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Pallamano: Italia, contro l’Ungheria è decisiva. C’è in palio la permanenza agli Europei 2026

Tutto in 60 minuti: Italia-Ungheria, seconda partita degli azzurri agli Europei 2026 di pallamano, è già decisiva. Alla Kristianstad Arena, in Svezia, gli azzurri hanno un solo risultato a disposizione: la vittoria, altrimenti saluteranno con anticipo, al netto dell’ultima partita contro la Polonia, la competizione europea.

La sconfitta contro l’Islanda – di venerdì scorso – era probabilmente preventivata, quindi Bob Hanning e il suo gruppo sapevano che si sarebbero ritrovati “spalle al muro”; la cosa non ponderabile invece sono state le dimensioni della sconfitta contro i nordici, ben 13 gol di differenza (39-26). Dall’altro lato un’Ungheria che ha iniziato il suo percorso con una vittoria da pronostico: 29-21 alla selezione polacca.

Ora va fatta la tara di tutti gli elementi che sono sul tavolo. Ritmo: l’Italia dovrà essere brava a non esagerare cercando di “inquinare” gli sviluppi avversari. Più il duello rimane su ritmi blandi più i Mengon e compagni hanno chance. Attacco e difesa: è vero l’Italia ha incassato 39 reti, ma di contro ne ha realizzati 26, con un Prantner in grande forma e sbagliando diversi tiri dai 7 metri, come sempre la chiave starà nell’equilibrio. Valore dell’avversario: l’Ungheria è una delle nazionali di riferimento del torneo, ma non ha le stelle assolute dell’Islanda. La squadra di Chema Rodríguez si basa molto sulla forza fisica e la potenza (altezza media dei magiari 194 cm) e sul rating di un portiere come Kristóf Palasics (39,3%) e di un terzino come Richárd Bodó.

Carattere e assenti: bisognerà capire se capitan Parisini e Bortoli saranno della partita. Questi due eventuali recuperi (anche se Bortoli ha già giocato contro l’Islanda, ma non era certamente nel pieno delle sue possibilità) potrebbero aiutare e non poco l’Italia in termini di leadership e soluzioni tattiche.

La montagna sarà difficile da scalare, ma questa Italia ha sempre mostrato che nei momenti da “Dentro o Fuori” è sempre stata in grado di soffrire e tirare fuori quel qualcosa in più che l’ha messa sulla mappa della pallamano. Sarà una battaglia di 60 minuti, palla su palla, parata su parata, schema su schema, gol su gol.

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