Cittadinanza onoraria De Laurentiis: il dibattito in Comune tra “luci e ombre” e il parere dei tecnici
La cittadinanza onoraria a De Laurentiis divide il Comune: tra successi sportivi e nodi comunicativi
Il conferimento della cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis resta al centro del dibattito politico e sportivo della città. Se da un lato si riconoscono i meriti di una gestione che ha riportato il Napoli ai vertici del calcio italiano e internazionale, dall’altro emergono perplessità legate ai rapporti istituzionali e alle modalità comunicative del patron azzurro. Durante l’ultima puntata di “Calcio Napoli 24 Live”, sono intervenuti consiglieri comunali ed esperti per fare il punto sulla situazione.
Gennaro Demetrio Paipais: «De Laurentiis è un’eccellenza per la città»
«Il presidente del Napoli ha contribuito alla rinascita del club, facendo tanto per la città e per la squadra. Ieri, durante il consiglio comunale, abbiamo proposto ad altri colleghi la possibilità di conferire la cittadinanza onoraria al patron azzurro. In tanti non si sono esposti sulla decisione, anche perché qualcuno era contrariato dall’assenza del sindaco Gaetano Manfredi e del vicesindaco.
La città di Napoli conosce bene il valore della presenza di De Laurentiis: Aurelio ha rilevato la squadra in un momento critico, riportandola in Serie A e vincendo anche due scudetti. Ma non si tratta soltanto dei risultati in campo: ci sono anche turisti che scelgono Napoli grazie alla squadra. De Laurentiis, quindi, non rappresenta soltanto il calcio, ma anche un’eccellenza per la nostra città. Proprio per questo abbiamo pensato di conferirgli la cittadinanza onoraria.
Sul fronte delle strutture, invece, non si è ancora riusciti a trovare una quadra tra il Comune e De Laurentiis, anche perché sono state valutate alcune proposte che, però, non sono mai state formalmente ricevute. Penso però che ci sarà un approfondimento per regalare qualcosa di importante alla nostra città».
Davide Moscardelli: «Italiano pronto per Napoli, Lukaku doveva restare con Conte»
«La storia di Romelu Lukaku a Napoli è un po’ strana, ma non dimentichiamoci che è vicino al suo ultimo Mondiale. Per me, il belga avrebbe dovuto rimanere a Napoli e allenarsi con Antonio Conte: così facendo si sarebbe preparato al meglio.
Se Vincenzo Italiano piace a De Laurentiis, direi che è un segnale positivo: penso che sia pronto per una sfida come Napoli. È un allenatore che spinge molto i suoi calciatori a dare sempre di più e una piazza calda come Napoli gli farebbe tirare fuori tanta grinta. Se sia pronto al grande salto può dirlo solo il campo, ma io penso di sì. Calcio italiano? Per la terza volta consecutiva non siamo andati al Mondiale: bisogna dare sicuramente un segnale forte».
Luigi Carbone: «Imprenditore indiscusso, ma deve migliorare la comunicazione»
«Nel consiglio comunale di ieri non era all’ordine del giorno la cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli, a livello imprenditoriale, non si discute, ma a livello personale un po’ meno. Ieri non si poteva fare una valutazione serena. Per me, alla fine, verrà conferita al patron azzurro, anche se ci sarà qualche contraddittorio.
De Laurentiis avrà la cittadinanza onoraria, ma rispetto a Dries Mertens, che si è calato nella realtà napoletana, Aurelio forse deve ancora lavorare un po’ su questo aspetto. Lo Stadio Maradona è una delle questioni che frena la situazione, anche perché l’unico attore che manca per dare il via al progetto e ai lavori è proprio lui. Chi riceve la cittadinanza onoraria deve mandare dei bei messaggi alla città. Nelle giornate FAI non dimenticherò mai che fece togliere i santini e la statua di Maradona. Dovrebbe prendere esempio da persone come Careca o Lucio Dalla».
Vincenzo Imperatore: «Parametri rispettati, De Laurentiis ha portato Napoli in alto»
«Aurelio De Laurentiis, con le sue opere e le sue attività, ha portato Napoli in alto e rispecchia tutti i motivi per cui dovrebbe ricevere la cittadinanza onoraria. Quando rilevò il Napoli, nessun napoletano si fece avanti: ha fatto di tutto per il bene del club. Se Luciano Spalletti prende la cittadinanza onoraria e poi va alla Juventus, allora mi chiedo perché non dovrebbe meritarla anche De Laurentiis.
Un altro fattore che dovrebbe incidere è che ha allontanato molti personaggi che facevano male all’ambiente. Questa ricerca della perfezione assoluta nei suoi confronti la trovo assurda. Io lancerei un sondaggio agli imprenditori: voi avreste rischiato 46 milioni di euro per un pezzo di carta all’epoca? Dobbiamo porci queste domande. Penso che ci sia continuamente un confronto tra lui e Conte; il tecnico sa bene che arrivare sempre primo o secondo è un grande risultato».
Il dibattito resta aperto: tra la necessità di riconoscere i traguardi sportivi ed economici e le frizioni su temi caldi come lo stadio e il rapporto con la piazza, la strada verso la cittadinanza onoraria per il patron azzurro sembra ancora richiedere un passaggio chiarificatore tra le parti.
L'articolo Cittadinanza onoraria De Laurentiis: il dibattito in Comune tra “luci e ombre” e il parere dei tecnici proviene da PianetAzzurro.it, news sul Calcio Napoli e sul mondo delle scommesse.

