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La cronistoria di Ranieri nel ruolo di Senior Advisor: da "amico al lato di Gasperini" alla rottura del rapporto tra mercato e frecciatine

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LAROMA24. IT (FABIO D'ASCANIO) - "Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare. So che sarò un punto di riferimento per la società, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così. Se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli, io non scappo . Scappo solo se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno. Se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine , me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie". Era il 10 aprile 2025, è passato solamente un anno, quando in un'intervista rilasciata a Il Messaggero, Claudio Ranieri annunciava il suo nuovo ruolo da consigliere dei Friedkin.

Un ruolo, quindi, che serve da bussola per orientare la proprietà nelle dinamiche sportive. Un uomo che conosce tutto di Roma e della Roma, un collante tra la proprietà, la squadra e la tifoseria. E l'allenatore soprattutto. "Sarò senior advisor, ma non so neppure bene cosa sia", disse Ranieri il 28 aprile 2025. Dichiarazioni dal tono ironico, ma non troppo, perché tutte le parole, a un anno di distanza, pesano.

Poi, è partita la telenovela sul nuovo allenatore che avrebbe sostituito proprio Ranieri. "L’allenatore non è scelto da me , non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo. Ghisolfi e io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4. Siamo vicini, molto vicini. Sono convinto che arriverà un buon allenatore" disse sempre Ranieri il 10 aprile. Un ruolo sicuramente influente sulla scelta, ma non esclusivo: l'ultima parola è sempre della proprietà.

Poi, la virata, con tanto di incontro a Firenze insieme all'allora direttore sportivo Ghisolfi e il nuovo allenatore scelto: Gian Piero Gasperini . Il 17 giugno 2025 arriva la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, vicino a lui proprio Claudio Ranieri. Un binomio che fin da subito i tifosi giallorossi hanno preso come punto di riferimento. "Gasperini stava antipatico anche a me . Io sarò un amico che sta a lato  e, se serve, gli viene in aiuto. Gli diamo un anno di tempo per creare un gruppo e per iniziare il suo progetto". Disse Ranieri per difendere il nuovo tecnico dallo scettiscismo iniziale della piazza con cui Gasperini, in passato, non aveva mai avuto un ottimo rapporto. "È un allenatore che riesce a cambiare la fisionomia di un atleta. Sa delle difficoltà che incontrerà in questi due mercati ma è stato chiamato per cominciare a costruire qualcosa che speriamo dia frutti rigogliosi. Personalità, schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po' risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto". E qui si arriva a un punto cruciale, che in questi giorni ha certificato le forti tensioni tra i due: la composizione della rosa in sede di calciomercato.

Ranieri, anche prima di annunciare il suo nuovo ruolo, aveva parlato di "lacrime e sangue" per almeno due sessioni di mercato. Proprio quelle che, ad oggi, ha vissuto Gasperini nella Capitale. Nella conferenza stampa il Senior Advisor aveva parlato anche delle ambizioni della Roma, la Champions League veniva descritto come un obiettivo da centrare al termine del progetto: "Per il momento sono soddisfatto, poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c'è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati in ogni verso. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. È la qualità di ogni allenatore, arrivare ai giocatori che ti analizzano in ogni discorso. Vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Alla fine del triennio stabilmente in Champions e quando si può vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto , vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono il massimo, vogliono portare Roma a livello calcistico allo stesso livello del brand turistico".

Finita l'estate, terminato il mercato, è stato proprio Claudio Ranieri a tirare le somma pubblicamente in un'intervista rilasciata a settembre ai microfoni di Sky Sport. "Dovremo stare in regola con i conti . Al limite ci sarà da vendere qualcosa, non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla UEFA. Dobbiamo tenere i conti a posto". La Roma di Gasp, intanto, era partita con il piede giusto in campionato, ma all'allenatore non era stato consegnato il tanto agognato esterno offensivo con la trattativa Sancho sfumata ad agosto: "Era economicamente molto pesante, ma i Friedkin pur di accontentare l'allenatore l'avrebbero fatta. C'era da vendere qualcuno, un pezzo pregiato, altrimenti non potevamo farlo. Ma quel pezzo pregiato non credo si sarebbe mai venduto, perché i pezzi pregiati vogliamo tenerli. Dovevamo inserire dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo per poi poterli rivendere e rientrare con il fair play finanziario". Lavorare con i giovani e valorizzarli, ed è questo uno punti di scontro. Gasperini avrebbe voluto giocatori pronti, soprattutto in attacco, giovani ma già con una base importante per poter essere competitivi. Il ruolo dell'esterno offensivo di sinistra non è stato mai coperto: Bailey è stata una comparsa, e a gennaio è arrivato in prestito l'oggetto misterioso Zaragoza.

