Australian Open, Potapova: “Sabalenka un’amica. Ho un dito rotto, non ho niente da perdere”
Quando è stato sorteggiato il tabellone del singolare femminile dell’Australian Open 2026 – e come spesso accade si sono fatti pronostici per i turni successivi – stuzzicava parecchio un possibile incrocio tra Aryna Sabalenka ed Emma Raducanu. Le due si sono rese protagoniste di uno dei match più belli di Wimbledon 2025 e del Cincinnati Open 2025, e sarebbe sicuramente stato affascinante vederle ancora una contro l’altra nel terzo turno dell’Happy Slam.
A mettere i bastoni tra le ruote ci ha però pensato Anastasia Potapova, che nel match di secondo turno dell’Australian Open 2026 ha superato 7-6(3) 6-2 la campionessa dello US Open 2021, regalandosi la sfida alla n° 1 del mondo Aryna Sabalenka. La nativa di Saratov, che da qualche mese ha cambiato nazionalità diventando austriaca e negli scorsi giorni ha fatto chiarezza sul post ‘copiato’ a Daria Kasatkina, ha parlato in conferenza stampa, rivelando di non aver nulla da perdere contro l’amica e di avere un dito rotto. Ecco, dunque, un estratto delle sue dichiarazioni.
Australian Open, Potapova: “È solo un osso rotto”
D: Come sta il dito fratturato? È migliorato, peggiorato o è rimasto uguale?
Anastasia Potapova: “È rimasto uguale. Non cambierà nulla nel prossimo mese, immagino. È solo un osso rotto. Non puoi fare nulla, quindi aspetti e basta”.
D: Ora giocherai contro Aryna (Sabalenka, n.d.r.). È un’avversaria tosta per tutti, ma per te in particolare, quali difficoltà presenta?
Anastasia Potapova: “È una mia cara amica. Mi piace tantissimo. Ogni volta che abbiamo giocato prima, ho imparato qualcosa di nuovo dopo il match, quindi non vedo l’ora di affrontarla. Non ho niente da perdere. Sono al terzo turno, ho fatto del mio meglio. Ho un dito rotto. Mi diverto ancora a giocare a tennis”.
D: Cosa ci dici del fatto che giocherai, molto probabilmente, sulla Rod Laver Arena contro Aryna?
Anastasia Potapova: “Ci sono già stata un paio di volte. Ho giocato contro Serena un paio di volte. Non è una sfida facile. Non credo che per me sia una pressione in più, di sicuro. È per questo che gioco, ed è quello che voglio fare”.

