo definiresti un amico?
CARLOS ALCARAZ:Sì, sì, è il mio “fratello” (sorride). Sapevo che sarebbe venuto. Mi aveva detto: ‘Sto facendo la riabilitazione qui vicino, quindi verrò a vederti’. Sono davvero felice che, nonostante tutto quello che sta passando con il recupero al ginocchio, sia riuscito a venire a vedere il mio match e che abbiamo potuto passare un po’ di tempo insieme dopo. Apprezzo molto questo gesto. Non riesco a vederlo spesso, ma il fatto che faccia lo sforzo di venire fin qui mi rende davvero felice”.

D. Sto scrivendo un pezzo sull’uso della palla corta al corpo sulla prima di servizio. Tu la usi più della media nel circuito. La trovi efficace? Se sì, perché?
CARLOS ALCARAZ:Non saprei. Direi che altri giocatori puntano a vincere il punto direttamente con il servizio; io a volte cerco di servire bene ma non necessariamente per chiudere il punto con quel colpo. Penso già alla palla successiva. Credo che il servizio al corpo sia davvero utile; io lo faccio da molto tempo ormai, è diventata un’ottima arma e sta funzionando. Si tratta di guardare cosa succede dopo il servizio, più che il servizio in sé”.

D. Il tuo prossimo avversario sarà Arthur Rinderknech), come ti senti? Credo ti abbia detto l’ultima volta in Qatar se lo avresti mai lasciato vincere, il che mi porta a pensare che sei in una striscia in cui sembri imbattibile, che è più difficile che mai batterti. Come ti senti tu? Suppongo che alcuni avversari pensino “uff, mi tocca giocare contro Alcaraz, non c’è modo di batterlo”. Come ti senti tu quando ti confronti con un avversario?
CARLOS ALCARAZ:Il prossimo turno sarà complicato, tutte le volte che l’ho affrontato è stata molto dura. È vero che non mi ha ancora battuto, ma tutte le partite me le sono dovute lavorare, lottare, correre. Il prossimo turno sarà più o meno lo stesso: mi aspetto una partita dura, difficile, nella quale dovrò risolvere decisioni difficili e momenti complicati. Vediamo, è vero che, come hai detto, siamo in un momento molto buono, un momento “dolce”, e cercheremo di farlo continuare così. Mi sento molto bene, fisicamente e mentalmente sto abbastanza bene, tranquillo, e questo dà molta serenità nell’affrontare le partite. Stiamo maturando, stiamo crescendo e imparando a gestire molti momenti e molte situazioni in campo, ed è questo che mi permette di mantenermi e giocare ogni partita a un buon livello di tennis. Non mi sento imbattibile, ma sento che sto mostrando agli avversari un modo di competere che probabilmente può pesare loro in certi momenti della partita”.

D. Chi sarà il tuo prossimo avversario, ma non a tennis, magari a golf? In Australia hai giocato con Federer. Forse Mardy Fish o Andy Roddick? Avrai tempo di esplorare i campi da golf qui?
CARLOS ALCARAZ:Mi piacerebbe molto giocare contro di loro. Il mio livello non è ancora così alto, ma ci sto arrivando. Sono riuscito a giocare qui con alcuni giocatori, come Taylor (Fritz) e Sascha (Zverev). Non riusciamo a fare 18 buche, ma passare del tempo con loro per qualche buca è stato davvero bello. Sto ancora lavorando sul mio gioco per poter competere con quei veterani. So che Mardy Fish e Andy Roddick giocano un golf pazzesco. Arriverò al loro livello e li sfiderò”.

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