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Australian Open: un infortunio ferma Musetti dopo due set dominati! Djokovic in semifinale

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[4] N. Djokovic b. [5] L. Musetti 4-6 3-6 3-1 (Rit.)
Accade l’inimmaginabile sulla Rod Laver Arena di Melbourne. Un Lorenzo Musetti brillante, in vantaggio per due set a zero contro Novak Djokovic, s’infortuna all’alba del terzo parziale. Il carrarino, tormentato dal dolore, è impossibilitato a proseguire l’incontro, così compie mestamente qualche passo verso la rete, stringendo la mano – in segno di resa – al serbo.

Uno strano e immeritato scherzo del destino. Sino a qualche istante prima dell’infortunio alla coscia, Musetti stava disputando un incontro magistrale, mentre Djokovic aveva registrato nei primi due parziali una quantità ragguardevole di gratuiti, rantolando nel buio contro un azzurro in uno stato di forma eclatante. Nole riconosce il dramma sportivo, e constatando la situazione inattesa nel quale si è ritrovato catapultato, non accenna nemmeno un gesto di trionfo – com’è giusto che sia – e con grande onestà intellettuale confessa nell’intervista post-match: “Ero già a casa, Musetti avrebbe dovuto vincere”.

La leggenda di Belgrado giocherà venerdì la sua 54esima semifinale Slam, la tredicesima a Melbourne. Dovrà soltanto attendere l’esito del match tra Sinner e Shelton per conoscere il suo prossimo avversario.

Primo set: Musetti cancella una brutta partenza. Djokovic commette troppi gratuiti

Sente il peso dell’incontro, Lorenzo Musetti, che una volta varcato l’ingresso della Rod Laver Arena, approccia la sfida con Djokovic in modo contratto. E il primo game al servizio racchiude lo stato d’animo dell’azzurro. Esordisce con un doppio fallo, succeduto da una sfilza di seconde che facilitano la vita a Nole, spedito in un avvio molto più incoraggiante.

Il 24 volte Slam varia perfettamente, mentre l’avversario, ancora lontano dal campo, continua a eseguire soli slice e pare irriconoscibile. Così Nole mette subito la freccia a sinistra scappando sul 2-0. Tra un punto e l’altro Lorenzo si scuote, vuole entrare in partita prima che sia troppo tardi. Le gambe iniziano a girare, Djokovic commette i primi gratuiti e la sfida – iniziata in modo critico per l’azzurro – cambia immediatamente volto. Piazzato il contro-break, il carrarino sfoggia una serie di rovesci fenomenali, e in fase difensiva rischia di far ammattire Nole rintuzzando con dei lob velenosissimi. Lorenzo non solo aggancia Novak, ma ribalta totalmente lo score del primo parziale, aiutato da una pioggia di gratuiti del serbo e da prodezze eccezionali in risposta da parte sua.

Musetti strappa ancora una volta il servizio all’ex numero uno del mondo, e sul piano mentale Novak patisce la versione concreta e dinamica dell’azzurro, che si procura ulteriori tre palle break per chiudere il discorso primo set, ma Djoker resiste. La chiusura del parziale è rimandata soltanto di qualche game, e al decimo, un Musetti glaciale mette la firma sul 6-4.

Secondo set: continua il dominio azzurro. Lorenzo ad un set dalla semifinale

Il carrarino, in stato di grazia, sfoggia soluzioni vincenti da ogni parte del campo, facendo scattare in piedi gli spettatori della Rod Laver Arena. Il primo game del secondo parziale, infatti, è condito da sole prodezze di Lorenzo. Dritto fulmineo in risposta, poi strettino di rovescio che buca Nole, e per chiudere, un lob millimetrico. Ecco il terzo break in favore del numero 5 del seeding, che parte alla grande nel secondo set, ma deve fare i conti con l’ira del serbo, che pareggia in un nonnulla i conti, controbrekkando nel game successivo. Novak vorrebbe dare una scossa ad un match finora più che opaco, e prova ad inviare dei segnali positivi, ma dall’altra parte del campo un tennista in condizione fisica e mentale eccellente complica i piani della leggenda serba, costantemente fuori giri negli scambi prolungati con Musetti.

Quest’ultimo esegue dei recuperi difensivi quasi estremi che rimbalzano a pochi centimetri dalla riga di fondo campo di Novak, e il serbo si ritrova sui piedi una pallina che aveva attaccato sino a pochi istanti prima. Continuano gli errori del numero 4 del seeding, e Muso torna a impadronirsi del set. L’inerzia è nettamente dalla parte dal carrarino, ma bastano uno squillo serbo e una mezza incertezza tricolore per rischiare di compromettere quanto di buono fatto fino ad adesso. Musetti perde la misura del dritto, che termina in corridoio, e nel sesto game Djokovic torna a riavere palla break. Nole gioca in spinta, mentre Lorenzo viene ricacciato indietro rischiando di cedere il punto, ma ancora una volta Djokovic è lento in progressione e manca il timing, mandando in rete un dritto agevole a metà campo.

Sul punteggio di 5-3 in favore del carrarino, Djokovic prova a rimanere in scia tentando di non concedere l’ennesimo break del set all’avversario. A un passo dalla conquista del game che lo porterebbe sul 5-4, Nole fa “Mea culpa”, ammettendo di aver sfiorato la pallina con la racchetta su uno strettino di Musetti deviato dal nastro e terminato in corridoio. Da buon gentleman, Novak confessa, consegnando così il punto all’azzurro. Il divario, sul piano tecnico, continua ad essere ampio, e Muso non perde l’occasione per velocizzare la pratica del secondo parziale, ottenendo il terzo break del set, confezionato col punteggio di 6-3.

Terzo Set: Infortunio Musetti. L’azzurro è costretto al ritiro

Ad un set dalla gloria, accade un episodio che suscita non poca preoccupazione al box tricolore. Musetti fa una smorfia, chiede l’intervento del fisioterapista e nel contempo cede repentinamente il servizio, desistendo del tutto sull’ultimo scambio. L’azzurro viene trattato sulla parte alta della coscia, ma l’infortunio sembra più serio del previsto.

Lo sconforto e il dolore abbattano uno sfortunatissimo Lorenzo, che una manciata di minuti più tardi alza bandiera bianca, annunciando il forfait. Djokovic avanza in semifinale.

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