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Roland Garros: il ritmo di Nadal è troppo per Sinner, esce anche l’ultimo teenager

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Rafael Nadal

[3] R. Nadal b. [18] J. Sinner 7-5 6-3 6-0

È inutile girarci intorno: è stata una bella delusione. Non soltanto perché dopo la splendida prestazione di Musetti contro Djokovic si sperava in un’altra gran partita, ma perché i precedenti scontri diretti tra Nadal e Sinner autorizzavano a covare qualche ambizione.

Invece dopo la rimonta da 0-2 a 4-2 e il conseguente vantaggio per 5-3 nel primo set, Sinner è quasi sparito dal campo, sommerso dalla montagna di errori gratuiti (saranno 40 alla fine, contro solamente 11 colpi vincenti) che il suo incessante picchiare la palla ha prodotto in quantità industriale. Perché è vero, l’impatto della racchetta di Sinner sulla pallina ha un po’ il suono del “crack of the bat”, il classico rumore della mazza da baseball che colpisce un fuoricampo, e soprattutto all’inizio questo effetto sonoro è sembrato tanto più evidente perché confrontato ai palleggi molto più controllati della partita precedente. Ma quest’oggi i fuoricampo sono arrivati anche sul Philippe Chatrier, dove invece che portare punti a chi li fa, come a Fenway Park o allo Yankee Stadium, i punti li regalano all’avversario.

Da quel 5-3, il parziale è stato di 19 punti a 2 per Nadal, che ha poi infilato otto giochi consecutivi fino a portarsi 7-5 4-0. Lì l’ultima fiammata di Sinner, che per tutta la prima parte del match ha tenuto in mano il pallino del gioco, e limitando gli errori da fondo era addirittura riuscito a recuperare i due break di svantaggio con l’opportunità di livellare il secondo set. E invece altri otto giochi consecutivi, contro un Nadal certo di gran livello, ma cui veniva posta una domanda sempre uguale della quale conosceva la risposta.

Anche in questa partita, che era comunque difficilissima, Sinner ha ancora una volta dimostrato di non avere il killer instinct che spesso è necessario per chiudere i set e i match equilibrati contro giocatori molto forti. Sul 5-4 del primo set ha concesso il controbreak a zero con un doppio fallo finale di quasi un metro. E alla fine queste cose pesano: Nadal è stato abilissimo a cogliere l’occasione e incassare il primo set mantenendo alto il livello e rimandando le mazzate di Jannik aspettando il momento giusto per piazzare le sue accelerazioni. Si è più volte detto che a Sinner manca il piano “B”, e in questo pomeriggio parigino si è visto abbastanza chiaramente.

Per fortuna che c’erano pochi spettatori sulle tribune, in questo penultimo giorno di lockdown stretto che da mercoledì verrà rilassato, perché se il pubblico fosse stato più numeroso forse sarebbe partito anche qualche ingeneroso fischio in direzione dell’italiano, che invece si è limitato a raccogliere qualche sparuto grido di incoraggiamento, peraltro non troppo convinto, dai transalpini in tribuna che volevano prolungare il loro pomeriggio al Bois de Boulogne.

Tuttavia bisogna sempre guardare al bicchiere mezzo pieno: Sinner ha rispettato il suo ruolo di testa di serie (per la prima volta in carriera) arrivando ad affrontare Nadal, che su questi campi ha perso solamente due volte negli ultimi 17 anni. Ci sarà tanto tempo per rifarsi, sia sul rosso parigino sia sugli altri campi del circuito, a partire dall’erba di Wimbledon tra meno di tre settimane.

Oggi è stato diverso rispetto allo scorso anno – ha spiegato Sinner dopo il match – lo scorso anno era tardi la sera, a Roma abbiamo giocato alle 18, oggi qui la sua palla rimbalzava molto.Mi aspettavo di più da me stesso, lui ha giocato meglio di me, possiamo parlarne per un’ora, ma alla fine lui ha giocato meglio di me. Ho servito per il primo set, ma essere un gioco dal set con Rafa è ancora parecchio”.

A metà del primo set non spingeva la palla e quindi sono riuscito ad andare in vantaggio di un break, ma poi ha aggiustato il suo gioco, spingendo molto la palla e impedendomi di giocare come voglio giocare. A un certo punto lui giocava e io correvo soltanto. Oggi dimostra che ho ancora molto da fare per arrivare a quel livello.”

Alla fine, tre partite e non ho vinto un set, quindi la strada è lunga, sappiamo cosa dobbiamo fare, lavorare, allenarci e poi vediamo cosa succede.

Nadal è stato molto contento della sua prestazione, nonostante i momenti nei quali ha subito l’iniziativa di Sinner: “Ho giocato bene i primi due game, poi ho iniziato a insistere troppo sul rovescio e troppo lontano dalla linea di fondo, quindi gli ho lasciato la possibilità di stare dentro il campo. Poi sono riuscito a ottenere il break, con l’aiuto del vento. Da quel punto ho giocato alla grande, con qualche errore a metà del secondo set.

Ora il suo avversario è Diego Schwartzman, “che non viene da una buona stagione sulla terra battuta quindi il quarto di finale raggiunto lo avrà molto caricato ed avrà voglia di far bene” ha detto Nadal, che dall’argentino ha perso lo scorso anno a Roma, unica sconfitta in 11 confronti diretti.

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