Notizie

Australian Open: Medvedev, che fatica! Rimontato Marozsan

0 7

Remuntada completata per Daniil Medvedev, che ha faticato per quasi quattro ore di gioco prima di disinnescare un Fabian Marozsan che è parso indistruttibile per due set e mezzo. Il russo acciuffa l’ottava vittoria del 2026, senza contare ancora nemmeno una sconfitta. Agli ottavi di finale sfiderà una vecchia – giovane – conoscenza, Learner Tien.

[11] D. Medvedev b. F. Marozsan (5)6-7 4-6 7-5 6-0 6-3

Primo Set: Marozsan si aggiudica il tie-break. Medvedev rincorre

Spiana subito la strada Daniil Medvedev – n°11 del seeding -, nel primo game dell’incontro con Fabian Marozsan, spazzato via dalle risposte fulminanti del russo, in vantaggio di break dopo qualche istante. Quello che poteva sembrare l’alba di un dominio, si è invece trasformata in una lotta fallosa tra l’ungherese e l’ex numero uno al mondo, che ha subito dei continui on/off dal suo tennis, senza mai trovare la retta via nel primo parziale.

Marozsan è riuscito a strappargli il servizio più volte, convertendo il secondo break con una risposta di dritto che ha immobilizzato l’avversario, lesto a pareggiare i conti nel game successivo, dove l’ungherese è stato più arrendevole del solito. I due giungono al tiebreak, ma qui il coriaceo Fabian difende e attacca egregiamente, e con un pizzico di fortuna, “para” una volée che torna sul suo campo, mandando in tilt il povero Meddy, costretto a rincorrere, sotto un set a zero.

Secondo Set: Daniil in difficoltà, Marozsan allunga

L’intensità del nativo di Budapest aumenta, e in virtù della posizione estremamente arretrata in risposta da parte del russo, Marozsan si “risparmia” al servizio, conservando energie per i colpi da fondo che scottano sul cemento rovente di Melbourne. Daniil scompare dai radar. Poi riappare, in modo indecifrabile, come il suo tennis odierno. Lo stato di forma dell’avversario non lo ausilia nella rimonta, poiché Fabian, d’improvviso, scatena la sua ira tennistica con delle sberle allucinanti da fondo, e Meddy resta di sasso, lamentandosi col suo coach senza cavarne un ragno dal buco. Il classe ’99 esprime un gioco da favola, sembra quasi intenzionato a replicare il famoso upset di Roma 2023, quando travolse Carlitos Alcaraz in due set, prendendolo praticamente a pallate. Marozsan crea i presupposti mettendo in cassaforte il secondo parziale (6-4), ma questa volta di set ce ne vogliono tre.

Terzo Set/Quarto Set: Medvedev sfianca Marozsan. Remuntada quasi completa

L’inizio del terzo parziale non è di grande auspicio per il russo. Marozsan picchia come un fabbro e guadagna un succulente vantaggio: due set e break. Il match sembra volgere già ai titoli di coda, vedendo il body language per nulla incoraggiante di Meddy, che da tennista navigato qual è, mischia le carte e manda in subbuglio il tema tattico del match, recuperando celermente il servizio perso. Le gambe dell’ungherese iniziano ad avvertire la pesantezza di un incontro che si sta trasformando in una battaglia fisica e di nervi, proprio come adora Daniil, anche se quest’ultimo rischia non poco nel bel mezzo del terzo parziale. Il russo perde la bussola per un attimo, andando sullo 0-30, ma l’ungherese si lascia ingolosire sin troppo, e dopo un dritto a rete, il russo respira e sovverte l’ordine delle cose.

Logorante il ritmo imposto da Daniil, che mette la freccia a sinistra e intrappola Marozsan, sfinito dagli scambi interminabili col numero 11 del main draw australiano. Meddy spezza l’incantesimo, portando a casa il terzo parziale (7-5), ed il quarto dura come un gatto in tangenziale. Il russo cala il bagel in meno di 20 minuti, pareggiando i due set di svantaggio.

Quinto Set: Medvedev resta lucido e completa la rimonta

Il quarto set passato praticamente in sordina per l’ungherese ha consentito a quest’ultimo di tornare in forze, e riacquisire quel minimo di lucidità che aveva disperso nei meandri della Margaret Court Arena. Marozsan torna a picchiare, ma credere di tornare al livello dei primi set è utopia, e il classe ’99 alterna grandi vincenti ad errori grossolani.

Il sesto game è il più lungo: l’atleta di Budapest prova a resistere alle staffilate di Daniil, che ormai ha un altro passo, ma non riesce. Il russo assume il comando dell’incontro, ma paradossalmente perde il focus pochi punti più tardi, riconsegnando il servizio all’avversario. Medvedev pesca i colpi più impensabili dal suo repertorio di ex numero uno del mondo, mentre i limiti psicofisici del ventiseienne fuoriescono ad uno ad uno, e dopo quasi quattro ore di lotta, è Medvedev ad avere la meglio con lo score di 6-7 6-4 7-5 6-0 6-3. Sfiderà Tien in un remake della sfida dell’anno scorso a Melbourne.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored