A TU PER TU CON... SABRINA GONZATTO
Sabrina Gonzatto, come è maturata lidea di scrivere Il Grande Torino Campioni per Sempre?
Per una volta non è stata mia l'idea. Circa un anno fa mi è stato chiesto di far parte di una squadra di scrittori/giornalisti maschi ed io l'unica donna. Granata e di Torino aggiungo. Tutti uniti - siamo in 16 - in nome del Grande Torino. A me è stato affidato il capitano: Valentino Mazzola. Immagini la mia emozione. Dopo aver scritto Ma cos'era mai questo Toro? e Orfeo Pianelli, il Presidente del Toro campione, occuparmi del grande Capitano, non è stata un'impresa facile. Ho lasciato parlare il cuore e il risultato non mi è spiaciuto. Chi ha letto il racconto, ha apprezzato. Sono troppo autocritica per fornire una valutazione obiettiva, tuttavia, il libro Grande Torino, campioni per sempre, vale più di una riflessione: gli autori provengono da ogni angolo d'Italia e appartengono a varie fasce d'età. E' stata una seconda emozione leggere le parole di persone che io non conoscevo, parlare con così grande rispetto degli Invincibili. Il mio racconto si intitola "Era di maggio" sull'onda dell'omonima canzone napoletana e narra di un affermato Sandrino Mazzola che giunge nella nostra città per giocare con il Toro. Di ritorno dallo stadio, si ferma, da solo, nel quartiere Crocetta in quella via Torricelli dove aveva vissuto con il padre. E poi lascio ai lettori il seguito.
Manager, scrittrice, moglie. Come riesce a conciliare i molteplici impegni?
Una bella domanda. Ho vissuto la quotidianità lasciandomi affascinare dalle opportunità che il momento mi offriva. Non tutte le scelte sono state azzeccate naturalmente. Ragione e cuore non sempre vanno a braccetto! Ho imparato ad accettare quasi tutti i miei difetti con il passare del tempo, un'impresa ardua. La vita è stata generosa con me nel bene e nel male e quando due anni fa mi è stato diagnosticato un tumore al seno - solo ora riesco a fare outing - ho dovuto necessariamente rivedere il mio modo di essere. Inevitabilmente ti guardi indietro e ti guardi dentro perché guardare avanti è difficile se non impossibile. E il mio coinvolgimento nel libro è stato anche terapeutico. Mi è ritornata la voglia di scrivere. Ancora una volta il Toro mi è di insegnamento. "Non puoi scappare a lungo dalla tua storia perché arriva sempre un momento in cui essa ti riporta là da dove vieni". Questa è una frase che mi è molto cara e che appartiene al Filadelfia. Una mano la scrisse sul muro dello stadio prima che fosse demolito. Ed ora rinasce. Ecco, in questa frase mi ritrovo. Ed è anche il consiglio che dò alle donne e agli uomini che leggono in questo momento: è giusto dedicarsi allo studio, al lavoro, alla famiglia, agli altri ma è ancora più giusto lasciare uno spazio per noi. Per la nostra storia, per il nostro presente e per il nostro futuro. Chi è granata si identifica con le vicissitudini della squadra. Non è importante cadere, ciò che conta è come ci si rialza.
Come
ci si sente in un ambiente prettamente maschile com'è il mondo del
calcio?
Il mondo è ancora troppo al maschile. Una realtà
mortificante. Accettare le differenze non significa preferirne una
all'altra. Significa semplicemente avere rispetto delle persone. Non
è un mondo facile per nessuno, lo sappiamo,ma per le donne ancora
meno.La violenza con cui le donne vengono trattate, mi riferisco
naturalmente al femminicidio - sembra, purtroppo, non avere fine. Ma
noi tutti, invece, dobbiamo contribuire a mettere fine a questa piaga
vergognosa. A mio avviso molto si può fare in famiglia: due genitori
che si rispettano, trasmettono ai figli dei valori che essi a loro
volta trasmetteranno ai propri. La società siamo noi, ricordiamoci
sempre questo. Donne e uomini si devono confrontare e anche scontrare
ma mai - MAI - arrivare ad uccidersi gratuitamente. E attenzione, la
violenza si esercita fisicamente e anche psicologicamente. In
famiglia, a scuola, ovunque. Anche sul lavoro. E poi valorizziamo le
persone - donne e uomini - che meritano di essere valorizzate. Da
subito, non indugiamo oltre.
Giovedì
apre i battenti il Salone internazionale del Libro di Torino. Tempo di presentazioni...
Quest'anno
ho la fortuna di presentare presso lo stand eCampus - l'Università
per cui curo il marketing e le relazioni esterne - una rosa di
scrittori di eccezione. Prima di essere una scrittrice, sono una
lettrice accanita sin da quando ero bambina e quindi poter disporre
di tanti libri di cui parlare e interagire con il pubblico, è per me
straordinario. Mi permetto di citarli: Fabrizio Modina, Mauro
Saglietti (non poteva mancare uno scrittore granata) Cinzia
Mammoliti, Mario Abbati, Savino Zaba, Armando Palmegiani ed altri
ancora. Vi aspetto al Pad. 2 stand H25. Ogni giorno uno scrittore da
scoprire e amare (il programma completo con date e orari su
www.uniecampus.it). Il libro Grande Torino, campioni per sempre sarà
presente al Salone e sono previste presentazioni in tutta Italia ospiti dei Club granata.
Désirée Fadda

