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ATP Hong Kong, Bublik: “Con il team prima scherzavamo sulla top 10. Poi qualcosa è cambiato”

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Alexander Bublik entra nei primi dieci del mondo battendo Lorenzo Musetti nella finale dell’Hong Kong Open e durante la conferenza stampa riconosce i meriti del suo avversario, dicendo che “E’ stato un match molto duro, il primo set si è deciso davvero su pochi punti; abbiamo entrambi commesso pochissimi errori e io sono stato fortunato con la battuta quando ho fronteggiato le palle-break. Il secondo set è stato più fisico, dal momento che la temperatura è scesa e le palline si sono fatte più lente. Eravamo entrambi un po’ provati e io ho avuto un po’ di fortuna; lui ha avvertito qualche problema fisico e gli auguro una ripresa velocissima in vista di Melbourne”.

Il talentuoso kazako ha avuto, come spesso gli capita, i favori del tifo locale e dopo la vittoria ha fatto il giro di campo per firmare autografi al pubblico: “Mi sono trovato benissimo qui e in generale ho bellissimi ricordi dell’Asia. Ho vinto a Hangzhou, ho disputato la finale e Chengdu e sono sempre stato bene; mi sembrava di giocare in un campo di allenamento tanto ero rilassato. Servizio di sicurezza al minimo, si può arrivare a piedi; la città è bellissima, tornerò certamente”.

Bublik ha poi ricordato di come con il team abbia scherzato sull’obiettivo raggiunto domenica, l’ingresso in top ten, un target che nel passato era visto come praticamente irraggiungibile da tutti i componenti. Fino a quando nel tennista kazako non è scattato qualcosa: “non sai mai quanti titoli potrai vincere nella tua carriera e io dopo ogni successo mi dico che potrebbe essere l’ultimo e che devo sentirmi felice perché, quando vinci un evento ATP, con tantissimi atleti competitivi, è sempre un regalo… In passato abbiamo scherzato nel team in merito ai miei sette anni in top cinquanta: ‘Chissà se mai arriveremo tra i primi dieci’, quando in realtà non sapevamo nemmeno da dove cominciare per arrivare là.

Andavamo avanti per inerzia – continua Alexander – pensando più a divertirci che all’aspetto agonistico. Poi sono sceso nel ranking e mi sono accorto che non mi piaceva stare in fondo perché lì si fatica di più e ci si rilassa molto meno; qualcosa è cambiato ed eccoci qui. Ora si tratta di concentrarci perché ho raggiunto nella prima settimana dell’anno l’obiettivo di una intera stagione; ce ne serve un altro”.

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