Jacopo Berrettini: “Uscire dal loop negativo è un bel traguardo, adesso punto alle qualificazioni Slam”
La posizione numero 298 del ranking mondiale non è un punto d’arrivo, ma il certificato di una rinascita. Ai microfoni dei colleghi di Spazio Tennis, presso la Bama Tennis Academy di Tenerife, Jacopo Berrettini – che attualmente è impegnato nel Challenger II dell’isola iberica – si racconta con la serenità di chi ha finalmente smesso di lottare contro i problemi fisici per tornare a lottare solo con gli avversari. Già, perché dopo stagioni passate ai box a causa degli infortuni, il tennista romano ha ritrovato il suo miglior tennis, scalando le classifiche fino al suo attuale best ranking. Una scalata costruita sulla resilienza, sul lavoro tecnico al servizio e su una nuova consapevolezza mentale.
Il tunnel degli infortuni e la risalita
Negli ultimi due anni e mezzo, il fisico non è stato un alleato di Jacopo, togliendogli non solo continuità, ma anche il desiderio di lottare: “Il fisico mi ha tolto anche un po’ di stimoli, un po’ di voglia di competere, perché quando non ti senti all’altezza va a mancare un po’ tutto”. Ha sottolineato il tennista romano. Tuttavia, il peggio sembra passato: “Credo di essere sulla buona strada per fare cose ancora migliori. Rispetto a dove stavo due o tre anni fa, alla situazione in cui ero, è un bel traguardo. Essere uscito da quel loop è molto importante”.
La crescita tecnica e la gestione del gioco
Oltre alla tenuta atletica, Jacopo sente di aver aggiunto nuovi strumenti al proprio repertorio, lavorando duramente per competere ai livelli più alti del circuito Challenger: “Mi sento migliorato sul servizio, ho più soluzioni. Sto lavorando molto sulla gestione generale del servizio, però tecnicamente come riuscita è sicuramente migliorato e mi sento più cosciente di quello che posso fare, del mio livello. Quello è ancora uno step abbastanza grande da fare, ma secondo me sono sulla buona strada per riuscirci”.
L’allenamento con Sinner e il valore del lavoro
Nella sua risalita, Jacopo ha avuto modo di incrociare la racchetta anche con Jannik Sinner a Roma, un’esperienza che lo ha segnato profondamente: “Il ragazzo è eccezionale, molto umile, dedito al lavoro in una maniera impressionante. A livello di gioco mi ha davvero impressionato, è una macchina. Sembrava stesse gestendo un allenamento in famiglia nonostante l’attenzione e la tensione addosso devastanti, questo è impressionante”.
Il legame con Matteo
Nonostante la crescita individuale, il supporto della famiglia e del fratello Matteo resta un pilastro fondamentale nel percorso di Jacopo, sia nei momenti di gioia che in quelli più complessi: “Il nostro rapporto è qualcosa che va oltre tutto il resto: è sicuramente il mio migliore amico, la persona con cui parlo più volentieri, una persona con cui mi diverto e che mi sa anche rimproverare quando c’è da farlo. Lui ci ha dimostrato tante volte di saper reagire e questo è una grande ispirazione anche per me. Mi dice spesso di non dare per scontato quello che sto facendo e di godermi quello che mi sono creato”.
Le qualificazioni Slam come obiettivo
Guardando avanti, l’obiettivo per la stagione è chiaro e ambizioso: “L’obiettivo è poter giocare le qualificazioni degli Slam in questo momento. Sono sempre stato abbastanza lontano dagli obiettivi di classifica, però in questo momento della mia carriera e della mia vita voglio mettermi questo obiettivo. Se riuscissi a giocare le quali Slam, tutte e tre quelle che mancano o anche solo una o due, arrivando in quel range di classifica, sarei molto contento”.

