ATP Dallas: Shelton non si arrende mai, annulla tre match point a Fritz e conquista il titolo
[2] B. Shelton b. [1] T. Fritz 3-6 6-3 7-5
Una finale elettrizzante, di quelle che tengono il pubblico con il fiato sospeso fino all’ultimo quindici. Il duello tra i primi due favoriti del seeding al torneo ATP 500 di Dallas non ha tradito le attese: al termine di un’ora e 50 minuti di altissimo livello, con Shelton capace di annullare tre match point e ribaltare un destino che sembrava già scritto. Un successo in rimonta che vale il quarto titolo in carriera per il mancino americano e il ritorno alla vittoria in un 500 dopo Tokyo 2023.
Primo set: Fritz dominante, uno-due micidiale
L’avvio è tutto di Taylor Fritz. Shelton parte in salita, perde subito il servizio e si ritrova rapidamente sotto 3-0, con Fritz che nei primi turni di battuta non concede nemmeno un 15.
Il numero uno del seeding è impressionante al servizio: prime potenti al centro, slice a uscire e schema servizio-dritto eseguito con precisione chirurgica. Con il quinto ace sale 4-1, sempre in totale controllo.
Shelton prova a scuotersi, tiene a zero il proprio turno (3-1) e, fatta eccezione per il break iniziale, conduce agevolmente i suoi game di battuta grazie al potente servizio mancino. Ma da fondo campo Fritz è più incisivo, prende gli angoli e impone un ritmo sostenuto che mette costantemente sotto pressione l’avversario.
Il primo vero momento di tensione arriva quando Fritz serve per il set: sotto 0-30, concede scambi più lunghi e spreca un set point con un diritto largo. È il primo passaggio in cui l’inerzia sembra poter cambiare, ma il californiano ritrova subito solidità e chiude 6-3 in appena 25 minuti, confermando la sensazione di pieno controllo.
Secondo set: cresce Shelton, cambia l’inerzia
Nel secondo parziale il copione inizia lentamente a mutare. Fritz si procura una palla break nel terzo gioco, ma Shelton la cancella con due ace consecutivi (già 10 totali a quel punto), salendo 2-1.
L’intensità si alza, gli scambi si allungano. Fritz continua a essere rapido nei suoi turni di battuta, efficace con servizio e diritto, e negli scambi prolungati sembra ancora leggermente più solido. Ma Shelton non abbassa la testa: salva un’altra palla break, resta agganciato sul 3-3 e soprattutto aumenta il coraggio in risposta.
Nel momento chiave si procura tre palle break. Arriva il break a sorpresa che cambia completamente l’inerzia del match: da partita apparentemente incanalata verso Fritz, il confronto si riapre improvvisamente.
Shelton sente l’onda emotiva, serve con sicurezza e chiude 6-3 in mezz’ora esatta. È un altro match: ora è lui il protagonista.
Terzo set: tre match point salvati, trionfo Shelton
Il livello sale ulteriormente. Se nel primo set Shelton sembrava subire la pressione, ora è lui a emanare energia e aggressività. Più coraggioso, più attento, più incisivo. Ottiene il break nel terzo gioco e si porta avanti 2-1.
La reazione di Fritz è immediata: controbreak per il 3-3 e partita che diventa una battaglia punto a punto. L’agonismo è alle stelle, i punti spettacolari si susseguono, il pubblico è trascinato dentro ogni scambio.
Il momento più drammatico arriva sul 5-4 Fritz, servizio Shelton. Il numero uno del seeding si procura due match point. Sul primo, Shelton si salva con uno smash recuperato in cielo; sul secondo, trova un diritto violentissimo all’angolo per il 40-40. Fritz conquista anche un terzo match point, ma ancora una volta Shelton lo annulla con coraggio. Si va sul 5-5: una situazione impensabile pochi minuti prima.
L’inerzia è ormai ribaltata. Shelton si esalta, si procura tre palle break e strappa il servizio a Fritz al secondo tentativo: 6-5. Ora serve per il titolo.
Non è semplice. Fritz annulla i primi due championship point, la tensione si fa sentire, le braccia si irrigidiscono sul 40-30. Ma al terzo match point Shelton chiude i conti: 3-6 6-3 7-5 in un’ora e 50 minuti.
Un trionfo straordinario per Ben Shelton, che conquista Dallas dopo una rimonta memorabile impreziosita da tre match point annullati. Una finale splendida, intensa, vibrante: il miglior spot possibile per il tennis americano.

