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Kyrgios: “Non ho più nulla da dimostrare. La mia unica motivazione è guadagnare il più possibile”

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Non ho più niente da dimostrare” dichiara Nick Kyrgios in un’intervista concessa al quotidiano di Melbourne: l’Herald Sun. Il suo mirino ha cambiato bersaglio, i suoi giorni da tennista hanno mutato pelle ammettendo che ormai il suo obiettivo di vincere uno Slam è stato sostituito dal combinato disposto del perseguire il mero guadagno economico abbinato al puro intrattenimento da regalare agli appassionati di tennis. Nick Kyrgios tennista, di fatto non esiste più: adesso c’è Nick Harlem Globetrotters di se stesso, lui che da sempre ama il basket e l’NBA (ha giocato a pallacanestro fino ai 14 anni, prima di decidere di dedicarsi in maniera esclusiva al tennis) ha intrapreso un nuovo sentiero.

Un nuovo inizio: gli infortuni a frantumare il sogno, con la consapevolezza di essere un privilegiato

Ciò tradotto, significa che non vedremo più all’opera il trentenne di Canberra – a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto – nelle varie tappe sparse in tutto il globo sia del circuito minore (ossia i Challenger) che persino degli ATP 250. Nella scelta di modellare la sua carriera con questa nuova configurazione, hanno certamente contribuito i pesanti infortuni subiti al polso e al ginocchio: “Ho avuto un paio di anni difficili, dove mi sono ritrovato a passare dal bussare alla porta di un titolo del Grande Slam a vedermelo portare via“.

Ovviamente le priorità, nella vita e nella carriera di un atleta, cambiano e la realtà colpisce sempre portando a chiederti se riuscirai mai a competere di nuovo in singolare per vincere uno Slam. Ma alla fine non mi lamento, ho avuto molta più fortuna e molto più successo del 95 per cento degli atleti che decidono di prendere in mano una racchetta. Ho dovuto tuttavia rendermi conto con umiltà che… gli infortuni accadono e fanno parte dello sport. Vanno accettati serenamente anche quando un sogno non può essere più tale“.

Il consiglio di Kokkinakis ingnorato, l’esempio di Tomic non fa per Nick

Attualmente Nick figura alla posizione numero 673 del ranking mondiale: nelle ultime tre stagioni, a causa proprio dei numerosi – gravi – intoppi fisici l’australiano ha potuto prendere parte a pochissimi eventi del circuito, finendo addirittura per fuoriuscire dai primi 1000 della classifica ATP ad inizio 2025. Nel triennio 2023-2026, il suo ranking da singolarista è sostanzialmente crollato, a tal punto che il connazionale nonché compagno di doppio Thanasi Kokkinakis gli ha suggerito di tentare di perseguire il percorso intrapreso da Bernard Tomic, che pur di ricostruirsi una carriera ha compiuto un passo indietro tornando a sputare sangue nel marasma incandescente dei tornei Challenger. Ah che squadra aussie di Davis ci siamo persi!

Sudare e non poter tornare dove è stato, nella visione di Kyrgios è un inutile spreco di energie e tempo

La nuova era del tennis maschile è guidata da campioni del calibro di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, le stelle più luminose nel firmamento tennistico delle nuove generazioni, che stanno guidando il circuito mondiale verso il futuro. Di conseguenza, poiché sia lo spagnolo che l’italiano sono in possesso di un evidente gap anagrafico (e non solo) rispetto al finalista di Wimbledon 2022, Kyrgios non si vede pronto a lottare in tornei minori o appuntamenti anonimi del Tour per conquistare punti e prize money che in ogni caso non lo rivedrebbero più al livello raggiunto in passato (un po’ la favola della Volpe che non arriva all’uva e dice che è acerba).

Perciò, nella sua visione, essendo ancora in grado di intascare assegni di grande rilievo in esibizioni organizzate ad hoc per lui in tutto il mondo, il nuovo obiettivo da raggiungere è fin troppo lampante: “Semplicemente non penso ci sia bisogno di fare quello che dice Thanasi. La mia unica motivazione adesso è guadagnare il più possibile. Quindi finché i tornei non mi offriranno cifre a sei zeri, non ha alcun senso andare a giocare un 250 per disputare cinque partite e guadagnare quello che potrei guadagnare in un singolo giorno“.

Le esibizioni il presente, il circuito il passato

Inoltre, non sazio Nick rincara la dose. Quantomeno una cosa gli va riconosciuta, non fa il falso ipocrita o il finto umile – diciamo che non lo è mai stato: “Attiro molto più pubblico io della maggior parte dei tennisti, anche tra i primi 10. Conosco il mio valore e quali sono i miei piani. Non ho più nulla da dimostrare. Ho battuto tutti i più grandi giocatori di tutti i tempi, vincendo diversi titoli in carriera. Qualcuno che ha avuto gli infortuni che ho subito io, ma che non ha ancora raggiunto ciò che desiderava potrebbe anche ricominciare dai 250. Tuttavia, se posso guadagnare sei cifre andando in un posto per due giorni allora quella sarà sempre la mia prima opzione“.

