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Musetti: “Due ore a un livello che non ho ancora nelle mie corde. Poi ho raggiunto il mio limite”

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Vado via sicuramente contento. C’è un pochino di rammarico per come è finita dal punto di vista fisico, ma sapevo che sarebbe stato difficile perché avevo giocato tanto con Cecchinato ed era già il mio quarto match qui. Non posso essere dispiaciuto per questo Roland Garros. Sinceramente ci avrei messo la firma, se mi avessero detto che avrei vinto due set con Djokovic sul centrale“.

Apriamo con le parole pronunciate da Lorenzo Musetti in chiusura di conferenza stampa, perché nonostante l’ovvia ingordigia di risultati che segue allo straordinario momento del tennis maschile italiano, è d’obbligo mettere le cose in prospettiva. Un ragazzo di 19 anni che gioca nel circuito maggiore da poco più di un anno – meno di un anno, se sottraiamo i mesi di stop del circuito – ha giocato (e vinto) due set stupendi contro il numero uno del mondo, sul campo centrale di un torneo dello Slam, e a un certo punto il suo fisico ha ceduto. Ha subito una rapida rimonta e a metà del quinto set ha mollato, ormai privo di energie.

No, non si è trattato di un infortunio, soltanto di un principio di crampi e un po’ di dolore alla parte bassa della schiena (la stessa indolenzita nel match contro Auger-Aliassime a Barcellona, ndr)” ha precisato Lorenzo con grande onestà. Le stesse cose ce le ha confermate l’allenatore Simone Tartarini, raggiunto telefonicamente dal direttore Scanagatta.

È iniziato piano piano al terzo, facevo più fatica a stare nello scambioha poi proseguito Musetti. “Lui ovviamente ne ha approfittato e ha iniziato a giocare meglio. Poi continuava ad aumentare – credo si sia visto. Alla fine ero veramente provato e lì è arrivato anche qualche crampo. Non aveva più tanto senso giocare. Non riuscivo a stare nello scambio né a vincere un punto, non riuscivo a muovermi; avevo raggiunto il mio limite“.

Abbiamo poi chiesto a Lorenzo quali pensieri gli si siano accalcati tra le sinapsi quando si è trovato avanti di due set contro il numero uno del mondo, e la sua risposta è stata molto interessante – come spesso accade. “È difficile spiegare cosa mi passava per la testa. Stavo esprimendo il mio miglior livello ed è una sensazione che non avevo mai provato nemmeno io; avevo giocato bene un set con Tsitsipas, non so nemmeno se a questo livello, poi però ero crollato subito. Oggi sono riuscito a mantenere per oltre due ore un livello che sinceramente non ho ancora nelle mie corde – anche dal punto di vista fisico. Quindi un po’ l’ho pagato”.

In qualche modo, Lorenzo ammette di essersi stupito per aver giocato così bene, per così tanto tempo, contro un avversario così forte. “È stato un po’ sorprendente anche per me. Ma dopo i primi due set non pensavo di aver vinto, assolutamente. Anche perché con un campione come Djokovic la vittoria arriva solo quando gli stringi la mano alla fine“. E alla fine, a stringere la mano da vincitore, è stato ancora Nole.

Ora vado a casa, mi riposerò, poi ci sarà la maturità – anche quella è come una sfida con Djokovic!” conclude Musetti. “Poi si penserà a Wimbledon e mi concentrerò solo sul tennis. Wimbledon è il mio Slam preferito: ci ho giocato una volta da junior e mi sono trovato benissimo, mi è piaciuta molto l’erba. Sperò di avere le stesse sensazioni. So che non tutti i tornei saranno come questo, specialmente gli Slam, ma proverò a fare del mio meglio e raggiungere la seconda settimana come qui. Ma non vi prometto niente!”.

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