ATP Miami: l’illusione di Dimitrov dura un game, Djokovic non perdona. 60^ finale ‘1000’ per Nole
[4] N. Djokovic b. [14] G. Dimitrov 6-2 6-3
“Si salvi chi può” dall’uomo che disconosce lo scorrere del tempo, magicamente ringiovanito in quest’edizione del Miami Open, sua maestà Novak Djokovic. Il serbo ha surclassato l’amico e rivale Grigor Dimitrov – giunto al tredicesimo KO su quattordici testa a testa – con lo score di 6-2 6-3, che regala a Nole la 60° finale in un Masters ‘1000, eguagliando persino Andre Agassi per il numero di finali raggiunte a Miami (8), e Roger Federer per il maggior numero di stagioni consecutive (20) in cui ha portato a casa almeno una finale.
Eccessivamente unidirezionale la semifinale più antica – dal 1990 – del torneo di Miami, nella quale, un Dimitrov poco lucido – ancora provato dal logorante match con Cerundolo – non ha retto l’urto di Novak Djokovic, che come accennavamo poc’anzi, non sembra conoscere le leggi del tempo. Il campionissimo di Belgrado affronterà il vincente della sfida tra Mensik e Fritz, a caccia del 100° titolo in carriera.
Primo set: Grisha si traveste da antagonista per qualche minuto, poi irrompe Novak
L’impatto imbizzarrito di Grigor Dimitrov nel match schianta Djokovic, colpito a freddo dalle fiammate del bulgaro, più ispirato che mai all’alba del quattordicesimo tête à tête con la leggenda di Belgrado. Il break di vantaggio conquistato da Grisha, però, dura un’inezia, con un Nole entrato a regime dopo pochi istanti, e aiutato dagli spari “a salve” di Grigor, disturbato – al termine dal secondo gioco – da un gruppetto irrequieto di “tifosi”, in seguito allontanati dalle tribune dell’Hard Rock Stadium. I movimenti sinuosi ed eleganti del numero quattordici del seeding perdono di efficacia a causa di un soffocante Novak, geometrico, e tremendamente cinico, costringendo dunque Dimitrov ad alzare il livello dello scambio, nel quale paga dazio e un break di svantaggio. Il dritto di Djokovic continua a spalancargli autostrade, aggredendo spesso la rete e cogliendo impreparato un bulgaro, che rispetto ai frangenti iniziali di match, ha perso una manciata di metri, vessato dai colpi del 24 volte campione Slam, conquistatore del primo parziale per 6-2.
Secondo Set: non c’è trippa per gatti. Dimitrov va in apnea e Djokovic mette la firma sull’incontro
Sprofonda verticalmente il match di Grigor Dimitrov, visibilmente appannato dalla stanchezza accumulata nel torneo, e divenuto parecchio falloso contro il peggior giocatore da affrontare in una giornata storta. Grisha concede, mentre Nole dilaga incassando una serie infinita di game consecutivi da quel “2-2” iniziale, strappando il servizio all’avversario anche in apertura di secondo set. Il filotto positivo del serbo viene interrotto da un buon turno di battuta di Dimitrov, utile ai fini del punteggio ma praticamente vano nell’economia di un incontro saldamente nelle mani di Djokovic.
Il numero quattordici del seeding intravede uno spiraglio nel settimo gioco del secondo parziale, approfittando di un’insolita quantità di seconde di servizio di Nole, nemmeno scalfito dalla moltitudine di slice telefonati di Grisha, che, in continuo debito d’energie, non sfrutta affatto l’unica occasione di “offendere” l’ex numero uno del mondo. Il primo match point in favore del serbo arriva sul servizio di Dimitrov, che tira fuori l’orgoglio, cancellandolo immediatamente con una prima vincente. La festa di Nole, però, è rimandata solo di qualche minuto, riuscendo a piegare Dimitrov con uno schiacciante score di 6-2 6-3.