Australian Open, Cirstea a Osaka: “Non sai cosa sia il fair play”
Momenti caldi dopo la stretta mano fredda tra Sorana Cirstea e Naomi Osaka al termine del match vinto 6-3 4-6 6-2 dalla giapponese quattro volte campionessa Slam. Sorana, alla stagione degli addii dopo il n. 21 raggiunto nel 2013 il n. 22 di due anni fa, non ha gradito qualche comportamento dell’avversaria durante il match e a rete si è limitata a una stretta di mano rapida ed essenziale accompagnata da un eloquente linguaggio del corpo, tanto che dire che qualcosa l’aveva un po’ infastidita sarebbe l’understatement della giornata.
“Non sai cosa sia il fair play”
Sorpresa, a torto o a ragione dalla reazione di Cirstea, Osaka non ci sta: “E questo, perché?” le domanda. La classe 1990 di Bucarest non è tipa da tirarsi indietro timidamente, figuriamoci se rifiuta quello che diventa a tutti gli effetti un invito a liberarsi di ciò che le sta sullo stomaco. “Giochi da tanto tempo e non hai nessuna idea di cosa sia il fair play” è la sua risposta.
Naomi non se l’aspettava, dimentica di dare la mano alla giudice di sedia (che, viceversa, non se la prende o almeno non lo dà a vedere), abbozza un sorriso sarcastico e sempre con l’espressione di chi “non so cosa le abbia preso” torna sul campo per i consueti saluti al pubblico e l’intervista. Possiamo mandare il contributo video.
L’intervistatrice, l’ex pro Chanda Rubin, le chiede come sia riuscita a superare un’avversaria così tosta. Desiderosa di spiegare le proprie ragioni, Naomi ignora la domanda: “Evidentemente un sacco di c’mon che l’hanno fatta arrabbiare, pazienza. Credo che questo fosse il suo ultimo Australian Open, quindi… Mi dispiace che se la sia presa”.
Cos’era successo
Non sappiamo se abbiano avuto peso anche il toilet break di Naomi a fine secondo set o il suo MTO per la spalla (trattata fuori dal campo) tre game dopo, quando peraltro era avanti 2-1 e servizio, al rientro dal quale ha tirato quattro vincenti di fila – tutto a norma di regolamento. Di sicuro, però, Sorana non ha gradito l’episodio che la vedeva in battuta sul 2-4 30 pari: primo servizio in rete e doppio “c’mon!” di Naomi.
Cirstea si rivolge all’arbitro: “Va bene il c’mon tra i punti?”. Intende tra prima e seconda di servizio, ovviamente. Dalla sedia giunge la risposta affermativa, così Sorana insiste: “Quindi posso parlare tra i servizi?” L’arbitro non cade nel tranello e spiega che il c’mon non è arrivato mentre serviva. Il gioco riprende, Cirstea perde il punto e Naomi piazza un c’mon esagerato.
Cirstea: “Ma quale dramma”
Nella conferenza stampa dopo il match, alla seconda domanda viene chiesto a Sorana di spiegare l’accaduto. Forse con grossa delusione dei presenti, lei smorza i toni: “Tutto bene. Abbiamo solo chiacchierato. Niente di importante. Non credo che sia la cosa principale dopo la partita di stasera. Ripeto, è stata una bella partita. Lei è stata molto meglio di me verso la fine. Ha meritato la vittoria. È tutto quello che ho da dire”.
Affermazione tranquillamente ignorata, perché arriva la successiva domanda: “Sembravi dirle che lei diceva ‘c’mon’ al momento sbagliato e ti stava infastidendo. È così o… “. Cirstea spiega ancora: “Non ne voglio parlare. Gioco da 20 anni. Questo è il mio ultimo Australian Open e il momento vale di più rispetto a una discussione di cinque secondi con Naomi”. Lo scambio, purtroppo, prosegue.
“Posso chiederti se tu e Naomi avete avuto modo di parlare dopo la partita?”
“È questa la cosa importante successa stasera?”
“Un po’ drammatica, suppongo.”
“No, non c’è stato nessun dramma. È stato solo uno scambio di cinque secondi tra due giocatrici che sono nel tour da molto tempo. Rimane tra noi. Non credo che sia… ripeto, per me questa è stata la mia ultima partita agli Australian Open, quindi credo che preferirò fermarmi qui.”
Osaka: “Non mi piace mancare di rispetto alle persone”
Chi avrebbe preferito strascichi della discussione non ha avuto più fortuna parlando con Naomi.
D. Hai avuto la sensazione che Sorana fosse frustrata da qualcosa che stavi facendo? Ripensandoci, ti sembra ingiusto?
OSAKA: “Onestamente, no. Per quanto mi riguarda, nessuno si è mai lamentato prima. Inoltre, l’arbitro non mi ha detto che mi sbagliavo. L’arbitro ha detto che andava bene. Era più o meno quello che pensavo. Pensavo che avessimo superato la cosa, quindi…”
D. Sorana voleva davvero minimizzare la questione nella sua conferenza stampa. Ne parleresti con lei o preferisci semplicemente mettere un punto?
OSAKA: “A essere sincera, non sono mai stata coinvolta in una cosa del genere prima, quindi non so se dovremmo lasciarla al campo e la prossima volta dire, ‘ehi, come va?’ Sono un po’ confusa. Immagino che le sue emozioni fossero molto forti. Voglio anche scusarmi. Penso che le prime due cose che ho detto in campo siano state irrispettose. Non mi piace mancare di rispetto alle persone. Non è quello che faccio. Quindi, se vuole parlarne, allora sì. Ma, quando mi carico, nella mia testa non penso, ‘ok, ora distraggo l’altra persona’. È solo per me.”
D. Dopo quel punto, i tuoi c’mon sono stati fortissimi. Erano per spronarti?
OSAKA: “Sì, tipo, non sono una persona che reagisce bene quando le mancano di rispetto. Sì, probabilmente ho esagerato nei punti successivi. Ma è una cosa mi sfinisce molto. Ora sono parecchio stanca.”
Tutto risolto, allora. Sorana andrà a salutare il prossimo torneo, mentre Naomi cercherà gli ottavi di finale contro la qualificata Maddison Inglis.

