Alcaraz, l’uomo dei record: 7° Slam a soli 22 anni e oltre 13000 punti in classifica
Non è stato l’Australian Open più galvanizzante in assoluto. Abbiamo assistito ad edizioni certamente più frizzanti, ma una volta sbarcati in semifinale, la musica è cambiata. Carlitos Alcaraz e Sascha Zverev hanno messo in piedi uno show di quasi cinque ore e mezza, buttando dentro sprazzi di tennis stellare, un pizzico di drama e una spolverata di resilienza. Questa componente – non v’è dubbio – è stata portata sulla Rod Laver Arena dal fenomeno di Murcia, giunto a un passo dall’eliminazione a Melbourne. Zverev conduceva per cinque giochi a tre nel set decisivo, poi sono arrivate le folate del fenomeno di El Palmar che hanno atrofizzato Sascha, rimontato con lo score di 7-5.
Tutti i record di Carlitos
La finale preannunciata tra Carlitos e Jannik Sinner è stata poi stravolta dall’eterno Novak Djokovic, capace di tirar fuori il meglio del suo gioco contro il campione in carica, schiantato in extremis dalla leggenda. Il serbo, però, dopo un primo parziale altrettanto brillante contro Alcaraz, ha patito la mancanza di energie sulla distanza, e i magnifici colpi del murciano hanno preso forma con l’andare della finalissima, la stessa che ha regalato ad Alcaraz il sogno del Career Grand Slam. Lo spagnolo è così diventato il più giovane della storia a vincere tutti e 4 gli Slam, il sesto a riuscirci nell’Era Open dopo Rod Laver, Andre Agassi, Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Ma questo è già abbastanza noto.
Il numero uno al mondo è finalmente riuscito a spezzare “la maledizione di Melbourne”, unica tappa Slam che non solo mancava in bacheca, ma dove non era mai riuscito a spingersi oltre i quarti prima della corrente edizione. Il trionfo nell‘Happy Slam contro la leggenda di Belgrado (che non aveva mai perso una finale in Australia) ha inglobato Carlitos all’interno di una serie infinita di record che certificano, ancor di più, la sua grandezza. Dal suo debutto nel circuito ATP, nel 2020, sono bastate soltanto due stagioni al nativo di El Palmar per conquistare il primo Major e salire sulla cima del ranking dopo quella magica notte di Flushing Meadows.
Un ragazzino dotato di un talento sovrannaturale che ha subito innescato pesanti paragoni con i più grandi della storia tra gli addetti ai lavori. Lo scetticismo ha annebbiato le menti di alcuni, mentre altri non hanno mai avuto dubbi: a soli 22 anni e 272 giorni, Carlitos Alcaraz ha già conquistato il settimo Grand Slam, diventando il più giovane a vincerne così tanti nell’Era Open (superando il primato di Borg).
Come anticipavamo qualche riga sopra, la trasferta in Down Under non è mai stata propizia per Carlos prima di quest’anno. Un tennis spesso lontano dai suoi standard ha trasformato in un tabù ogni edizione dell’Australian Open sino al 2025, quando fu sconfitto proprio da Nole in quattro parziali. Ma dopo il miracolo di pochi giorni fa contro Zverev in semifinale, e la presenza quasi celestiale del mito Rafa Nadal nell’atto decisivo, Alcaraz è tornato a far risuonare nella Rod Laver Arena la “Marcha Real” dopo quattro anni dall’ultima volta, diventando il secondo atleta spagnolo della storia del tennis a trionfare a Melbourne.
Ottava finale Slam disputata, settimo centro. È al secondo posto nella classifica di tutti i tempi per il maggior numero di partecipazioni alle finali del Grande Slam nel singolare maschile da parte di un giocatore spagnolo, dietro chiaramente a Nadal, che ha raggiunto 30 finali Major. Per Alcaraz, l’unica macchia resta la finale di Wimbledon persa contro Jannik Sinner; per il resto, il murciano ha fatto incetta di Slam ogni volta in cui è arrivato all’ultimo atto.
Attualmente, Carlitos è detentore di ben tre Slam su quattro, e l’eliminazione dell’azzurro in semifinale è costata parecchio a Jannik in termini di punti, dato che a Melbourne difendeva il titolo. Il gap tra i due aumenta – e in modo considerevole – a causa dei 1200 punti lasciati da Sinner in terra australiana, e dai 1600 conquistati da Carlitos, che adesso vola a quota 13.650 (record personale), distaccando il rivale altoatesino di oltre 3000 punti. Alcaraz diventa così soltanto il quarto giocatore nella storia a superare quota 13000 punti dopo Djokovic, Federer e Nadal.
La situazione attuale per la lotta al primo posto vede, ovviamente, come dominatore lo spagnolo, ma ricordiamo che Sinner – praticamente fermo ai box per tutto l’inverno scorso – non avrà alcun punto da difendere fino alla fine di aprile… Il problema per lui, tuttavia, è che fino all’inizio della stagione su terra nemmeno Alcaraz avrà molti punti da scartare.

