L’Australian Open e i raccattapalle… non retribuiti. Tiley difende la sua scelta: “Ripagati in altri modi”
Anche quest’anno, centinaia di ragazzi e ragazze hanno offerto il loro tempo per ricoprire il ruolo di raccattapalle all’Australian Open, contribuendo giorno e notte al successo dell’happy slam australiano. A differenza di quanto accade a Wimbledon o allo stesso US Open, però, a Melbourne Park i cosiddetti ball-kids non percepiscono un compenso economico per il loro lavoro.
Tiley difende la decisione
Craig Tiley, capo di Tennis Australia, ha provato a spiegare il perché di questa scelta: “Non è una risposta semplice, sì o no, perché ci sono molte questioni legate al lavoro che vanno considerate. Ma i raccattapalle vengono pagati in altri modi, tramite biglietti, trasporti, copertura dei pasti e tutte queste cose, e con regali”, ha aggiunto.
L’opinione di Mark Philippoussis
Non tutti, però, condividono questa visione. Il finalista del singolare maschile di Wimbledon 2003 (e dello US Open ’98), nonché eroe australiano di Coppa Davis, Mark Philippoussis, appare in netta contrapposizione rispetto al pensiero espresso da Tiley. “Perché no? Dai loro un po’ di soldi in tasca. È una grande opportunità per questi ragazzi stare lì, godersi l’atmosfera, passeggiare, guardare qualche partita. Ma so che questo torneo spende molti soldi per assicurarsi che tutti siano felici”.
Un’esperienza formativa e impegnativa
Nell’edizione di quest’anno dell’Australian Open un numero record di 435 raccattapalle, tra i 12 e i 15 anni, ha preso parte al torneo. Lavorano circa otto ore al giorno, in sessioni da 45 minuti o un’ora, affrontando anche notti tardive e giornate di caldo estremo. I ball-kids sono apprezzati da giocatori, fan e staff del torneo: recuperano le palline, le restituiscono ai migliori tennisti del mondo, rimuovono insetti dalle linee di fondo e asciugano la pioggia dai campi (tra le altre cose).
Premi e opportunità extra
Nonostante il ruolo resti non retribuito, i ragazzi ricevono dei regali alla fine dell’evento e i più meritevoli hanno la possibilità di essere selezionati per lavorare al Roland Garros o al China Open. Tiley ha sottolineato così l’aspetto culturale e formativo dell’esperienza: “Hai raggiunto l’apice dell’opportunità e sei il migliore tra i migliori. Ti stai davvero divertendo e il programma è considerato il migliore a livello globale. Non c’è dubbio che facciano un ottimo lavoro e si divertano molto”.
l punto di vista di Alicia Molik
Infine, anche l’ex tennista australiana Alicia Molik ha difeso il progetto: “Penso solo che sia una grande opportunità per i ragazzi, indipendentemente da tutto. Il fatto di aver lavorato all’Australian Open è una cosa fantastica da avere nel proprio CV, no?”, ha chiosato.

