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“L’italiano in qualche modo riesce sempre a venire fuori. È un progetto partito tanti anni fa”: Pietro Sighel spiega il trionfo azzurro nello short track

Quando ha visto la linea del traguardo e il vuoto alle sue spalle, Pietro Sighel non ha resistito. Si è girato di spalle, per consegnare alla storia delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 uno scatto destinato a diventare iconico. Un tributo al pubblico di casa, in tripudio per la medaglia d’oro conquistata dall’Italia nella staffetta mista. Gli azzurri dello short track all’ora di pranzo di un martedì di febbraio sono diventati campioni olimpici, i più forti di tutti in pista corta. Una disciplina di nicchia che si prende la scena, come solo ai Giochi può accadere: “L’italiano alla fine in qualche modo riesce sempre a venire fuori nonostante gli ambienti siano ‘piccoli’, con pochi iscritti”, racconta Pietro Sighel al Fatto Quotidiano, mentre ha ancora la medaglia al collo.

Gli artefici di questa impresa sono la leggendaria Arianna Fontana (12 medaglie Olimpiche, da Torino 2006 a Milano-Cortina 2026), Elisa Confortola, Chiara Betti, Luca Spechenhauser, Thomas Nadalini e appunto Pietro Sighel. Per Fontana è l’ennesima impresa, ancora in casa 20 anni dopo la prima volta: “Sicuramente se dovessi tornare indietro a Torino 2006, non mi sarei mai aspettata di essere qui vent’anni dopo. Un pensiero che mi ha caricato questa mattina: ho avuto una carriera lunga, ho vinto tutto quello che volevo vincere, ho raggiunto tutti gli obiettivi che volevo raggiungere. Mi sono detta: sei pronta, divertiti”.

La sua esperienza è stata cruciale, come racconta Chiara Betti: “Allenarsi con lei quest’anno è stato di grande aiuto. Lei ha fatto 6 Olimpiadi, pattina da 20 anni, io sono nata praticamente 20 anni fa. Sicuramente la sua esperienza ci è stata d’aiuto”. Per chi, come lei e gli altri “giovani” del gruppo, questa è una prima volta, l’emozione è fortissima: “Dopo la semifinale ci abbiamo creduto sempre di più. Non sembrava reale. E’ stato bellissimo“. Un concetto ribadito anche da Luca Spechenhauser: “Penso che nello sport vincere una medaglia alle Olimpiadi in casa sia un sogno“.

E’ stato lui a portare sulle spalle Martina Valcepina, l’altra stella dello short track, messa fuori giochi da un infortunio agli ultimi Europei. “Era giusto far fare anche a lei il giro d’onore, perché in questa staffetta mista c’è sempre stata”, sottolinea ancora Chiara Betti. Che poi cita l’altra compagna, Elisa Confortola: “Io ed Elisa siamo da sempre compagne di stanza e penso lo rimarremo sempre. E’ irreale vincere insieme, siamo partite insieme e abbiamo raggiunto il traguardo insieme”.

Il segreto di una squadra che da una piccola realtà – fra Trento e Sondalo – ha costruito una grande impresa. E per Pietro Sighel il pensiero non può che andare a papà Roberto, primo italiano a vincere il titolo mondiale nel pattinaggio di velocità: “Siamo riusciti a creare questo movimento – soprattutto con le new entry trentine – grazie a un progetto partito tanti anni fa grazie a mio padre, che ha creduto sempre nella doppia disciplina. Questo ci ha portato a entrare in Nazionale, chi nello short track chi nel pattinaggio velocità. Credo che questa sia stata la chiave di volta, infatti la squadra è molto ricca e speriamo continui così”.

I risultati parlano chiaro: da Lollobrigida alla staffetta, finora è il ghiaccio ad avere regalato i due ori italiani a Milano-Cortina. “Noi nel nostro piccolo riusciamo a emergere e questo penso sia frutto di un grande lavoro di squadra“, ribadisce Sighel. Che aggiunge: “Tutto ciò è grazie ai nostri colleghi atleti, anche quelli che non sono qua, alle famiglie, ai gruppi militari che ci supportano, nel mio caso le Fiamme Gialle. E’ tutto un insieme di cose che ci porta a lavorare al meglio”.

E poi c’è la gioia personale, per avere al collo un oro, dopo l’argento e il bronzo già conquistati ai precedenti Giochi: “L’obiettivo personale era di chiudere un cerchio e vincere la medaglia che mi mancava. L’ho fatto e quindi non potrei essere più orgoglioso. L’ho fatto con una squadra molto forte, incredibile”. Una squadra che ha dominato la staffetta mista grazie alla tranquillità: “Eravamo tranquilli, non abbiamo sbagliato veramente nulla. Penso che questa sia stata la chiave della nostra vittoria oggi. Gli altri facevano casino, hanno interpretato male il ghiaccio. Invece noi siamo stati sempre stabili, sin dal primo turno”. Un trionfo da celebrare con quella giravolta sulla linea del traguardo: “Abbiamo fatto una gara perfetta“.

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