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Roland Garros: un Musetti da applausi spaventa Djokovic per due ore, poi si ritira al quinto set

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[1] N. Djokovic b. L. Musetti 6-7(9) 6-7(2) 6-1 6-0 4-0 rit.

Ha raggiunto gli ottavi di finale al suo primo tabellone principale di un torneo dello Slam: non si poteva chiedere di più al diciannovenne Lorenzo Musetti che, invece, regala a sé stesso e a tutti gli appassionati due set di vantaggio, tanto inaspettato quanto meritato per il livello stellare espresso, contro il numero 1 del mondo Novak Djokovic. Personalità, solidità, inventiva, tocco, numeri, concretezza: Lorenzo ci ha messo tutto questo per oltre due ore, fino a che il fisico è arrivato, improvviso e prepotente, a reclamare il conto e Djokovic, paziente e calmo diversamente da altre volte in cui si è trovato in difficoltà, è uscito alla distanza in misura e con facilità disarmanti incamerando un gioco dopo l’altro fino alla resa dell’azzurro che, saggiamente viste le condizioni fisiche, si è ritirato sul finire del quinto set dopo aver fatto sognare – e certamente sognato – l’impossibile impresa.

La giornata inizia con una poco promettente rapidità di due incontri femminili durati complessivamente due ore esatte e il timore è che anche questo match possa volare via in fretta. Si parte con Lorenzo che sale sulla palla per esplodere il rovescio lungolinea vincente e la smorzata fallita da Novak che poi rimedia senza alcun rischio, lasciato libero di colpire dritti piuttosto comodi. Un primo game che, al netto di una titubante seconda di battuta serba, riassume già i temi tecnico-tattici, evidenziando le necessità azzurre di non allontanarsi troppo dalla linea di fondo (o avvicinarvisi un po’), mantenere profondo e carico il palleggio e scegliere la palla giusta su cui entrare. Roba che è difficile anche solo a dirsi, figuriamoci a farsi all’esordio sullo Chatrier contro il 18 volte campione Slam che infatti sale 3-1.

Il gioco successivo però si allunga, Musetti rischia di farsi male atterrando su una di quelle lamiere a fondo campo che, se non fosse per il logo che sfoggiano, starebbero lì solo per attentare all’integrità fisica dei tennisti, Djokovic sbaglia qualcosa di troppo, c’è anche un bel passante in corsa del “nostro” rovescio e dopo alcuni minuti il punteggio torna in equilibrio. Il pubblico applaude lampi di eleganza e tocco made in Carrara (veronica, passantino stretto in slice a punire l’attacco in controtempo), ma anche concretezza e decisione nell’importante e durissimo scambio forzando l’errore sulla diagonale sinistra in un ottavo gioco riaperto da 40-0.

Nole concede qualcosa in risposta, si affida al servizio quando occorre, mentre nell’angolo serbo ci fa piacere vedere Vajda scuotere irrispettoso la testa dopo la smorzata in allungo di Lorenzo come se l’avesse indovinata per sbaglio l’ultimo dei boscaioli. Indietro nel tie-break dopo aver sbagliato un recupero sul drop shot, il teenager rimane incollato sfoderando un paio di rovescioni lungolinea che passano appena sopra il palo della rete e riaggancia l’avversario dopo averne respinto l’attacco con un preciso lob. È lui che ora tiene la testa avanti, due set point se ne vanno, ma il colpo dalla destra serba traballa; non da quella di Musetti, che alla terza occasione lascia esplodere lo sventaglio e fa suo il primo parziale.

Lorenzo varia il ritmo, le rotazioni, le altezze; Djokovic fatica a spingere la palla con il dritto, a volte proprio non la trova e il carrarese si porta addirittura avanti di un break. Quella che i nostri Luca & Vanni chiamano la “tassa” (il prezzo da da pagare quando incontri per la volta uno dei Big 3, quantificato in un set e un break), dopo tanti anni è diventato un balzello iniquo e Lorenzo, novello Robin Hood, non solo la rifiuta, ma è lui a esigerla. Paga invece il fin troppo comprensibile entusiasmo con un po’ di fretta che gli costa il turno di battuta, così il fenomeno di Belgrado, dopo essersi salvato grazie al servizio, pareggia al sesto game. Ancora in difficoltà di fronte a un avversario che non gli dà due palle uguali di fila (in altri termini, il ragazzetto al primo torneo Slam sta scompigliando il ritmo al più forte del mondo), questa volta Nole approfitta dell’errore azzurro per annullare un’altra palla break. Lorenzo tende a perdere la capacità di spingere il dritto nei momenti di tensione e forse quel gratuito sulla palla del 5-3 era un sintomo, ma le due catenate che fa partire con quel colpo sono a dir poco rassicuranti.

È di nuovo tie-break e Musetti vola 4-0 anche in virtù di una smorzata fallita e una palla buona guardata e lasciata da Djokovic dopo uno smash non chiuso. Il divario non sarà più colmato, Lorenzo sorprende ancora con il passante di rovescio e il rapido ma non indolore 7-2 inferto significa due set a zero.

Djokovic, che comunque non ha espresso rabbia o nervosismi vari, si prende un toilet break di cinque minuti per riordinare le idee e far dissolvere l’estasi agonistica del nostro, mentre qualcuno ci ricorda che anche Andreas Seppi era avanti di due partite contro Novak negli ottavi parigini nel 2012 prima di subirne la rimonta vincente. Il numero 76 della classifica tira il fiato, certamente dal punto di vista mentale ma anche e soprattutto fisico (oltre tre ore per i cinque set con Cecchinato sabato e due ore e venti per assicurarsi questi primi due parziali), il numero 1 ricomincia decisamente più carico e propositivo e nel secondo game trasforma la terza palla break su altrettante finora a disposizione.

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (foto via Twitter @rolandgarros)

Musetti cerca di rimanere in scia, ma il match è completamente cambiato e il 6-1 arriva inevitabile e troppo veloce perché ci sia la pur minima possibilità di riprendersi almeno parzialmente. L’inizio del quarto set è impietoso, sedici punti di fila per Djokovic, e nemmeno il 40-15 del quinto game basta per muovere il punteggio a Lorenzo, le cui gambe che continuano a non rispondere all’appello vengono ulteriormente sollecitate dai drop shot serbi. Il quarto parziale si chiude con un 6-0 e Musetti esce dal campo con il fisioterapista per il MTO.

Già al primissimo punto della partita finale, Nole rende subito chiaro che non allenterà la presa vincendo il punto dopo aver tenuto vivo lo scambio ribattendo la palla praticamente da sdraiato dopo una caduta. L’indice destro sanguinante non scalfisce la ferocia di Djokovic che tira dritto verso il traguardo. Fallito l’ennesimo recupero su una smorzata, Lorenzo risente di un dolore all’inguine e, furioso, scaglia una palla fuori dallo stadio con relativo warning. Il corpo ha abbandonato definitivamente il campo, il tabellino riporta un parziale di 42 punti a 8 per Novak e il nostro rappresentante sceglie di anticipare la resa.

Il tennis di Musetti c’è tutto e la personalità non manca davvero; con calma, lavorerà sul fisico per arrivare a esprimerlo a questi livelli per tutto il tempo necessario. Ai quarti, per Djokovic, battuto in uno Slam da un solo italiano – Marco Cecchinato – c’è un altro azzurro: Matteo Berrettini.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2021 con i risultati aggiornati

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