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ATP Miami, Medvedev: “Sinner, miglioramenti incredibili al servizio. Ma come ha fatto?”-

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A Sinner è stato chiesto se quella contro Medvedev sia stata una delle partite migliori della sua carriera (qui la risposta). A Daniil, allora, si sarebbe potuto chiedere se si sia trattato della sua sconfitta peggiore. In effetti, il russo non ha mai perso in maniera più netta di come è avvenuto nella semifinale di Miami (solo tre game conquistati come gli era successo già un paio di altre volte in carriera) e, oltretutto, non era mai stato sconfitto cinque volte in fila dallo stesso avversario. Era la bestia nera di Sinner. Oggi Jannik è il suo incubo.

E così la questione non è tanto se questa sconfitta sia la peggiore della sua carriera, ma se Medvedev riuscirà ad archiviare anche questa batosta psicologica, per certi versi più pesante delle due rimonte subìte in finale all’Australian Open – prima contro Nadal nel 2022 e poi con Sinner, per l’appunto, due mesi fa. Solo così il russo potrà evitare di rimanere impantanato nel guado che lo separa dai nuovi Big Three e che impedisce di parlare di Fab Four. Per capire cosa si prova in quella posizione, citofonare a Sir Andy.

Per comprendere invece lo stato emotivo di Daniil, riportiamo qui le sue dichiarazioni principali nella conferenza stampa post-partita.

D. Sei un campione, un grande risolutore di problemi. Oggi non sei riuscito a risolvere il problema Sinner. La scorsa notte, quando abbiamo intervistato Alcaraz, ha detto che Dimitrov ha giocato una partita impeccabile e perfetta contro di lui, si è tolto il cappello. Ti senti allo stesso modo riguardo a come Sinner ha giocato contro di te oggi?

MEDVEDEV: Beh, penso che Jannik giochi così già da un po’ di tempo. Non so cosa pensi lui della partita, ma non sono sicuro che abbia giocato molto meglio di quanto abbia fatto durante questo inizio di stagione e alla fine dell’anno scorso. Ha già giocato senza sbavature tante altre volte. Ha fatto una grande partita e io non ho giocato abbastanza bene. Non c’è molto da dire, potremmo stare qui ore ma la sostanza è questa.

D. Daniil, nella tua carriera hai visto un giocatore emergere e prendere sopravvento come ha fatto Jannik negli ultimi tempi? Non solo in termini di scontri diretti con te ma in generale. A cosa attribuisci questo sviluppo avendo visto l’evoluzione del suo gioco?

MEDVEDEV: Beh non ero nel circuito quando i Big Three si sono affermati, quindi non ne ho visti molti… beh sì c’è Carlos. Penso che rispetto a Sinner abbia avuto un percorso diverso. Forse Carlos è stato un po’ più veloce. Ma entrambi si sono affermati molto giovani e hanno raggiunto direttamente i vertici. Come ho detto Jannik sta giocando alla grande ora, sbaglia poco e può mettere a segno vincenti in ogni momento. Serve molto bene. Anche oggi, nei pochi momenti in cui forse avrei potuto tornare in partita qua e là, ha servito a 210 all’ora sulla linea, slice sulla linea, secondo servizio sulla linea, sempre profondo. E’ difficile affrontarlo quando gioca così. La prossima volta cercherò di giocare meglio, magari in maniera un po’ diversa, e vediamo se lui continuerà a giocare come sta facendo, perché se ci riesce, sarà difficile per molti altri giocatori.

D. Sinner ti aveva battuto nelle ultime quattro occasioni. Mi chiedevo se avessi provato a fare qualcosa di diverso oggi.

MEDVEDEV: Il mio piano era giocare in modo aggressivo, un po’ come in Australia, un po’ più aggressivo di quanto faccia di solito, ed è sempre un rischio. Perché anche se mi alleno su questo, il mio stile rimane quello di controattaccante, ma ho percepito che contro di lui potrebbe non essere più sufficiente, ed è per questo che l’andamento degli scontri diretti è un po’ peggiorato rispetto a un paio di mesi fa. In Australia ha funzionato bene. Oggi stavo sbagliando troppo. Prima del secondo set la domanda era se tornare a giocare seguendo il mio stile di base o continuare in maniera offensiva. Ad Alcaraz a Indian Wells era successo lo stesso: 6-1 molto rapidamente e poi però è riuscito a alzare il livello e a battere Jannik. Io ho deciso di provare a fare lo stesso ma non ci sono riuscito. Solo alla fine ho scelto di tornare al mio gioco ma era troppo tardi. Sono sicuramente deluso, ma questa è la vita e questo è il tennis.

D. Hai ottenuto ottimi risultati negli ultimi mesi, ma l’ultimo titolo è arrivato a Roma. Questo ti preoccupa in qualche modo?

MEDVEDEV: Beh, dipende, perché sto cercando di giocare nei migliori tornei al mondo. Se guardiamo torneo per torneo sto perdendo contro grandi giocatori. Ho disputato alcune finali e ho perso contro Sinner, Djokovic, Alcaraz. Sicuramente voglio batterli ma ultimamente non sono riuscito a farlo e devo lavorarci, sia mentalmente che dal punto di vista del gioco. Sulla terra battuta giocherò a Monte-Carlo, Roma, Madrid, Roland Garros. Potrebbe essere difficile conquistare un titolo lì, ma se giocassi dieci tornei 250 all’anno, probabilmente otterrei alcuni titoli. Non bisogna mai essere troppo sicuri, ma penso che sarei in grado di farlo.

D. Sotto quale aspetto pensi che Sinner sia migliorato maggiormente come giocatore nell’ultimo anno?

MEDVEDEV: Il suo servizio è dieci volte migliore. Jannik serviva già bene, ma ora batte veramente forte. Mi chiedo come ci sia riuscito, perché il servizio non è un colpo così facile da migliorare.

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