Anche poter ritornare nel tempio tennistico per eccellenza, che lo ha visto toccare il punto più alto della sua epopea sportiva quando quattro anni fa si arrese solamente dinanzi al cannibale serbo, non sembra più smuovere dentro Nick qualcosa di speciale come succedeva in passato: “Ad essere brutalmente onesto, amico, non sto nemmeno pensando così in là” – risponde sull’eventualità di ritornare un giorno a calcare il prato del centrale londinese – “Prendo la vita un giorno alla volta, non sono un grande pianificatore ma non do nulla per scontato. Non so cosa farò durante il periodo di Wimbledon. Se riuscirò mai a giocare di nuovo quel torneo, sarò molto felice. Ma se non fosse così, andrebbe benissimo lo stesso. Sarei comunque felice. Ho già giocato Wimbledon più di dieci volte, quindi non perderò il sonno se non riuscirò a parteciparvi di nuovo.

Un nome, una garanzia

Perciò d’ora in poi, focus sul puro intrattenimento: che si tratti di fare il tutto esaurito al Madison Square Garden o far parlare di sé tutto il mondo, come in occasione della controversa ‘Battaglia dei Sessi’ contro Aryna Sabalenka, Kyrgios è convinto in cuor di suo di non avere bisogno di dover faticare nel circuito per rimanere rilevante nel mondo del tennis. Il suo nome e la sua reputazione lo precedono, e da loro che trae svariati vantaggi senza avere necessità di doversi sporcare sul campo.

Il mio unico pensiero d’ora in avanti sarà esclusivamente mettere in scena, di volta in volta, uno spettacolo per il pubblico. E’ questo il motivo per cui gioco ancora. Il che è fantastico, mi riempie di gioia perché ogni volta che scendo in campo avverto che sugli spalti le persone sono assolutamente in delirio. È sempre una festa per i fan quando mi vedono con una racchetta in mano. Offrire intrattenimento alle persone è un’esperienza indimenticabile. E come avere la loro felicità a a portata di palmo di mano. È come se la loro felicità dipendesse da te, come se fossi tu a condurli verso il sorriso e questa è una sensazione impagabile. Sono solo un semplice ragazzo di Canberra, vivere tutto questo per me è ancora abbastanza surreale.”

Le critiche lo rinvigoriscono

Come sempre però quando si parla dell’ex n°13 ATP, le critiche sono sempre dietro l’angolo. Non fa in tempo a scendere in campo senza che ogni suo sfogo si sia già trasformato in un titolo. Infatti, Nick non si dichiara sorpreso delle recensioni negative che la sua partita di dicembre contro la numero 1 al mondo abbia generato, anche e soprattutto in relazione ai guadagni che ha prodotto da tale circostanza.

Ma il tennista australiano, si dice soddisfatto di certe critiche perché è da esse che acquista energia: “E’ stato l’evento tennistico di gran lunga più discusso dello scorso anno, e il fatto che siamo riusciti a farci guardare da così tante persone è un aspetto indubbiamente positivo per lo sport. Se lo stadio non si fosse riempito e non se ne fosse parlato nella misura in cui lo si è fatto, avrebbe significato che il nostro sport vivesse una situazione complessa ma così non è stato.

I fan hanno avuto l’opportunità di vedere all’opera la migliore giocatrice di tennis al mondo e uno degli atleti più controversi dello sport mondiale. È stato un evento a dir poco speciale. Ci saranno sempre persone che sono arrabbiate e infastidite da qualcosa in particolare, a me non importa granché di loro. Anche le persone che ne hanno parlato negativamente, vuol dire che comunque hanno guardato l’incontro. Alcune volte non capisco perché bisogna essere così stupidi. Dobbiamo per forza sempre analizzare, esaminare, confrontare. Perché non si può semplicemente scendere in campo e mettere in scena uno spettacolo?“.

A questo punto, in pieno stile Kyrgios, il trentenne di origini malesiane interrompe quasi bruscamente la telefonata con il giornalista che lo sta intervistando, perché deve scendere in campo per il match di primo turno nel tabellone di doppio misto: “In realtà mi hanno appena chiamato per scendere in campo. Sto per uscire ora” afferma ridendo, è pronto. È suo il momento, non vede l’ora di regalare spettacolo. Al fianco di Leylah Fernandez hanno battuto Skupski e Krawczyk 12-10 al super tie-break.

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