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Australian Open: Alcaraz cresce alla distanza e passa con Hanfmann, brividi per Davidovich Fokina

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[1] C. Alcaraz b. Y. Hanfmann 7-6(4) 6-3 6-2

Carlos Alcaraz incontra qualche imbarazzo in battuta nel set d’apertura quando si trova a dover sostenere le velleità di break di Yannick Hanfmann, bravo a uscire bene dalla risposta e a concretizzare la seconda chance nel quarto game. Il numero uno del mondo rimedia subito dopo assumendo a sua volta un atteggiamento aggressivo, che è quello che manterrà per il resto del match, contenendo le pur interessanti iniziative del rivale per poi accelerare ogni qualvolta serva fare la differenza.

Il match

Così l’asso iberico, vicinissimo a togliere la battuta al tedesco sul punteggio di 5-5, quando il tabellone segna 3-4 per il rivale nel tie-break serve un poker impeccabile e intasca la frazione. Hanfmann cede la battuta ancora nel quarto gioco del secondo parziale e da lì in poi Alcaraz smette di preoccuparsi della fase di ricezione, limitandosi a difendere i diritti del proprio servizio, fino al 6-3 finale.

Hanfmann si fa massaggiare sotto al torace prima di rientrare per il terzo set, i suoi colpi sono ancora sufficientemente brillanti per tenere il palleggio ma Alcaraz muove il braccio con sempre maggiore scioltezza e in contenimento è semplicemente perfetto; il campione murciano ottiene un primo break nel terzo game e un altro sul 4-2, propiziando il secondo con una strepitosa volée di dritto in allungo.

Il pubblico della Rod Laver Arena si spella le mani per la prodezza, Carlitos sorride e forse si distrae quanto basta per finire sotto uno 0-40 all’ultimo grido di Hanfmann mentre serve per il match. Le palle break sono quattro nel game, ma Alcaraz non si scompone, rimonta e chiude al terzo match point. “Non sentivo bene la pallina e lui arrivava come una bomba” racconta con grande cavalleria al microfono sul court di Wally Masur il campione spagnolo, che sul vetro della telecamera scrive un messaggio in riferimento al disastro ferroviario in Andalusia; per lui il terzo turno è con Moutet.

[14] A. Davidovich Fokina b. R. Opelka 6-3 7-6(3) 5-7 4-6 6-4

Dopo aver vinto i primi due set, Alejandro Davidovich Fokina cede i successivi due e sul 2-2 nel quinto è in difficoltà; il biondo spagnolo perde in due occasioni la profondità, un paio di affondi superano la linea di fondo e nel quinto game c’è un 15-40 molto pesante. Reilly Opelka si produce in un lungolinea vincente di rovescio tutt’altro che semplice considerando la sua statura ma lo spagnolo supera brillantemente il momento di frustrazione caricando al meglio la battuta ed evidenziando le fragilità del rivale in fase difensiva.

Il favorito del match ritrova così tranquillità e prosegue a servire con cura, cosa che comunque riesce benissimo anche all’americano, che quando completa la rimonta sul 3-3 ha già all’attivo nel set 6 ace. In realtà la preoccupazione dell’iberico è che negli ultimi due parziali è incorso in sempre maggiori difficoltà nel trovare antidoti alla prima palla dello statunitense; Opelka serve con leggerezza, la sua prima viaggia in media oltre i 200 chilometri orari e non concede palle-break da quella, annullata, nel secondo gioco del quarto set.

La bravura di Davidovich sta proprio nel ribaltare la pressione che sta subendo in quanto favorito e in ambasce contro un big server apparentemente inespugnabile; il tennista andaluso, ormai vicino al pericoloso tie-break decisivo, nel decimo gioco trova modo di far partire lo scambio e pesca il rivale fuori posizione in uscita dal servizio. In breve tempo si porta sul 15-40 e, aggredito sul primo matchpoint da Opelka a rete, effettua in prima battuta un passante di dritto lungolinea che l’americano in spaccata può ribattere ma non trasformare in una volée competitiva, offrendo così spazio allo spagnolo per il facile passing shot di dritto. Alejandro urla di gioia, scarica la tensione e sfiderà al terzo turno Tommy Paul.

[32] C. Moutet b. [Q] M. Zheng 3-6 6-1-6-3 2-0

Ancora un ritiro a Melbourne, quello del ventiquattrenne americano Michael Zheng, che dopo due ore e in ritardo di due set a uno e di un break nel quarto si arrende a Corentin Moutet. Zheng parte benissimo e si porta sul 3-0, vantaggio che difende fino al 6-3 conclusivo, non facendosi distrarre dai tocchi in slice di dritto dell’estroso francese e chiudendo alla quinta palla-set.

La faccenda cambia però completamente aspetto nel parziale successivo perché il favorito numero 32 del torneo serve con parecchia precisione in più e limita moltissimo gli errori non forzati, dominando in lungo e in largo; nel terzo però e l’americano a salire con la battuta e a riprendere coraggio. Zheng recupera così un break per raggiungere il 2-2 con uno smash vincente, ma Moutet si riprende subito dopo il vantaggio e torna a tener controllo dello scambio, chiudendo la frazione al nono gioco. Il quarto set dura lo spazio di due game, che Zheng perde e dopo i quali decide di ritirarsi.

Per Moutet ora arriva Carlos Alcaraz e sarà la prima volta che la prima e l’ultima testa di serie si incontreranno in uno Slam dal 2006, quando i protagonisti erano Roger Federer e Nicolas Massu al Roland Garros.

N. Borges b. [WC] J. Thompson 6-7(9) 6-3 6-2 6-4

Per il terzo anno consecutivo Nuno Borges taglia il traguardo del terzo turno nel primo Slam della stagione, che nel 2024 lo aveva visto giungere anche agli ottavi, sconfitto da Daniil Medvedev. Per farlo il tennista portoghese elimina la wild card locale Jordan Thompson, che si deve accontentare di spuntarla nel tredicesimo game del primo set; dopo due palle break mancate nel corso dell’ottavo gioco, il tennista di casa deve annullare due palle set prima di trasformare il terzo set point a sua disposizione.

Thompson serve nove ace nel primo parziale ma soltanto tre nelle frazioni che lo vedono soccombere; la sua prima palla si eclissa mentre il tennista portoghese cresce in sicurezza anche con la battuta di riparazione e finisce per evidenziare la sua maggiore solidità. Al termine del match gli errori non forzati per Jordan saranno ben 46; Borges vince dopo poco più di tre ore e aspetta Learner Tien per ritrovare la seconda settimana di gioco.

[25] L. Tien b. A. Shevhenko 6-2 5-7 6-1 6-0

Learner Tien perde il secondo set, l’unico veramente combattuto, per 7-5, ma nei tre parziali vinti concede appena tre giochi al talentuoso kazako Alexander Shevchenko. Il veloce americano è troppo solido, ottiene risultati migliori anche nel numero degli ace, 9-4, e nei tre set vinti concede soltanto una palla break, sul 2-0 della quarta partita; dopo questa occasione mancata cala il buio sul tennista kazako, che subisce il cappotto finale. Per Tien ora c’è Borges.

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