ATP Indian Wells: avanti Bautista, Michelsen, Tabilo, Borges e Korda. Fuori Marozsan e Van De Zandschulp
Day 3 al BNP Paribas Open 2026. Vediamo cosa hanno riservato gli incontri pomeridiani e serali nel deserto californiano, lato ATP in quel di Indian Wells.
[Q] B. Bonzi b. V. Royer 6-4 6-3
Il terzo incontro sul Campo 5 dell’Indian Wells Tennis Garden ha visto andare in scena il derby francese a livello ATP vinto da Benjamin Bonzi su Valentin Royer con il punteggio di 6-4 6-3 in 1h18‘. Il ventinovenne di Nimes ha fatto prevalere la sua maggiore esperienza, a discapito dell’attuale classifica dove Benjamin è indietro di 51 posizioni. Fondamentale nel secondo set il sesto game in cui Bonzi – già avanti di un break maturato in apertura – ha rimontato dal 15-40 per salire sul 4-2. Nonostante i 4 aces scagliati da Royer, il qualificato transalpino ha espresso una migliore tenuta con la prima di servizio. Dieci sono stati i gratuiti in più commessi da Valentin, che conferma dunque il suo momento negativo: con la sconfitta odierna, nel 2026 ha vinto un solo match su nove. Al secondo turno, Bonzi trova la testa di serie n°19 Francisco Cerundolo.
R. Bautista Agut b. F. Marozsan 6-4 (2)6-7 6-4
Contemporaneamente allo scontro fratricida sopra descritto, si è consumata sullo Stadium 4 la prima vera grande sorpresa. L’eterno Roberto Bautista Agut ha sferrato un grandissimo acuto, battendo contro pronostico Fabian Marozsan per 6-4 (2)6-7 6-4 in oltre due ore e venti di partita. Pur cedendo la battuta a freddo, lo spagnolo è riuscito a far suo il primo set contro-breakkando nel sesto gioco prima del colpo decisivo sul 5-4. Proprio nel decimo game del terzo, Roberto si è guadagnato il primo match point ma è dovuto arrivare alla terza opportunità nel successivo turno per chiudere definitivamente. Con questo successo, Bautista ha trionfato in tre dei quattro confronti diretti in cui è stato opposto al magiaro: vincendo gli ultimi tre, oltre alla vittoria in California si è imposto anche a Dubai 2025 e Hong Kong 2024. Al prossimo turno, sarà l’avversario del campione uscente Jack Draper.
A. Michelsen b. [Q] D. Merida Aguilar 6-3 6-4
Nessun problema per Alex Michelsen che nel terzo match sullo Stadium 2 si è sbarazzato senza eccessiva fatica del carneade spagnolo Daniel Merida Aguilar, arresosi nettamente per 6-3 6-4 in 1h10‘. Lo statunitense, californiano di Laguna Hills (nella contesa di Orange mentre Indian Wells è situato in quella di Riverside) ha scaraventato 6 ace con il 78% di conversione sulla prima e 19 vincenti complessivi. Nonostante la comoda affermazione, Alex ha dovuto comunque affrontare un piccolo momento di difficoltà ad inizio secondo quando si è trovato per pochi istanti indietro di un break salvo assestare subito il contro-break nel terzo gioco. Ai trentaduesimi di finale, il n°44 ATP se la vedrà con l’ultima testa di serie in gara: la trentaduesima, Ugo Humbert.
J. M. Cerundolo b. B. Van De Zandschulp 7-6(3) (5)6-7 6-3
Certamente la sfida più combattuta della sessione serale è stata quella ospitata dal Campo 5 nell’ultimo incontro di giornata. Anche in questo, un epilogo a dir poco sorprendente: Juan Manuel Cerundolo sconfigge in quasi tre ore di lotta Botic Van De Zandschulp. L’olandese ha alzato bandiera bianca con lo score di 7-6(3) (5)6-7 6-3. Il risultato stupisce per le caratteristiche tecniche del mancino sudamericano: mai troppo a suo agio fuori dalla terra battuta. Bisogna però sottolineare come fosse in vantaggio 3-0 nei precedenti, seppur sempre disputati su terra. Nel 2025, tuttavia, Juan Manuel aveva vinto al tie-break finale nel turno decisivo delle quali di Madrid. Partita di solidità: Quasi il doppio dei vincenti per Van De Zandschulp ma anche più del triplo degli unforced rivali.
