Australian Open: il potenziale cammino di Musetti, da Collignon a Djokovic
Il carico con cui Lorenzo Musetti si presenta a Melbourne per il l’Australian Open 2026 ha indubbiamente una duplice sfaccettatura. Da un lato ci sono le 7 finali ATP perse consecutivamente da quell’ottobre 2022, dove sul lungomare Caracciolo di Napoli si registrò l’ultima gioia – sotto forma di titolo conquistato – del carrarino, che diventano addirittura 9 considerando anche i due KO nell’ultimo atto dei Challenger 175 azzurri di Cagliari e Torino. Parallelamente però Musetti approda all’Australian Open 2026 forte del proprio best ranking che coincide con l’ingresso per la prima volta in carriera in Top Five, regalando una prima unica al tennis italiano che mai prima d’ora aveva avuto due tennisti contemporaneamente nei primi cinque della classifica mondiale.
Perciò pur riconoscendo l’evidente problematica di gestione mentale nell’approcciare alle finali, con le sconfitte precedenti che accumulano i pensieri negativi nella psiche musettiana, è altresì vero che Lorenzo ha dimostrato nelle ultime due stagioni di aver ormai trovato una continuità ad altissimi livelli nei grandissimi appuntamenti. Il che lo rende un assoluto big del tennis mondiale pronto persino ad un ulteriore balzo in avanti tenendo conto degli appena 300 punti che deve scartare fino a marzo. Dopo le semi Major a Parigi e Londra e il quarto di finale nell’ultima edizione di Flushing Meadows, Musetti ha la volontà di fare la storia e diventare il terzo tennista italiano in grado di raggiungere i quarti di finale in tutti e quattro gli Slam.
Il potenziale cammino di Musetti all’Australian Open
Il primo turno vedrà Lorenzo contrapposto al belga Raphael Collignon. Un sorteggio certamente ostico per l’azzurro. Si poteva sperare in un accoppiamento sicuramente più agevole per l’avvio di una maratona Slam. Il classe 2002 belga è n°72 al mondo, sua miglior classifica di sempre. Lo abbiamo visto da vicino nella semifinale di Coppa Davis a Bologna quando fu superato da Berrettini. La sua stagione è cominciata con un ottimo percorso in quel di Brisbane. Ha messo in serie diverse scintillanti prestazioni con quattro vittorie consecutive ottenute contro Shevchenko e Quinn nel tabellone cadetto, prima di superare anche due nomi di rilievo come Shapovalov e Dimitrov. Si è poi arreso nei quarti al futuro finalista dell’evento Nakashima con un doppio 6-3. Decisamente mena positiva la sua avventura ad Adelaide, nell’ultima settimana di preparazione all’Happy Slam, con l’immediato KO nel primo turno delle qualificazioni per mano di Andrea Vavassori.
E’ naturare che Lorenzo parta ampiamente favorito, ma ribadiamo che la dea bendata poteva donargli un turno d’esordio di tutt’altra complessità. Collignon è un avversario non dotato di potenza fuori dalla norma o di un colpo sopra media, ma è un agonista di livello che gioca con grande solidità e continuità. Servirà perciò subito un Musetti bello centrato per proseguire il cammino, che in caso di vittoria potrebbe presentare un gran bel derby con l’amico Sonego, l’altro Lorenzo: assolutamente favorito nel suo esordio contro lo spagnolo Taberner.
Ricordiamo che Muso e Sonny giocano spesso il doppio assieme e sono reduci dalla recentissima finale di Hong Kong. Dove il toscano, dopo la sconfitta nell’atto decisivo del singolare, si è potuto consolare contro Rublev e Khachanov. Nell’eventualità di una sfida tutta azzurra, sarebbe il terzo incrocio tra i due Lorenzo: gli unici due precedenti sono molto freschi, entrambi sul veloce indoor. A fine 2025 il successo in rimonta di Sonego nel secondo turno del Master 1000 di Parigi per 3-6 6-3 6-1. Sempre ai trentaduesimi un anno prima era invece arrivata la vittoria di Musetti a Vienna con un netto 6-3 6-2.
