Australian Open: Rublev non dà scampo ad Arnaldi
[13] A. Rublev b. M. Arnaldi 6-4 6-2 6-3
Ci ha provato con tutte le armi che aveva a disposizione quest’oggi Matteo Arnaldi, ma il Rublev visto sulla Kia Arena di Melbourne è stato ingestibile per le possibilità del 24enne azzurro. Saluta l’Australian Open all’esordio il sanremese, sconfitto da un Andrey Rublev nettamente superiore, che lo ha piegato per 6-4 6-2 6-3 in nemmeno due ore di tennis.
Le chiavi del match per il russo sono state il rendimento al servizio (76% di punti con la prima, 66% con la seconda), e i 36 vincenti prodotti dal suo tennis esuberante. Per la tredicesima forza del seeding è la 26esima vittoria in un primo turno di un major – a fronte di 7 sconfitte. Sicuramente una versione del moscovita extra lusso, e se il buon giorno si vede dal mattino, per Andrey si prospetta un percorso interessante, sperando di superare lo scoglio dei quarti di finale, raggiunti qua per tre volte. Al secondo turno di Melbourne Rublev attende adesso il portoghese Jaime Faria.
Primo set: il russo comanda con il dritto, Arnaldi insegue
Arnaldi parte con le idee chiare, cercando di variare il più possibile – specie con il dropshot – per non dare palle comode da spingere a Rublev. Il russo, dal canto suo, trova lo stesso il modo di guadagnarsi tre palle break nel terzo game, aumentando semplicemente i giri del suo dritto; ma il sanremese non ci sta, e si aggrappa al servizio per non concedersi. Rublev non si da per vinto, e nel quinto game rompe gli indugi comandando il gioco con il diritto e breakkando un Arnaldi inerme a zero (3-2). Il pesarese ha una chance per rifarsi subito, ma il russo cancella la palla break con una prima robusta. L’apporto della prima palla tiene a bada l’azzurro in risposta, e permette alla tredicesima forza del seeding di chiudere il primo parziale 6-4 in 47‘
Secondo set: Rublev è incontenibile mentre l’azzurro arranca.
Rublev riprende da dove aveva interrotto, spezzando subito la parità con un break in apertura, figlio di un game senza prime di Arnaldi. In questo secondo set il russo aumenta sensibilmente il rendimento al servizio, dando l’impressione di non poter sbagliare. Con questa profondità di palla, e questa solidità da fondo campo, il sanremese non può opporsi, e finisce per cede un altro servizio aggravando il passivo (3-0). Matteo si arrangia come può, ma per fare punto deve ricorrere a soluzioni complicate, merito della pressione a cui lo sottopone il moscovita. È con un ace che Rublev incamera un secondo set dominato per 6-2 in 31′.
Terzo set: Arnaldi parte bene ma questo Rublev non si batte
Nel terzo set si gioca al ritmo di chi serve, con entrambi i giocatori a loro agio in battuta. Arnaldi sembra aver trovato serenità nel suo gioco; almeno fino al quinto game, quando un dropshot mal giocato, e un dritto in corridoio, regalano a Rublev la possibilità di scappare via (3-2). Il sanremese avrebbe anche due palle break per tornare in corsa nel game seguente, ma il russo si supera in entrambi i punti per non cedere la battuta. La partita in sostanza si conclude così, anche perché Arnaldi si fa strappare ancora il servizio nell’ottavo game, complice un doppio fallo, cedendo di fatto a un avversario che oggi non poteva battere. Passa così Andrey Rublev con il punteggio di 6-4 6-2 6-3 in 1 ora e 52′.

