Jack Draper fissa gli obiettivi: “Tornare in top 5 e competere per gli Slam entro fine 2027”
Jack Draper è tornato in campo. Il 24enne inglese sarà la 14esima testa di serie al BNP Paribas Open di Indian Wells, torneo dove difenderà il titolo 1000 conquistato dodici mesi fa. Da quel sigillo il mancino britannico ha vissuto un’annata con più ombre che luci. Se le settimane seguenti gli avevano regalato la finale a Madrid, i quarti a Roma e gli ottavi al Roland Garros, in quel periodo si sviluppava piano piano un dolore al gomito che lo avrebbe costretto a rinunciare a tutta la seconda parte di stagione.
Il rientro allo US Open era stato infatti prematuro. E dunque, dopo altri mesi di riabilitazione, Draper ha deciso di calcare nuovamente il campo in Coppa Davis a inizio febbraio, esordendo con una vittoria. Poi, a seguito di altre due settimane di recupero e del torneo di Dubai, Jack è volato in California e ora si sta preparando per debuttare al Tennis Paradise contro Roberto Bautista Agut o Fabian Marozsan al secondo turno.
Draper: “Sono grato di essere in salute e di fare ciò che amo”
I ricordi vanno subito all’incredibile successo maturato nel 2025 a Indian Wells, torneo nel quale il tennista inglese batté Taylor Fritz, Ben Shelton, Carlos Alcaraz e Holger Rune per poi alzare al cielo il trofeo. “Da allora sono successe molte cose nella mia vita”, ha raccontato Draper in un’intervista concessa a Charlie Eccleshare per il The Athletic. “La mia prospettiva e la mia gratitudine per il semplice fatto di poter essere in buona salute e fare ciò che amo mi sono davvero entrate nel cuore nell’ultimo anno. Tutto questo ti può essere portato via molto rapidamente e bisogna davvero apprezzare la vita e i risultati ottenuti, perché è per questo che ci si impegna così tanto”.
Non è facile infatti trovarsi nelle prime posizioni in classifica, a competere contro i migliori, e tutt’un tratto essere costretti a fermarsi a causa di alcuni problemi fisici. “Sei abituato all’emozione di giocare davanti al pubblico e poi, all’improvviso, ti viene tolta e ti ritrovi a colpire a 20 miglia all’ora invece che a 90. È un cambiamento a cui bisogna abituarsi. E può essere piuttosto isolante, perché è uno sport individuale e tu dai tutto te stesso a questa disciplina. Durante il mio periodo di pausa probabilmente la cosa più difficile è stata abituarmi a essere un po’ più isolato, dover pensare al di fuori della mia vita da tennista”.
Draper: “Gli infortuni capitano sempre per un motivo. Ho riflettuto molto”
Com’è normale che sia, la strada per ritrovare la miglior forma fisica passa anche per alcuni momenti difficili, che Jack ha cercato di gestire nella maniera migliore possibile. “Cercavo solo di ‘vincere’ la giornata. È stato un processo estremamente lento e drenante. Non sono molto bravo a rilassarmi, ma immagino che sia proprio in questi momenti che si deve cambiare prospettiva”.
La consapevolezza è stata quindi un aspetto chiave nel processo di riabilitazione di Draper, il quale ha iniziato a mettere in discussione molti aspetti della sua vita quotidiana che inevitabilmente finiscono per intaccare le sue prestazioni in campo. “Gli infortuni capitano sempre per un motivo e questo mi ha davvero fatto riflettere sul lavoro che sto facendo, su come mi sto riprendendo, su come mangio e dormo”.
In questo periodo, oltre a guarire dall’infortunio, il britannico si è dedicato a limare alcuni dettagli del suo tennis. “Ho lavorato tantissimo sul mio gioco di transizione, sulle mie volée. Ho poi colpito molti servizi: li sto effettuando al 20%, al 30%, al 40% e così via, cercando di porre la mia attenzione sulla precisione e sul cambiamento della mia posizione per aiutare il mio braccio”.
Draper: “L’obiettivo? La top 5 e gli Slam entro fine 2027”
Draper a Dubai ha aperto le danze con una buona vittoria su Quentin Halys, ma agli ottavi si è fatto fregare alla distanza da Arthur Rinderknech, dopo circa due ore e mezza di gioco. Nonostante la dura sconfitta, il britannico è uscito dal torneo con ottimi segnali. “Il braccio ha risposto davvero molto bene. Non potevo chiedere una settimana migliore e ora mi dà molta fiducia il fatto di poter continuare a dare il massimo settimana dopo settimana. Sono decisamente orgoglioso quando ripenso a quello che ho passato negli ultimi otto mesi per arrivare dove sono adesso”.
Inoltre, da pochi mesi Jack ha abbandonato la guida di James Trotman per iniziare a lavorare con Jamie Delgado, ex coach di Andy Murray. E le prime settimane insieme hanno subito restituito a Draper un’ottima impressione sul nuovo allenatore. “È un ragazzo che non ha un grande ego, è una persona con cui vado molto d’accordo, di cui mi fido, e spero che insieme potremo raggiungere grandi risultati”.
Chiaramente, si punta in alto. Verso quella zona di classifica che l’inglese occupava la scorsa estate. E soprattutto, si punta ai tornei più importanti al mondo: gli Slam. “Il mio obiettivo è tornare tra i primi cinque giocatori al mondo entro la fine del 2027 e competere per i tornei del Grande Slam. Potrebbe succedere anche prima, ma è facile dire che voglio tutto e subito. Devo essere logico”.

