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Gaia Giovannini: “Nessuno mi aveva convocata in Nazionale prima di Velasco. Orgogliosa del cammino di Vallefoglia”

Gaia Giovannini è stata l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus – speciale pallavolo, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La schiacciatrice di Vallefoglia e della nazionale, reduce da una clamorosa serie di successi con le due casacche, ha raccontato tutte le sue sensazioni, iniziando ovviamente dalla maglia azzurra.

Una maglia azzurra che l’ha vista trionfare alle Olimpiadi di Parigi 2024 e nei Mondiali in Thailandia nel 2025:Dopo tutti i risultati ottenuti negli ultimi anni ci si aspetta sempre di più da questa Nazionale. Penso che sia ovvio, ma non è semplice, dietro c’è sempre un lavoro enorme del gruppo. Un gruppo del quale sono onorata di fare parte”.

Com’è stato il percorso della giocatrice nativa di San Giovanni in Persiceto?Ho iniziato a giocare a pallavolo a 6 anni. Prima facevo danza che però non mi aveva mai appassionato. Avevo chiesto se potevo provare il volley avendo anche la palestra vicino a casa e mi sono subito innamorata di questo sport. Con il passare gli anni ho proseguito a Bologna poi sono passata a Modena anche se non ho mai fatto parte delle nazionali giovanili”.

Una giocatrice che, fa strano dirlo, ha iniziato il suo rapporto con la maglia azzurra solamente 2 anni fa.Una situazione che in realtà non l’ho vissuta serenamente. Anzi c’è stato un periodo della mia vita, 10 anni fa circa, quindi attorno ai 15 anni, che una chiamata me l’aspettavo. Per questo sono rimasta serena e ho proseguito nel mio percorso. Arriviamo quindi a due anni fa con Velasco che mi ha convocata. Io ero super emozionata, non me l’aspettavo. Sentivo vociferare a Vallefoglia che potesse succedere, ma non essendo mai stata convocata fino alla chiamata non mi sono voluta illudere. Poi è arrivata la telefonata del CT e il sogno è divenuto realtà”.

Per una atleta che, spesso, viene coinvolta dalla panchina, essere sempre pronta è un imperativo: “Senza dubbio e fino a che non la vivi non capisci di essere pronta. Giocare partite che aspettavi da una vita non sono sempre facili da vivere. Io l’ho capito giocando solo così ti rendi conto di poterci stare. Penso che sia molto importante riconoscere le tue sensazioni mentre giochi. Io ho sempre affrontato la maglia azzurra con serenità e adrenalina. Com’è ben noto se sei titolare puoi anche permetterti qualche errore. Dalla panchina no, devi essere pronta e impeccabile sin da subito”.

Una giovane giocatrice che non aveva un sogno ben specifico: “Non avevo un sogno reale e concreto. Pensavo piuttosto a tante cose. Da atleta ti crei una immagine, un sogno tutto tuo. Senza dubbio avevo sempre immaginato le Olimpiadi ma sicuramente non di vincere l’oro. Qualcosa che ho iniziato a sognare solamente quando sono arrivata a Parigi. Conoscevo la forza del gruppo e sapevo che fosse possibile. Io dal mio punto di vista ero super-euforica per tutto. Ricordo la prima volta che siamo entrate in quel palazzetto meraviglioso, sempre gremito anche quando giocavamo alle 9.00 del mattino. L’inno? Una emozione incredibile. Lo cantavo fiera e orgogliosa ma mi tremavano voce e mani”. 

Dopo l’oro con i Cinque Cerchi del 2024, l’oro iridato nel 2025: “Una esperienza bellissima che, tuttavia, ho vissuto in maniera diversa. Dopotutto ero reduce da una estate precedente ricca di cose. Avevo un bagaglio diverso. Il Mondiale è stato una esperienza stupenda, più lunga e tosta a livello mentale. La vittoria è stata diversa come il peso delle medaglie è differente. L’ho vissuta anche di più in campo perchè ho avuto più chance di giocare. Ricordo la semifinale con il Brasile e la Finale. Una esperienza che mi ha fatto crescere tantissimo. Ora obiettivo Europei nel 2026″. 

Un punto di riferimento e un pensiero: “Una atleta alla quale ho sempre guardato è stata Francesca Piccinini, una delle migliori del mondo. Un ringraziamento ai miei genitori. Senza di loro non sarei arrivata a questi risultati”. 

Ultima battuta su Vallefoglia, un’altra fucina di risultati per Giovannini: “Abbiamo vinto una splendida Challenge Cup. Sono orgogliosissima del nostro risultato soprattutto per la società. Dopotutto sono qui da 3 anni e ho sempre visto una crescita. Abbiamo chiuso seste in classifica e vinto una Challenge Cup che per noi significa molto”. 

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI OA FOCUS

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