Inizia la stagione e l'ambiente Roma si gode la presenza di Claudio Ranieri a Trigoria. Il Senior Advisor non è sempre presente, ma non manca il suo appoggio alla squadra e al tecnico. Basti pensare alla settimana del derby, in cui ha voluto vedere da vicino la squadra, lui che nei derby da allenatore è imbattuto. La stagione scorre, Ranieri afferma di non entrare ovviamente nelle questioni tecniche e non manca chiaramente l'appoggio a Gasperini. A gennaio, però, arriva un'altra sessione di calciomercato. Al termine di essa, è ancora una volta Ranieri ad esporsi. Il 5 febbraio Ranieri ha parlato così: " È stato scelto insieme alla società . La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo", in un'intervista in cui l'attenzione è stata spostata su un possibile ritorno di Totti in società.

Ad aprile, precisamente nel prepartita di Roma-Pisa, tutto o quasi è venuto a galla: "Tutti i giocatori arrivati sono stati visionati e approvati da me e Gasperini. Vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche gli altri. Troppo facile dire solo Malen e Wesley, avevamo preso anche Ferguson... Si è perso del tempo dietro a Sancho, ci abbiamo provato fino all'ultimo ma lui non è voluto venire. Abbiamo perso occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano a Gasperini e non li abbiamo presi. A causa del FPF abbiamo preso giocatori in prestito e alcuni si sono rivelati da Roma come Malen, mentre altri non sono a quel livello tra infortuni e difficoltà nell'ambientamento. Li cambieremo...". Le parole di Ranieri sono state una risposta a dir poco rumorosa a quelle di Gasperini, che in conferenza stampa aveva identificato il "target" degli acquisti che avrebbe voluto e che vorrà nella sua avventura alla Roma.

Un anno fa Ranieri parlava di una lista di nomi per la panchina giallorossa da presentare ai Friedkin e così è stato, ma sempre nel prepartita di Roma-Pisa Ranieri ha svelato un dettaglio molto rilevante: "Avevamo stilato una lista di 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Abbiamo preso dei giovani e parlo al plurale perché li abbiamo scelti insieme, Gasperini compreso. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o lui non l’approvasse. Abbiamo preso Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza. Non potevamo prendere Rowe, ci sono state tante combinazioni di mercato. Abbiamo cercato di fare tutto questo per dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League e dei giovani da poter far crescere. Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui. Se non sarò interpellato me ne andrò, perché non sono qui a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma, mi son fatto da parte come allenatore e sarò pronto a farmi da parte anche come Senior Advisor".

E le parole di Gasperini dopo la vittoria contro i toscani hanno chiaramente certificato la tensione. Il tecnico ha provato a fungere da pompiere con una battuta quando gli è stato chiesto che effetto hanno fatto le parole di Ranieri: "Sono molto contento del 3-0 di stasera, la classifica è bella. Domani e dopodomani tiferemo Atalanta e Inter". E sul riferimento fatto dal Senior Advisor sulla lunga esperienza del tecnico all'Atalanta, Gasp ha voluto chiarire come la struttura della rosa che aveva a Bergamo era ben diversa rispetto alla Capitale: "Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi. Lì sono stati ottenuti dei risultati con i giovani e anche con altri calciatori, è stato fatto qualcosa di straordinario. La squadra era molto competitiva sin da subito. Con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui”. Ma non solo, perché in conferenza stampa l'allenatore si è espresso sul mercato e sulle scelte che a detta di Ranieri sono state condivise: " Ho lasciato libera scelta per quanto riguarda i giocatori che non conoscevo, ho indicato solo due giocatori importanti e ne è arrivato uno. All’inizio era determinante per me lavorare con gli attaccanti, perché perdevamo Shomurodov e non pensavamo di perdere Saelemaekers. La mia priorità era questa. Ho sempre battuto il chiodo su questo, poi purtroppo ci sono state difficoltà enormi quest’estate. Poi con Ranieri non ci è mai stato uno screzio, anzi condividevamo questa necessità".

Una frattura tra le parti difficilmente risanabile . Ranieri non ha mai gradito gli attacchi ripetuti di Gasperini sul mercato, compresa la linea giovani, ma anche il contestare l'operato dello staff medico e in generale cercare di dare sistematicamente la colpa agli altri. Sul banco anche la questione legata a Pietro Leonardi , amico personale di Gasperini, che funge da consigliere. Leonardi è fuori dal calcio da 11 anni dopo la radiazione ma in attesa delle motivazioni della Cassazione che lo ha assolto da tutti i reati contestatigli. Leonardi, inoltre, avrebbe consigliato gli acquisti di Malen e Wesley.

Ora la decisione finale spetta ai Friedkin. Da una parte c'è l'uomo che hanno scelto come consigliere, che conosce come nessuno Roma e la Roma, dall'altra il tecnico che ha iniziato l'ennesimo progetto a medio-lungo termine e che dopo nemmeno una stagione potrebbe lasciare la Capitale. Gasperini, però, si auspica un incontro , anche da remoto, con la proprietà, per cercare un confronto diretto e mettere sul tavolo, una volta su tutte, le questioni aperte per tentare di programmare il futuro insieme.

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