Dominatore indiscusso e leader della race: Jannik Sinner blinda il n. 1 fino a maggio
In inglese esiste questa bellissima espressione “Elephant in the room” per rendere bene l’idea di un problema (o di una situazione) esistente di cui nessuno vuole parlare, facendo finta di ignorare qualcosa che è lì presente, ma che per il momento è meglio guardare oltre. L’elefante in questione, che nella simbologia faunistica in realtà è una volpe, non solo per questioni cromatiche ma per l’astuzia tipica di questo animale, è Jannik Sinner. La sua assenza dal circuito è qualcosa di talmente dirompente che forse è meglio non parlarne, perché si sa, gli assenti hanno sempre torto. È davvero così anche in questo caso? Per rispondere a quello che potrebbe sembrare un semplice quesito ci facciamo aiutare dai numeri che, come spesso accade, spiegano più e meglio di tante altre parole.
L’assenza di Sinner e un vantaggio quasi incolmabile
Due mesi. Tanto è passato dall’ultima volta che Jannik Sinner ha messo piede in campo per un match ufficiale. Era il 26 gennaio, l’estate australiana faceva da sfondo e lui salutava il tour con 2000 punti nella ATP Race, frutto dell’unico torneo disputato e vinto in questa stagione. Fin qui, tutto lineare.
Da settimane, una domanda rimbalza tra appassionati e addetti ai lavori: quanto dovremo aspettare prima che Alexander Zverev o Carlos Alcaraz possano scalzare Jannik Sinner dalla vetta della Race e del ranking ATP? Ora, almeno su Alcaraz, c’è una certezza: lo spagnolo non potrà farlo prima del ritorno dell’azzurro agli Internazionali d’Italia. Dopo l’inattesa sconfitta contro David Goffin a Miami, Alcaraz è fermo a 6.720 punti nel ranking live, con un distacco attuale di 3.610 da Sinner.
Il numero uno del mondo guida ad oggi con 10.330 punti (da cui ha già scontato i 1000 del successo a Miami nel 2024), ma da qui al 4 maggio ne perderà altri 600 – tra Monte-Carlo (-400) e Madrid (-200) – scendendo a 9.730 prima di rientrare in campo. Il divario ipotetico si assesterebbe quindi a 3.010 punti, una montagna impossibile da scalare per lo spagnolo prima di Roma.
L’unico con una finestra, seppur esigua, resta Zverev. Ma si tratta più di un calcolo teorico che di una reale possibilità: dopo la sconfitta con Arthur Fils a Miami, il tedesco dovrebbe infilare un filotto perfetto, vincendo Monte-Carlo, Madrid e Monaco, e tutto questo partendo dal presupposto che non giochi alcun ATP 250 la prossima settimana. Un’impresa titanica, al limite del surreale, per chi nelle ultime settimane ha raccolto solo 310 punti su 3.250 disponibili (appena il 9,5%). Troppo poco per chi aspira al trono.
Zverer, i calcoli per il sorpasso
Se Zverev centrasse l’en plein nei tornei rimanenti prima di Roma, i punti sarebbero sufficienti per superare Sinner, toccando quota 9.895. Attualmente il tedesco è a 7.645 punti, ma sottraendo i 100 di Monte-Carlo e i 100 di Madrid, scenderebbe a 7.445. Aggiungendo i 2.500 punti dei tre tornei (con la necessaria sottrazione dei 50 di Acapulco, torneo che diventerebbe uncountable), arriverebbe appunto a 9.895. Curiosamente, se invece vincesse Monte-Carlo e Madrid, ma perdesse la finale a Monaco, il bottino si fermerebbe a 9.725, appena cinque punti sotto Sinner (9.730). Un margine sottile come un foglio di carta, ma che potrebbe comunque fare la differenza.
La striscia di Sinner da numero uno
Un altro aspetto da considerare riguarda le settimane consecutive da numero uno: alla luce di quanto scritto, Sinner è già sicuro di arrivare a quota 47 settimane di fila in vetta al ranking. Di conseguenza, Jannik diventerà il quinto giocatore con la striscia più lunga di sempre al suo primo regno da numero uno, superando le 46 di Nadal.
Il record di Federer (237 settimane consecutive nella sua prima volta da n. 1) resta irraggiungibile, ma Sinner potrebbe puntare anche a superare le 53 settimane di Djokovic. Molto dipenderà da Zverev, che tra Roma e Parigi dovrà difendere 2.200 punti, mentre l’azzurro ne ha in scadenza solo 800. Per le 428 settimane di Djokovic c’è ancora (tanto) tempo.
E la race?
Se è ancora molto presto a marzo per fare ragionamenti che portano ad obiettivi troppo lontani nel tempo, ci dà la contezza di quello che è accaduto fino ad oggi. Il dato che più salta all’occhio è Jannik Sinner, grazie alla vittoria agli Australian Open – unico torneo finora disputato – sia riuscito a raccogliere abbastanza punti per mantenere il primato nella Race dopo i primi tre mesi dell’anno. In dettaglio la race aggiornata, dove tra parentesi è riportato il numero di tornei disputati dagli inseguitori: un dato che si legge da solo e che non ha bisogno di spiegazioni.
- Sinner 2000 (1)
- Zverev 1665 (7)
- Draper 1540 (4)
- Alcaraz 1410 (5)
- Auger-Aliassime 1195 (9)
- Shelton 1110 (6)
- De Minaur 1085 (6)
- Djokovic 1060 (5)
- Rune 960 (7)
- Paul 900 (6)
Ultima curiosità: qualora Djokovic dovesse vincere il torneo di Miami andrebbe a quota 1860 punti, scavalcando tutti in classifica, tranne uno. Ovviamente. Nel frattempo Sinner non sembra particolarmente preoccupato, anzi, in compagnia dell’amico Antonio Giovinazzi è stato immortalato felice e contento a bordo pista, dopo un giretto sui kart. Il problema numero 1 non sembra impensierirlo. Come dargli torto?
Si ringrazia Giovanni Pelazzo per il confronto (e conforto) numerico.