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Rugby, il presidente del Benetton: «La nuova Fir? Ci confronteremo. Sul tavolo budget, Accademia e U23»

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TREVISO. Il Benetton non ha certo votato Innocenti, alle elezioni della svolta a Rom. E il trionfo del presidente del comitato veneto rimette in discussione la “pax armata” che Treviso aveva raggiunto con Gavazzi. Il nuovo timoniere della Fir ha fatto ripetutamente capire di voler rivedere e modalità, se non l’entità, dei contributi federali alle franchigie.

Zatta, non è un segreto che non eravate fan di Innocenti. Adesso cosa cambia?

«Penso che prima o poi avremo modo incontraci e di parlare, credo gli si debba dare il tempo di prendere in mano una situazione non facile, si è insediato da una settimana»

Avevate sostenuto che con lui si rischiava di penalizzare il vertice per rilanciare il campionato italiano.

«Ne parleremo, è giusto che ora anche e lui faccia le sue considerazioni, c’è tempo per confrontarci, anche alla luce di quelle che sta succedendo in questo periodo».

Allude alla nazionale? Un tempo Treviso salvava la faccia all’Italia, ma ora il Bemetton è come gli azzurri: non ne vince una, almeno in Pro 14.

«Per noi è stato un anno difficile, non voglio siano giustificazioni, i problemi sono stati di tutti ma noi abbiamo pagato in modo particolare, in alcuni frangenti è stata drammatica, disastrosa. Un esempio: ci sono azzurri che non abbiamo praticamente visto, e questo ha sconvolto programmazione e preparazione»

Torniamo alla Fir. Con Gavazzi c’era sul tappeto la questione dell’Accademia a Treviso. Meglio di Treviso.

«Sì, un progetto rinviato già da alcuni anni. L’Accademia della nostra squadra. Ma adesso, in Pro 14, si parla anche di un Pro 14 ridotto per squadre under 23. Ci sono diverse ipotesi e progetti, anche su questo parleremo con Innocenti»

Ora la Fir vi gira 4,5 milioni l’anno, gli altri 5 li mettete voi.

«Sì, gli altri arrivano da Benetton e altri sponsor».

Il contratto con il Pro 14 arriva al 2024. E poi?

«C’è questa Rainbow Cup, vedremo date e formule, il futuro è affascinante. Da parte nostra c’è la volontà di andare avanti nel Pro 14, come dimostrano i nostri investimenti su staff e rosa, specie sui giovani più promettenti».

Come si riparte? ora c’è la Rainbow Cup...

«Prima di parlare del futuro è importante intervenire bene nei settori e nelle aree dove quest’anno ci sono stati i problemi più vistosi»

La squadra ha fatto passi indietro nel gioco, specie in mischia e in attacco.

«Dopo l’avvio di stagione non abbiamo mai potuto schierare il XV più forte, anzi siamo arrivati a formazioni di pura emergenza. E sottolineo, per fare un esempio, il peso degli infortuni in prima linea, dove da tempo abbiamo solo i giovani».

Le Zebre però hanno vinto qualche partita

«Già. Purtroppo anche i derby contro di noi. Ma ricordo anche le tante partite da noi perse sul fil. Adesso speriamo nella Challenge Cup, per lasciare un segno in questa stagione amarissima.

Obiettivo quarti?

«L’Agen è alla portata, tanto più se avremo disponibili i giocatori della Nazionale, che non vediamo praticamente dall’autunno scorso. Arrivare ai quarti sarebbe importante, non solo per noi».

Se vincete c’è la vincente di Montpellier-Glasgow.

«E possiamo provare a dire la nostra, come abbiamo fatto a Limerick nei playoff, eravamo in vantaggio fino a l 75’».

Come si digerisce questa stagione, da presidente? 14 sconfitte di fila...

«Francamente non ho ricordi, e sono alla 24ª stagione da presidente. Non è facile, ma ho provato a restare sufficientemente sereno... no, diciamo tranquillo, sereno non è la parola giusta, per analizzare quello che è successo».

Ha rimpianti?

«Forse non aver vinto una della partite in cui ci è mancato pochissimo. Resto convinto che la squadra si sarebbe sbloccata. E invece, continuare a perdere ha fatto aumentare insicurezza e dubbi, e quindi la negatività. Un circolo vizioso senza uscita».

Ha una ricetta per il futuro di Treviso? E per il rugby italiano tutto, dalla nazionale in giù?

«Lavoro, e tanta volontà. E massimo disponibilità per cercare le migliori condizioni in cui lavorare. Da parte nostra scommettiamo su giovani e sui tecnici che abbiamo inserito nello staff».

E un telaio sudafricano.

«Non solo, scommettiamo su difesa e attacco nuovi, con un capo allenatore nuovo ma che conosce benissimo l’ambiente. Si volta pagina, è un nuovo capitolo. Dopo una stagione così, è assolutamente necessario». —

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