Jones rassicura dopo il collasso a Bogotà: “Il cuore ha lavorato un po’ troppo, ma nessuna conseguenza”
L’episodio avvenuto martedì in quel di Bogotà, con protagonista la britannica Francesca Jones, ha subito fatto il giro del mondo, mettendo in apprensione tutti gli appassionati che hanno assistito alla drammatica scena nella quale la tennista si accascia per terra subito dopo aver lanciato la pallina in aria per servire. La nativa di Bradford ha lasciato il campo in sedia a rotelle, ma cosciente. Poche ore dopo ha rassicurato tutti postando una instagram story, nella quale ha spiegato dettagliatamente quanto accaduto.
“Dopo aver vinto l’evento in Brasile domenica (ITF W75 Vacaria, ndr) il nostro viaggio totale è durato più di 24 ore – ha specificato la britannica – con un riposo minimo e un recupero da una lunga settimana. Bogotà è famosa per la sua altitudine e spesso ci vogliono alcuni giorni per adattarsi. Purtroppo, al nostro arrivo lunedì pomeriggio non abbiamo potuto allenarci a causa della pioggia e questo ha significato che, a parte il mio riscaldamento a basso livello prima della partita, la mia prima esposizione ai limitati livelli di ossigeno ad alta intensità è stata proprio la mia partita. Nel corso della partita, ho lavorato duramente per darmi l’opportunità di rimanere competitiva, cercando al contempo di abituarmi alle condizioni, ma ho progressivamente faticato; la visione offuscata ha portato infine al collasso, senza che si verificasse alcun crampo.
Durante la notte abbiamo condotto studi multipli e sembra che il mio cuore abbia lavorato un po’ troppo durante la giornata, ma fortunatamente senza conseguenze a lungo termine. Bogotà è uno dei miei eventi preferiti dell’anno e spero di tornare nel 2026 in circostanze diverse. Dopo qualche giorno di riposo, continuerò a lavorare sui miglioramenti fatti finora in questa stagione. Grazie per i messaggi e la solidarietà”.
L’allarme sembra già rientrato per la giocatrice inglese, disabituata a giocare match a questa altitudine e affaticata dalla trasferta precedente, con pochissimo riposo avuto nel viaggio verso la Colombia.