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Il prodigio di Quezon City: Alexandra Eala

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Con un nodo alla gola e sull’orlo di un pianto liberatorio, Alexandra Eala guarda incredula – e tremolante – il suo box, poi stringe la mano all’ex numero uno al mondo polacca, sconfitta in due set. Sembra un sogno, ma è realtà. La vittoria della tennista filippina ha fatto il giro del mondo, e a pagare dazio è stata Iga Swiatek, a secco di titoli in un 2025 che continua a negarle la gioia del trionfo, al quale è stata spesso abituata sin dall’alba della sua brillante carriera.

Chi invece è poco propensa alla permanenza in tali palcoscenici è proprio la diciannovenne Eala, che poche settimane prima di atterrare in Florida, andava a caccia di una quantità esigua di punti in Slovacchia, nell’ITF di Trnava, dove peraltro non ha nemmeno oltrepassato gli ottavi di finale, rimontata dalla numero 213 del mondo Valentina Ryser. Raggiungere le semifinali del Master 1000 di Miami non era esattamente nei piani della giocatrice di Quezon City, che non solo è diventata la terza wild card della storia del torneo a riuscire in tale impresa – così come Azarenka e Justine Henin – ma è anche la prima filippina in assoluto a battere una campionessa Slam, anzi, tre campionesse Slam. A prescindere da ciò che accadrà in semifinale, il cammino di Alexandra è già inciso nelle pagine più belle della storia di questo sport, proprio perché impronosticabile ed unico.

A soli tredici anni, Eala è andata via da casa con destinazione “Rafa Nadal Academy” per inseguire il suo sogno nel cassetto di diventare una tennista professionista, diplomandosi nel 2023, affiancata dal re del Philippe Chatrier e…Iga Swiatek, con la quale si incrocerà due anni dopo in un caldo mercoledì di marzo in Florida, ottenendo il più grande traguardo della sua giovane carriera.È una persona che ammiro da un po’ – ha dichiarato Eala a proposito dell’ex numero uno al mondo – quindi è stato un piacere condividere il campo con lei e poter competere con lei e mantenere il suo ritmo. È qualcosa di cui sono molto orgogliosa“. Il nome di Alexandra Eala non è affatto inedito nel circuito femminile, nonostante la sua tenera età. La mancina di Quezon – allora diciassettenne – nel 2022 si è laureata campionessa junior dello US Open, celebrando un trionfo così speciale proprio nella Grande Mela, città in cui sbocciò l’amore tra i suoi nonni, Frankie e Melinda, i quali trascorsero ben quindici anni a New York prima di fare ritorno a Manila, nelle Filippine.

A pochi chilometri da Manila nacque proprio la piccola Alexandra, trasportata dalla grande passione del nonno – appunto – verso il gioco del tennis, e fu proprio lui a consegnarle la prima racchetta tra le mani, a soli quattro anni, come fosse un dono legato ad un meraviglioso destino. Eala, però, a differenza delle altri bambine, non è solo innamorata della tonda pallina gialla, ma anche tremendamente forte rispetto alla massa, e la vittoria nel torneo dei giovani prodigi “Les Petits As”, a soli dodici anni, le consentì di ottenere la borsa di studio per il sogno dei baby-talenti di tutto il mondo, la Rafa Nadal Academy. “Non mi sono mai immaginata di fare qualcos’altro che non fosse il tennis” – ha dichiarato recentemente la tennista filippina riferendosi alla sua infanzia. A Manacor, Alexandra si forgia, indottrinata dai più grandi coach del pianeta, e dal fratello maggiore, Miko, anch’egli premiato con una borsa di studio per il paradiso tennistico situato sull’isola di Maiorca, dove la giovane Alex ottenne il primo titolo ITF in carriera.

Sembrano esserci tutte le carte in regola per far sì che la nativa di Quezon spicchi il volo nel circuito maggiore, eppure, i risultati stentano ad arrivare. Mentre la collega minore Mirra Andreeva riempie le prime pagine dei quotidiani sportivi candidandosi come diretta antagonista delle prime della classe, il talento di Eala resta in penombra, lontana dalle posizioni che contano, o almeno sino a poco prima della grande occasione. Grazie ad IMG – partnership del Miami Open e rappresentante della tennista filippina – Eala riesce ad ottenere una sorprendente wildcard per la seconda tappa del Sunshine Double, in Florida, dove la quiete verrà interrotta dal tornado di Quezon City. l’esordio di Eala rimbomba in tutto l’Hard Rock Stadium, e la prima vittima del suo cammino è la padrona di casa Katie Volynets, eliminata ancora prima dello scoccare delle due ore di gioco. Sono in molti a pensare che il successo della filippina sia soltanto un abbaglio, ma una volta neutralizzata la vincitrice del Roland-Garros Ostapenko – primo sigillo contro una Top 30 – a qualcuno iniziano a sorgere dei dubbi. Eccola lì la prova del nove, contro la fresca campionessa di Melbourne Madison Keys, anche lei abbattuta in due agevoli parziali, e scuotendo per la terza volta consecutiva il main draw del Miami Open: “Sapevo che era una grande colpitrice – ha confessato Eala – Ho dovuto tenere le gambe in funzione e sfruttare le opportunità”.

Mettere fuori gioco due campionesse del Grand Slam nel giro di tre incontri è probabilmente un vanto di poche giocatrici nella sfera WTA, e la diciannovenne è diventata la prima filippina a riuscirci, senza sapere però, che soltanto qualche giorno dopo, ne avrebbe battuta anche una terza, tale Iga Swiatek. Eala, approfittando del ritiro di Paula Badosa, ha ricaricato le pile per il quarto di finale contro la tennista polacca, nonché ennesima vittima sacrificale della settimana da sogno di Alex, già diventata numero 75 del ranking, che si aggiornerà il prossimo lunedì, a meno che la filippina non decida di far fuori anche Jessica Pegula: “Sono la stessa persona di due settimane fa – ha detto, molto umilmente, Eala – è un grande passo sicuramente, ma non posso pensare che sia consolidato. Devo solo tenere la testa bassa, continuare a lavorare e i risultati arriveranno se continuerò su questa strada. Non ho mai partecipato a un torneo importante così a lungo. Sono ancora affamata e motivata”.

Il personaggio di Eala è venuto fuori in quel di Miami come un fulmine a ciel sereno, ma è proprio così che si mostrano i talenti. In una stagione di dolorose sconfitte per le numero uno, nei primi mesi del 2025 abbiamo già assistito all’ascesa di Mirra Andreeva, conquistatrice di due ‘1000 su quattro. È giunto il momento anche per la ragazza di Quezon?

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