Notizie

Matosevic contro l’ITIA: “Procedimento corrotto e ingiusto”

0 2

Marinko Matosevic ha raggiunto il 39° posto del ranking nel febbraio 2013. Il suo ultimo torneo disputato è il Challenger di Indian Wells nel novembre 2017, dove ha perso al secondo turno di qualificazioni, mentre l’annuncio del ritiro è di un anno dopo. Oggi quarantenne, l’australiano nato in Bosnia ed Erzegovina ha inviato un comunicato a First Serve, la testata che aveva rivelato l’indagine dell’ITIA sul tennista di origine croate. Marinko ammette prima di aver fatto uso di un Metodo Proibito secondo il regolamento antidoping, ma nella seconda parte attacca duramente l’ITIA e il sistema definendo “corrotto e ingiusto”. Riportiamo qui la traduzione del comunicato integrale (grassetti nostri), poi cercheremo di fornire un po’ di contesto ad alcune parti.

“Scrivo queste parole con la morte nel cuore e la mente lucida. Sono sotto indagine da parte dell’ITIA dal Masters di Roma 2024. L’indagine è incentrata su un Metodo Proibito che ho utilizzato nel febbraio 2018. Posso confermare che è vero. Anche se l’ITIA non ha alcuna prova reale di una mia condotta illecita, ho deciso di ammettere ciò che ho fatto a causa del processo corrotto e della natura ridicola delle altre accuse.

“In circostanze disperate (nel 2017 avevo alcuni problemi di salute), in modo stupido e sconsiderato mi sono sottoposto a una trasfusione di sangue a Morelos, in Messico. Ne ero così disgustato che la settimana successiva mi sono ritirato, all’età di 32 anni e mezzo. Poco dopo mi sono reso conto di quanto la vita sia preziosa e di quanto grave e irresponsabile fosse stata la mia decisione. Non sono stato coinvolto nel tennis per quasi due anni e nel tennis professionistico per tre.

“Scrivo questa lettera di confessione innanzitutto per mettere in guardia altri atleti dal fare qualsiasi cosa che possa danneggiare la loro salute e mettere a rischio la loro vita, perché esiste una lunga vita dopo la carriera di un atleta.

“In secondo luogo, scrivo questa lettera per far sapere al mondo del tennis quanto il procedimento dell’ITIA sia corrotto e ingiusto. Ti sequestrano il telefono in un contesto intimidatorio e costruiscono casi legali su foto e supposizioni basate su messaggi di testo che risalgono letteralmente a oltre cinque anni fa. L’intero processo è corrotto e privo di credibilità, come abbiamo visto negli ultimi anni! Si tratta di regole create dall’uomo che vengono cambiate a piacimento e per adattarsi a obiettivi discutibili; non sono morali né giuste! Le altre accuse di ‘complicità’ che hanno contro di me sono un’assurdità totale e sono state assemblate basandosi unicamente su messaggi di testo di anni fa, utilizzando altre leggi inventate come l’’intento’.

“Dopo aver attraversato questo processo dall’inizio alla fine e averne discusso con altri che ne hanno conoscenza o che hanno vissuto la stessa esperienza, l’unica conclusione logica è che gli attuali sistemi del tennis dovrebbero essere smantellati!”

“I giocatori hanno tutto il potere; se si uniscono, possono ottenere un vero cambiamento positivo! Per i motivi sopra menzionati, non parteciperò all’udienza programmata per la prossima settimana, interromperò io stesso il processo e cesserò ogni comunicazione con l’ITIA. La verità vi renderà liberi!”

Il Metodo vietato

Nella lista compilata dalla WADA, la somministrazione o reintroduzione di sangue (autologo, allogenico o eterologo) è un Metodo Proibito sempre vietato, sia durante sia fuori dalle competizioni. Matosevic ammette di avervi fatto ricorso – in Messico, dove si trovava per disputare un torneo (sconfitto all’esodio) – salvo poi pentirsene tanto da dire addio al suo sport. Marinko è poi tornato nel mondo del tennis per allenare Jordan Thompson e Chris O’Connel, collaborazioni ormai terminate.

Intimidazione

Poi c’è l’attacco al procedimento dell’ITIA. Secondo il TADP (il Programma antidoping del tennis), l’Agenzia può chiedere al giocatore di fornire dispositivi elettronici “(inclusi telefoni cellulari, tablet, computer e/o dischi rigidi) in modo che l’ITIA possa copiare e/o scaricare dati e/o altre informazioni da tali dispositivi che ritiene ragionevolmente possano essere rilevanti per l’indagine”, all’atleta può essere revocata la possibilità l’accesso ai tornei finché non ottempera alla richiesta. Immaginiamo che Marinko si riferisca a questo con l’aggettivo intimidatorio (threatening nell’originale).

“Corrotto e privo di credibilità, lo abbiamo visto!”

Continua contestando l’ITIA perché ha iniziato (o basato) il proprio procedimento su elementi di oltre cinque anni fa, che può sembrare invero piuttosto ovvio visto che si parla di eisodi risalenti a oltre cinque anni fa. “L’intero processo è corrotto e privo di credibilità, come abbiamo visto negli ultimi anni!” Qui avrebbero giovato degli esempi. Certo, è più probabile che “abbiamo visto” i casi di Jannik Sinner e Iga Swiatek, considerando l’enorme l’attenzione mediatica ricevuta come è ovvio che sia trattandosi dei numeri 1 del mondo. Tuttavia, analizzati e spiegati anche troppe volte quei procedimenti, nulla è risultato fuori dalle regole.

Regole e moralità

Ma qui è il problema per Matosevic: “Si tratta di regole create dall’uomo”. Vero, e per fortuna, perché, per quanto imperfette, ci sembrano un’opzione migliore rispetto a “la mia moralità è l’unica cosa che può fermarmi”. Non sappiamo quali siano le altre accuse, ma riguardo all’intento o intenzione (intent) troviamo il termine nel TADP quando, in presenza di una positività nel campione biologico, per l’ITIA non è necessario dimostrare l’intenzione per stabilire la violazione delle regole antidoping per l’Uso di una sostanza vietata. È viceversa necessario dimostrarla nel caso di Tentato uso.

Non resta che attendere i successivi sviluppi, con ogni probabilità una squalifica da parte dell’ITIA.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored