Australian Open, Moutet: “Servizio da sotto sul match point? Basta non pensarci…”
Corentin Moutet sposta su di sé – seppur per qualche ora, prima degli esordi di Sabalenka e Alcaraz – la luce dei riflettori del Melbourne Park, archiviando un match di primo turno un filo rocambolesco. Lo score mente (3-0 in favore di Coco), poiché quest’ultimo ha staccato il pass per il secondo turno nonostante un ibrido tra crampi e infortunio alla gamba. Non è passato inosservato l‘underarm serve, mediante il quale il mancino ha confezionato la vittoria in tre set, scatenando la reazione contrariata del pubblico aussie, ovviamente, tutto dalla parte del padrone di casa. La conferenza, infatti, ha maggiormente fatto leva sul suddetto tema:
D. Riguardo Il tuo servizio sul match point (battuta da sotto, ndr). Sembra aver suscitato una certa reazione da parte del pubblico. Qual era il tuo pensiero in quel momento?
Corentin Moutet: “Non pensarci. È quello che cerco di fare in campo… sai, pensare meno. Quindi non lo so, l’ho fatto perché pensavo che avrei potuto vincere il punto, che in effetti ho vinto. Nient’altro. Ovviamente, senza mancare di rispetto o altro. Potevo fare qualsiasi cosa. Ho deciso di farlo, quindi ho pensato che fosse l’opzione migliore in quel momento”.
D. Aveva qualcosa a che fare con il tuo problema alla gamba? Era correlato al tuo infortunio?
Corentin Moutet: “Tutti noi proviamo ogni giorno un qualche tipo di dolore, con cui dobbiamo fare i conti. Quindi sì, ho cercato di gestirlo nel miglior modo possibile. Sono andato piuttosto bene. Sono orgoglioso di me stesso. Ovviamente non è stato facile. Come ho detto, è la prima partita dell’anno, quindi è sempre difficile. Possiamo allenarci a lungo. Possiamo fare tutto quello che vogliamo, ma la partita è sempre diversa. Quindi sì, è stata una buona prova”.
D. Quindi il motivo per cui hai avuto difficoltà dopo le due ore è stato l’affaticamento? Avevi qualche infortunio?
Corentin Moutet: “Non deve essere sempre una cosa sola, credo sia una cosa globale. Non lo so. Negli ultimi giorni mi sono sentito un po’ male, non ho dormito bene, non sono riuscito a mangiare molto. Quindi forse è tutto collegato. È una cosa globale. So bene che la cosa più importante è superarla e affrontarla nel modo migliore, così posso lasciarmela alle spalle”.
D. Ti ha sorpreso il fatto che Tristan non sia riuscito a spostarti un po’ di più quando hai avuto questo problema? Ti ha sorpreso il fatto di non aver cambiato tattica, forse?
Corentin Moutet: “Dovresti chiederlo a lui. Io non sono lui. Non è una domanda per me. È più per lui. Penso che entrambi cerchiamo di fare del nostro meglio con le condizioni odierne, quindi, sai, non voglio parlare per lui. Non sono la persona più adatta. Non è compito mio, quindi non lo so”.

