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Modena. Calabrese, dalla panchina si è autoconvocato in corsia

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MODENA I suoi ragazzi del Giacobazzi Under 18, quelli che fino a due mesi fa allenava a Collegarola, lo sostengono, seppur a distanza, come spesso ha fatto lui dalla panchina. Perché stavolta in campo, in prima linea, c’è lui e di fronte ha questo virus che nessuno sa ancora come placcare. Dal 24 marzo Alberto Calabrese, cresciuto nelle giovanili del Modena Rugby e attuale allenatore del Giacobazzi U18, è medico volontario all’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore, in provincia di Cremona.

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Si è autoconvocato per la partita più importante: non si gioca per i cinque punti, l’obiettivo non è conquistare la promozione, ma far star meglio le persone e in alcuni salvare vite. In una delle rare pause tra un turno e l’altro, Calabrese racconta l’evolversi della situazione nel nosocomio lombardo, dal buio dei primi giorni alla speranza alimentata dai recenti dati, che se da una parte hanno allentato la pressione sul personale sanitario, dall’altro non devono far pensare che la vittoria sul virus sia già acquisita.

La partita è ancora lunga e, come nel rugby, per vincere serve che ognuno faccia la sua parte. «Sono arrivato a Casalmaggiore – racconta - quando le due settimane più complicate stavano per finire. In quei giorni i cento posti letto di medicina interna erano tutti occupati da pazienti postivi al Covid-19 e l’emergenza era gestita da due soli medici perché il resto dello staff era stato contagiato. Si parla spesso di eroi, ecco loro lo sono stati davvero, con turni massacranti e una responsabilità enorme sulle loro spalle.

Ora la situazione è migliorata, col passare dei giorni gli ingressi si stanno riducendo e in proporzione anche i casi gravi sono di meno, ma non è ancora il momento per abbassare la guardia: i quattro reparti dell’ospedale di Casalmaggiore dove presto servizio ad oggi sono ancora tutti dedicati all’emergenza coronavirus. Ormai sono due mesi che qui stanno convivendo con questa situazione, alcune terapie stanno dimostrando una certa efficacia nel ridurre la replicazione virale e nella loro funzione antinfiammatoria, ma la risorsa più importante anche in questa fase è il tempo, perché la malattia ha un suo decorso che per ognuno è diverso, ed è necessario lasciare tempo al paziente di rispondere alla terapia. Per questo è importante rinnovare l’appello a stare a casa, cercare di limitare le occasioni di contagio e abbassare ancora il numero dei casi, in modo da permettere al sistema sanitario di non doversi occupare esclusivamente del virus e di riattivare gli altri ambiti di assistenza sanitaria».

Anche se la stagione ovale è già andata in archivio, coach Calabrese è ancora in campo e la sua Under 18 è con lui: «I ragazzi mi stanno dando un bel sostegno, li sento spesso, mi mandano messaggi, mi danno forza. La squadra mi fa sentire la sua vicinanza , come quella di tutto il club. Forse sarei qui anche se non fossi un allenatore di rugby, ma questo sport mi ha insegnato tante cose che mi sono utili anche in questa emergenza, a livello di valori certamente, ma anche nella gestione delle relazioni e nel lavorare in gruppo». Calabrese resterà ancora qualche giorno a Casalmaggiore, poi dovrà rientrare a Modena per prepararsi all’esame di ammissione alla scuola di specializzazione, portandosi con sé l’esperienza umana e professionale di queste settimane di servizio alla Asl di Cremona. Un’esperienza indimenticabile, come i giorni che stiamo vivendo. —

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