Hockey ghiaccio, Nadia Mattivi alla vigilia del Mondiale: “Dovremo essere perfette per ottenere la promozione”
Comincia domani il cammino della Nazionale italiana femminile di hockey su ghiaccio ai Mondiali di Prima Divisione Gruppo A 2026, in programma a Budapest fino a sabato 18 aprile. Nadia Mattivi e compagne, reduci da uno storico piazzamento tra le prime otto ai Giochi Olimpici di Milano Cortina, adesso vogliono confermare la crescita effettuata nell’ultimo biennio e puntano all’unico pass a disposizione per la Top Division iridata del 2027.
La capitana azzurra Mattivi ha raggiunto il resto della squadra nella capitale magiara giovedì mattina, dopo aver trascorso le ultime settimane con le Montreal Victoire nella PWHL (la massima lega mondiale): “È un’esperienza fantastica sotto tutti i punti di vista, e mi permette di giocare con e contro le giocatrici migliori nel torneo di più alto livello. Le partite hanno un ritmo sempre intenso ma, per dare un’idea, non sono così diverse rispetto a quelle che abbiamo giocato alle Olimpiadi quindi non mi sento assolutamente fuori posto. A rendere unico il tutto è il contesto: le arene sono sempre piene, ci capita spesso di giocare di fronte a 10.000 spettatori o anche di più, ci sono tante attività extra ghiaccio e c’è una professionalizzazione totale del quotidiano. Tra i primi pensieri che ho avuto quando sono scesa in pista in PWHL ci sono le mie prime volte sul ghiaccio a Pinè: non mi sarei immaginata da bambina, ma nemmeno pochi anni fa quando ero al College negli Stati Uniti, di poter arrivare a questo punto“, le sue parole riportate dal sito federale.
Mattivi si è poi soffermata sulle ambizioni della squadra azzurra alla vigilia del torneo iridato: “Sarà dura, sono cinque partite in sette giorni quindi il sacrificio richiesto è importante. Anche per questo sarà importante fare cambi corti e seguire alla lettera gli ordini dello staff tecnico, dovremo essere esplosive in ogni momento sul ghiaccio. Credo che più importante di tutto sia comunque il gruppo che è stato creato negli ultimi mesi: siamo una famiglia, esattamente come alle Olimpiadi, e abbiamo consolidato una forte identità. Questo penso ci possa aiutare a superare le situazioni di difficoltà, che inevitabilmente ci saranno. Dovremo essere praticamente perfette per centrare il sogno della promozione, ma sappiamo di cosa siamo capaci: abbiamo già battuto delle squadre nella top ten della classifica (come il Giappone, ndr), perché non possiamo entrare anche noi tra le migliori dieci al mondo?“.
Sul nuovo status dell’Italia dopo le Olimpiadi di casa: “Penso che già dopo la partita con la Francia in tanti abbiano fatto scattare dei campanelli d’allarme. Da un certo punto di vista il risultato di Milano Cortina può averci messo della pressione, ma sono sicura che sapremo sfruttarla per darci ancora più carica. Abbiamo la possibilità unica di dimostrare che quel quarto di finale non è stato raggiunto per caso, ma per pieno merito. Crediamoci“.