Terzo turno contro un finalista Slam, più complesso dell’eventuale ottavo?
Il primo vero big match, per quanto un derby con Sonego regalerebbe dinamiche emotive per nulla secondarie, Musetti stando dovrebbe averlo al terzo turno. Lì il più quotato per arrivare allo scontro col toscano è un nome pesante: uno che guardando al curriculum tennistico, non scherza. L’ex finalista del torneo e attuale trentunesima testa di serie a Melbourne, Stefanos Tsitsipas.
Di certo, anche in questo caso, abbastanza antipatico come incrocio. Basti pensare che, tralasciando Sinner e Alcaraz, compreso l’airone sono appena sei le altre teste coronate ad aver giocato almeno una finale Slam: n°3 Zverev, n.°4 Djokovic, n°9 Fritz, n°11 Medvedev, n°12 Ruud. Per quanto vada ricordato che nel corso del 2025 l’azzurro abbia invertito la tendenza degli scontri diretti – l’ateniese aveva infatti portato a casa i primi cinque duelli consumatisi tra il 2021 e il 2023 – vincendo sulla terra di Madrid e soprattutto nei quarti monegaschi dove il greco era campione uscente.
Stefanos è apparso in più che discreta forma in United Cup, pur perdendo al primo turno di Adelaide contro Vukic. Proprio nella competizione a squadre l’ellenico ha battuto 6-4 7-5 quello che in teoria dovrebbe essere l’avversario di Musetti negli ottavi di finale. Il n°9 del seeding Taylor Fritz, che però in questo primo scorcio di stagione ha già palesato un serio problema fisico, una tendinopatia al ginocchio che getta diverse ombre sul prosieguo del suo 2026. In quella parte di draw occhi anche alla testa di serie n°17 Jiri Lehecka. Terzo turno più difficile dell’ottavo? Se fossero questi gli interpreti, per i legittimi dubbi fisici legati all’americano la risposta è affermativa. Sta di fatto che qualora Lorenzo dovesse rispettare il suo seeding, il quarto che si prospetta rappresenterebbe l’incrocio più affascinante, contro Djokovic.
Il quarto di finale con Nole per ambire alla semi con Sinner
Il serbo ha sconfitto Muso 8 volte su 9, con l’unico sussulto italiano a Montecarlo 2023. A livello Slam sono già tre gli incroci. La semi di Wimbledon con la vittoria in tre del serbo e le due sfide al Roland Garros con affermazioni al quinto del Djoker. Nel 2021, al loro primo incrocio , rimontando da 0-2 con ritiro nel set decisivo dell’azzurro. Poi nel 2023 con Lorenzo ancora una volta ad un set dal successo prima di cedere 6-3 6-0 negli ultimi due parziali ad una versione serba con evidenti problematiche fisiche (dopo la vittoria al turno successivo con Cerundolo, Djokovic si sarebbe ritirato per poi sottoporsi all’intervento al ginocchio).
Abbiamo descritto la sfida Musetti-Djokovic come il duello con maggiore potenziale narrazione, per certi versi anche romantica, del cammino di Lorenzo. Ma in verità ci siamo sbagliati, la partita che tutti gli italiani vorrebbero, che tutti sognano è il remake dell’ultimo quarto newyorchese. Musetti al cospetto di Jannik Sinner. Un’ambizione non così peregrina, un obiettivo alla portata. L’ultima stagione l’ha urlato a gran voce, certo il vecchio campione Nole è tutt’altro che sull’uscio del tramonto ma il campo ha parlato. In questo momento, gli unici che partono veramente favoriti contro Musetti avendo un più che discreto margine dalla loro sono Carlos e Jannik. Per il resto, tutti devono fare i conti con il nuovo n°5 ATP sapendo che in ogni caso dovranno sudare tanto.

