Australian Open, Sabalenka: “Sentirsi bella in campo è importante. Misto con Djokovic? Forse allo US Open!”
la due volte campionessa e finalista nel 2025 dell’Australian Open conquista i quarti di finale dell’edizione 2026 dopo la vittoria in due set contro Victoria Mboko (6-1, 7-6). Al termine del match, la numero uno del mondo ha parlato in conferenza stampa del livello espresso in campo, dei momenti più delicati della partita e del suo approccio fuori dal campo. Tra risposte leggere e riflessioni personali, non è mancato un passaggio scherzoso sul possibile futuro in doppio misto con Novak Djokovic.
D: Di nuovo ai quarti di finale. Ci racconti come sei riuscita a portare a casa questa partita, soprattutto riuscendo a chiuderla in due set?
SABALENKA: Lei è una giocatrice incredibile. È stata una bella lotta. Sono super felice di essere riuscita a chiudere questa partita in due set. Il secondo set è stato un po’ complicato.
Però sono felice del livello che ho espresso. Felice di essere passata.
D: I tuoi gioielli sono bellissimi. Ti danno mai fastidio mentre giochi? Hai qualche amuleto o talismano che indossi sempre? E l’outfit, lo scegli tu?
SABALENKA: Amo le domande sulla moda (ride, ndr).
In realtà sono davvero molto comodi. Come dico sempre, è importante assicurarsi che un gioiello abbia la lunghezza giusta, così non ti colpisce i denti. Non voglio perderli.
Non mi pesano molto né mi danno fastidio. Sembrano pesanti, ma non lo sono. Mi sento molto comoda e mi fa sentire bella in campo, che è una cosa davvero importante. Per quanto riguarda l’outfit, da un po’ di tempo dicevo a Nike che mi sarebbe piaciuto rivedere alcuni colori del passato nelle nuove collezioni. Poi hanno tirato fuori questi colori bellissimi. Sono stata super felice di vederli.
D: Cosa è successo sul 6-1, 4-1, quando lei è rientrata in partita? Prima di iniziare questo match, avevi in testa l’idea di dover subito imporre la tua autorità, visto tutto quello che si dice su quanto sia forte Victoria Mboko?
SABALENKA: Come già detto lei è incredibile, questo è sicuro. Però la cosa complicata nel giocare il primo match della sessione — non fraintendermi, mi piace giocare il primo match — è che a un certo punto i raggi del sole entrano proprio nella zona del servizio. È una situazione un po’ complicata. Diventa difficile.
Puoi perdere il servizio. Ed è esattamente quello che è successo. I due break che ha fatto sono arrivati dal lato in cui io servivo controsole. Non ho gestito molto bene il servizio da quella parte. Lei ha fatto un lavoro incredibile servendo da quel lato. È questa la parte difficile. Sapevo che avrebbe lottato. Sapevo che ci avrebbe provato. In un certo senso non aveva nulla da perdere. Ha mostrato un tennis incredibile in quei momenti in cui mi ha strappato il servizio. Però sì, io mi sono concentrata solo sul restare nel momento, giocare punto per punto, cercare di portare a casa questa vittoria.
D: Quando una giocatrice diventa numero 1, tutta quell’attenzione potrebbe portarla a essere meno aperta con gli altri. Parlando con Paula e altre giocatrici, dicono che sei rimasta la stessa anche da numero 1. Come fai?
SABALENKA: Non lo so. Sono semplicemente me stessa. Non sto cercando di fare nulla di particolare. Ci sono così tante grandi giocatrici, grandi persone. Mi sento a mio agio. Sono semplicemente me stessa, sai?
Sapevo che non sarei mai cambiata. Non importa la posizione in classifica, non importa cosa raggiungo nella vita, sarò sempre me stessa. Penso anche perché ho attraversato tante difficoltà. Non è stato, come si dice, un percorso facile per arrivare a tutto questo. Penso che sia per questo che sono riuscita a rimanere me stessa.
D: Quando ti vedremo giocare il doppio misto con Novak Djokovic?
SABALENKA: Forse quest’anno allo US Open (sorride, ndr). Voglio dire, io sto ancora aspettando. Me lo ha accennato appena allo US Open l’anno scorso. Sto ancora aspettando quel lungo messaggio da parte sua, in cui mi dice come vorrebbe giocare con me, che sono la sua partner dei sogni. Sto ancora aspettando quel messaggio. Non è mai arrivato. Non lo so. Forse non giocheremo (ride, ndr).

