Australian Open: Rybakina ha la sua rivincita e trionfa a Melbourne. Sabalenka perde un’altra grande finale
[5] E. Rybakina b. [1] A. Sabalenka 6-4 4-6 6-4
Contro pronostico, è Elena Rybakina a laurearsi campionessa dell’Australian Open. Nel remake della finale del 2023, la tennista kazaka ha sconfitto i fantasmi del passato recuperando da uno svantaggio di 0-3 nel set decisivo. Per 6-4 4-6 6-4, in due ore e diciotto minuti, la prossima numero 3 del mondo ha quindi battuto la bielorussa per la settima volta su quindici testa a testa complessivi. L’ultimo si era verificato all’ultimo atto delle WTA Finals e anche in quell’occasione era stata Rybakina a uscire vittoriosa. Sabalenka deve mandare giù un altro boccone amaro: per lei è la quarta sconfitta nelle ultime 5 finali tra Slam e Finals.
Nonostante si conoscessero molto bene – per la kazaka Sabalenka è l’avversaria affrontata più volte in carriera, e viceversa -, la quinta testa di serie del torneo ha subito sorpreso l’avversaria all’uscita dai blocchi. Vinto il primo parziale grazie a un solo break custodito sino alla fine, Rybakina nel secondo set ha avvertito un po’ di tensione al momento di servire per rimanere nel parziale. Sabalenka ne ha quindi approfittato. Ma, nella frazione decisiva, si è sciolta come neve al sole. La kazaka ha piazzato una rimonta da applausi contro una Sabalenka sempre più in balia dei suoi demoni. Nel gioco che le è valso il titolo, infine, Rybakina ha giocato con coraggio e saggezza tattica ed è venuta a prendersi il sigillo Slam con una personalità che talvolta in passato le era mancata.
Dopo i titoli agguantati nel 2023 e nel 2024, la numero 1 del mondo perde quindi la seconda finale consecutiva a Melbourne e la quarta in totale a livello Major sulle 8 disputate. Nonostante dal 2025 il suo record contro le top 5 fosse di 8 vittorie e una sola sconfitta, e arrivasse a questa finale reduce da 11 affermazioni consecutive senza aver lasciato parziali per strada, Sabalenka ha dimostrato ancora una volta di avere alcuni limiti di tenuta nervosa nei momenti topici di partite importanti come questa. Pur avendo messo a segno 7 vincenti più dell’avversaria (35 a 28), sul 3-0 nel terzo set si è un po’ irrigidita e ha lasciato spazio di manovra a Rybakina, brava a crederci e a giocare un tennis più ordinato nelle fasi decisive.
Entrambe arrivavano a questa finale con un percorso netto nel torneo, che le aveva viste arrivare all’ultimo atto senza aver perso set. Il titolo va però alla kazaka, che con la ventesima vittoria nelle ultime 21 partite disputate, oltre che la decima affermazione consecutiva contro una top 10, mette in tasca il secondo titolo Slam in carriera. Dopo Wimbledon 2022, Rybakina torna quindi ad alzare il trofeo di un Major (l’undicesimo complessivo nel circuito maggiore) e diventa la tennista con il record migliore, da quando esiste il ranking WTA, contro le primatiste della classifica mondiale con almeno 10 confronti giocati. Per lei, 9 successi e 6 sconfitte: una percentuale del 60% che la fa schizzare in testa in questa classifica prestigiosa.
Primo set: Rybakina parte più centrata, Sabalenka non ricuce lo svantaggio
Come si poteva prevedere alla vigilia, entrambe sin dai primi punti non trattengono il braccio se vedono una palla aggredibile. Nel gioco d’apertura è Rybakina che si mette subito in mostra. Con il dritto trova delle risposte fulminee che lasciano ferma Sabalenka, meno precisa dal lato destro soprattutto se deve colpire in corsa. La bielorussa incappa in qualche gratuito, offre palle break e alla seconda chance la 26enne kazaka le strappa la battuta. Poi, a 0, conferma il vantaggio servendo una prima dietro l’altra.
La numero 1 del mondo vuole però reagire nell’immediato. Si assicura il primo game in battuta, ma Rybakina è molto brava a rubarle il tempo. Spinge con i fondamentali, limita gli errori e continua a tenere saldo il timone del parziale. La 27enne bielorussa inizia così a innervosirsi: in fase difensiva è un po’ lenta a ribattere le soluzioni della sua avversaria, in attacco non trova la precisione che vorrebbe, ma, nonostante ciò, prova a rimanere incollata alla rivale nel punteggio. Sebbene la prima di servizio non la aiuti particolarmente in questi primi minuti, come spesso le è capitato durante il torneo, la quinta tennista in classifica tiene un buon margine sull’avversaria nello score.