Nel primo set, il ventiquattrenne di Buenos Aires è stato diverse volte spalle al muro: ha cancellato tre pesantissime palle break tra il game di servizio sul 4-4 e quello successivo sul 5-5 prima di vincere il parziale al tie-break. Per il tennista argentino adesso il duello con il finalista di Shanghai Arthur Rinderknech.
A. Tabilo b. [WC] R. Jodar 6-1 6-2
Senza storia l’incrocio fra Alejandro Tabilo e Rafael Jodar. Il cileno ha avuto vita fin troppo facile nell’arginare il giovane madrileno – alla prima stagione in Tour dopo la partecipazione alle Nex Gen ATP Finals e la conseguente decisione di abbandonare il college – all’esordio assoluto in California. Appena 59 minuti sono bastati al mancino sudamericano per imporsi sul diciannovenne spagnolo. 4 ace con 0 doppi falli e addirittura quasi il 90% di resa con la prima per il nativo di Toronto. Tabilo dunque conferma l’ottimo stato di forma dopo un bel percorso nella gira sudamericana, dove è mancato solamente l’acuto finale. Due quarti, a Buenos Aires e in casa a Santiago, e la finale nel ‘500’ di Rio fermato solo da Etcheverry. Per il ventottenne nato in Canada, prossimo impegno con Medvedev. Che alla fine è riuscito a raggiungere Tennis Paradise.
N. Borges b. E. Nava 7-6(11) 7-5
Vittoria sofferta per Nuno Borges che impiega poco meno di due ore per battere Emilio Nava con un doppio tie-break. Nella frazione iniziale, il n°49 ATP ha sprecato ben 4 occasioni di break per poi rischiare seriamente di cedere il set quando ha cancellato un set point nel decimo gioco. Il tie-break lo ha chiuso 11 punti a 9, al quanto set point complessivo. Anche la parte finale del secondo set è stato un vero bazar: il ventottenne di Maia si procura un match point sul 5-4 ma non lo sfrutta. Al quel punto il ventunenne di casa, di origine messicana ma nato e cresciuto a Los Angeles, nel successivo gioco ha avuto a disposizione una ghiotta tripla chance per andare a servire per il set ma ha mancato le opportunità. Dopodiché, Borges ha avuto bisogno del quarto match point per sigillare la qualificazione al secondo turno, dove troverà Vacherot.
S. Korda b. F. Comesana 7-5 6-0
Un’ora e diciotto minuti di match dai due volti. Un primo set lottato, un secondo dominato. In questo modo, Sebastian Korda l’ha spuntata su Francisco Comesana per 7-5 6-0. Nel penultimo incontro di giornata sul campo principale dell’impianto, il figlio di Petr è uscito vittorioso grazie alla sua superiore solidità: il che sembra un ossimoro visto che si parla di Korda contrapposto ad un terraiolo argentino. Su 15 game che hanno alimentato il primo set, in ben 7 circostanze si è materializzato un break con Sebastian che per due volte ha dovuto recuperare. Conquistato il parziale, nella ripresa il tennista di origini ceche ha lasciato per strada appena 9 punti. Momento splendido per lo statunitense: post Australia sono 12 vittorie in 14 match, con il titolo conquistato a Delray Beach superando fra gli altri Cobolli, Ruud e Paul in finale. Ora ci sarà lo scontro Korda-De Minaur, 3-1 per l’australiano i confronti diretti.
In chiusura di giornata da segnalare il successo del ripescato Vit Kopriva sulla wild-card Michael Zheng per 7-6(1) 7-5 in 2h10‘. Il ceco troverà la decima testa di serie Bublik.

