United Cup: la Polonia rialza la testa 1-1 con la Svizzera, titolo rinviato al doppio decisivo
SVIZZERA POLONIA 1-1
La finale di United Cup 2026 cambia ancora pelle e torna completamente aperta. Dopo il colpo svizzero firmato da Belinda Bencic su Iga Swiatek, la Polonia trova la reazione nel singolare maschile e rimette in asse lo scontro: 1-1 contro la Svizzera. Un pareggio che riaccende le ambizioni polacche — a caccia del titolo dopo due finali consecutive — e rimanda ogni verdetto all’ultimo atto, il doppio misto, che ora diventa una vera e propria “finale nella finale”.
B. Bencic b. I. Swiatek 3-6 6-0 6-3
L’avvio sembra indirizzare la partita verso la Polonia. Swiatek, n. 2 del ranking WTA , entra meglio nello scambio, trova subito il break e vola 3-0, dando l’impressione di poter gestire con la solita geometria da fondo e il ritmo che, quando gira, diventa soffocante per chiunque.
Bencic però non si sfalda. Regge l’urto, alza la qualità in risposta e prova a restare in scia, ma il primo parziale resta nelle mani della polacca: 6-3 per Swiatek, che capitalizza il vantaggio e chiude al secondo set point dopo un finale più “sporco” (e più nervoso) del previsto.
La partita cambia volto in modo improvviso e netto. Bencic entra nel secondo set con un’altra intensità: anticipa, spinge, prende campo. Swiatek, al contrario, perde brillantezza negli spostamenti e precisione nei colpi d’inizio gioco. Il risultato è un parziale quasi irreale: 6-0 Svizzera in poco più di mezz’ora, con la numero due del mondo che a fine set chiede l’intervento del fisioterapista e ritarda il rientro in campo. È lo spartiacque della finale: da quel momento l’inerzia si sposta completamente sul lato elvetico.
Nel terzo set Bencic riparte esattamente da dove aveva lasciato: tiene il servizio senza concedere nulla e allunga la sua serie fino a sette game consecutivi (sei del secondo set più l’apertura del terzo). Swiatek prova a rimettere ordine, trova maggiore solidità e torna competitiva, ma il match resta su un filo che la svizzera controlla con lucidità crescente.
Il passaggio decisivo arriva a metà set: Bencic accelera in risposta, si procura tre palle break consecutive e strappa il servizio a zero, piazzando il 3-1 con due risposte fulminanti. Da lì in avanti, la polacca non riesce più a girare l’inerzia: sale la frenesia, aumentano gli errori e la Svizzera scappa.
Swiatek ha un sussulto d’orgoglio: salva match point sul suo turno di battuta con due ace (uno al centro e uno a uscire) e allunga la partita, ma Bencic non trema. Si riprende i match point nel game successivo e chiude 6-3, consegnando alla Svizzera il primo punto della finale
L’impressionante statistica di Bencic in United Cup
Bencic non è solo “tornata”, è tornata da leader. Il dato che fotografa meglio il suo momento è uno. Belinda è ancora imbattuta nel 2026, avendo vinto tutti i match giocati in United Cup, sia in singolare che in doppio, trascinando la Svizzera con una regolarità impeccabile. Non solo: la svizzera interrompe un tabù personale. Prima di oggi, l’unica vittoria contro Swiatek risaliva allo US Open 2021; il bilancio era fortemente dalla parte della polacca. Per Swiatek è invece una nuova spia accesa in una United Cup vissuta tra alti e bassi. In semifinale era arrivata la sconfitta contro Coco Gauff e ora un’altra battuta d’arresto, in una stagione in cui da lei ci si aspetta l’assalto al trono di Aryna Sabalenka.
Ora toccherà al singolare maschile Hurkacz-Wawrinka con lo svizzero pronto a vivere una stagione particolare. Il 2026 sarà il suo ultimo anno nel tour, come annunciato nelle scorse settimane.
H. Hurkacz b. S. Wawrinka 6-3 3-6 6-3
Nel primo set l’avvio è subito intenso. Hurkacz nel game inaugurale deve cancellare due palle break, mentre nel quarto gioco è Wawrinka a finire sotto pressione: concede diverse opportunità in risposta e, alla quarta palla break, si condanna con un doppio fallo che consegna al polacco il game. Lo svizzero prova a reagire immediatamente, ma nel gioco successivo Hurkacz annulla la palla del controbreak affidandosi al suo colpo migliore: servizio vincente e 4-1, con un dato già significativo (tre palle break affrontate e tutte salvate). Da lì la Polonia prende consistenza: Hurkacz consolida, allunga fino al 5-2 e nel settimo game non concede nemmeno un 15. Wawrinka però non molla: nell’ottavo gioco Hurkacz si guadagna un set point, lo svizzero lo cancella e si trascina sul 5-3, spinto da una carica sorprendente. Il polacco continua a insistere sul piano fisico, provando a sfiancare l’avversario con variazioni e palle corte velenose che fanno male. Arrivano altri due set point: il primo viene annullato da Wawrinka con un passante magnifico, ma sul secondo Hurkacz non trema e chiude il parziale in 40 minuti. Decisivo, in sostanza, il break strappato nel quarto game.
Nel secondo set Wawrinka cambia subito marcia: apre il parziale con un game a zero, evento che fin lì non si era mai visto nel match, e dà l’impressione di voler alzare il volume del suo tennis. L’intensità cresce scambio dopo scambio, lo svizzero si carica a ogni punto vinto, trascinando con sé pubblico e panchina, sempre più partecipi.
La svolta arriva in risposta: Wawrinka si procura le prime vere chance del set si guadagna tre palle break consecutive, convertendo subito la prima. Per la Polonia è il primo vero inciampo nei turni di battuta: lo svizzero scappa 3-1 e finalmente mette pressione costante a Hurkacz.
Hurkacz meno lucido, come se avesse perso per un tratto la concentrazione: ne approfitta uno Stan “a ruota libera”, che continua a spingere e difende il vantaggio fino a chiudere 6-3 in poco più di 40 minuti, rimettendo il match in perfetta parità.
Nel terzo set Wawrinka parte ancora con l’inerzia del parziale precedente e mette subito pressione: si procura due palle break in avvio, ma non riesce a convertirle. L’inizio resta comunque incoraggiante per lo svizzero, dentro lo scambio e aggressivo, poi però i game scorrono in sostanziale equilibrio. A spezzarlo è Hurkacz, che torna a mischiare le carte: ripropone con continuità le palle corte per guadagnare un vantaggio sul piano fisico e togliere riferimenti all’elvetico. La scelta paga nel quarto game, quando è la Polonia a costruirsi le occasioni in risposta: arriva il break e Hurkacz sale 3-1.
Da lì “Hubi” prende in mano la partita. Ritrova controllo, solidità al servizio e una gestione più lucida degli scambi, allungando fino al 5-2 e chiudendo poi con un ace: 6-3 3-6 6-3 in due ore. Un successo che gli permette di tornare a imporsi su Wawrinka dopo la sconfitta incassata in United Cup nel 2023.