La battuta principale le viene però in soccorso non appena Sabalenka tenta di riavvicinarsi a lei nel punteggio. Nell’ottavo game, infatti, un paio di rovesci sbagliati della kazaka spediscono la bielorussa a doppia palla break. Qui due ottime prime di Rybakina non lasciano entrare nello scambio la finalista uscente, che poi ai vantaggi è costretta a cedere, investita dalla velocità della rivale. Il tennis della kazaka è più ordinato di quello di Sabalenka, che spesso se riesce a entrare nello scambio si fa dominare dalla fretta. Dopo trentasette minuti, Rybakina chiude quindi il primo set per 6-4 con una buona prima vincente.
Secondo set: Sabalenka, più coraggiosa nel finale, pareggia i conti
A seguito di un toilet break per Sabalenka, la prima favorita del torneo torna in campo con un atteggiamento più feroce e determinato dopo aver perso il primo set nel torneo e in stagione. Tiene con autorità la battuta nel gioco inaugurale e mostrandosi più propositiva e meno fallosa sin dalla risposta si procura tre opportunità di break. Qui, però, la kazaka è ineccepibile. Trova alcune soluzioni vincenti in uscita dal servizio e raggiunge l’avversaria sull’1-1.
Il frangente successivo è molto equilibrato. Da ambo le parti si nota una buona prestazione con il colpo di inizio gioco che talvolta colma delle lacune con i fondamentali a rimbalzo. Per svariati minuti si segue quindi l’alternanza dei turni di battuta. Chi riceve riesce di rado a prendere in mano il controllo degli scambi e finisce quasi sempre per essere preda delle accelerazioni di chi si trova al servizio. Sino a che, nel decimo gioco, Rybakina perde un po’ di brillantezza da fondocampo. Incappa in un paio di gratuiti piuttosto banali e offre tre set point all’allieva di Anton Dubrov, che chiama la kazaka a rete e indovina un buon passante difficilmente addomesticabile dall’avversaria. Dopo un’ora e ventisette minuti, Sabalenka ricambia il 6-4. Si va al terzo.
Terzo set: Rybakina ci crede, rimonta da 0-3 e si laurea campionessa a Melbourne
Questa volta si torna in campo a seguito di un toilet break voluto da Rybakina. Sabalenka parte bene, tenendo la battuta a 15. La nativa di Minsk è decisamente più aggressiva della kazaka in questi ultimi minuti. La palla di entrambe viaggia spedita, ma è la bielorussa a piazzare una quantità maggiore di vincenti. Nel secondo game trascina Rybakina a un pericoloso 30-30; qui la trafigge prima con uno rovescio incrociato e poi con un altro in lungolinea in risposta che gli vale il break e il 2-0.
Sabalenka si distrae per qualche istante nel gioco seguente. Piazza alcuni errori e concede una palla del contro break all’allieva di Stefano Vukov. Una combinazione servizio-dritto, però, le permette di salvarsi. Poi di nuovo sorprende Rybakina con la battuta e allunga sul 3-0. Ma la nativa di Mosca non ha alcuna intenzione di mollare. Torna a spingere, si costruisce i punti a regola d’arte e trova profondità. La bielorussa non fa tempo a trovare le contromisure e restituisce il break a 15.
In un momento di instabilità della partita Sabalenka arriva di nuovo a palla break nel sesto game. Ma la risposta, che le aveva regalato molte gioie nei primi punti del gioco, la tradisce nel momento cruciale. La kazaka la raggiunge così sul 3-3. A questo punto il braccio della bielorussa trema più di quello di Rybakina, che si limita a essere regolare. La bielorussa è in vena di regali e offre quindi due palle break all’avversaria, che converte la seconda opportunità grazie a un dritto in rete di Sabalenka ed è lei questa volta a portarsi avanti di un break.
Servendo con precisione nei momenti topici la kazaka è brava a tenere il servizio a 30 nel gioco seguente e si porta così sul 5-3. Al momento di servire per chiudere i conti, il dritto di Rybakina fa i buchi per terra. Sabalenka rincorre invano le fiammate della rivale, che grazie a un’ottima prima centrale arriva a match point. Qui, impavida, la kazaka piazza un ace esterno che le porta in dono il successo, dopo due ore e diciotto minuti, con il punteggio di 6-4 4-6 6-4.

