Les feuilles mortes
Mamma mia, che batosta, ragazzi. Ne usciamo pieni di lividi. Con le ossa rotte. Sapevo che la partita sarebbe stata molto difficile. Per noi lo sono tutte del resto. Non immaginavo, però, una simile débacle. Qui non si è trattato, come spesso è accaduto, di una gara decisa sul filo degli episodi. L’Udinese ci è stata superiore e ha vinto con irrisoria facilità. Questione di modulo diranno in molti. E colpa di Leao, naturalmente. Assordanti i fischi alla sua uscita dal campo. Mi spiace che i 70mila di S. Siro non trovino mai il tempo per fischiare, contestare, insultare i ceffi che stanno in tribuna. Non ho voluto sentire commenti sulla partita. Mi immagino, non essendo nata ieri, feroci critiche, alle quali io non mi associo, su Allegri. Sbagliato passare dal 5-3-2 al 4-3-3. Non sono d’accordo. Avessimo giocato con un centravanti e Leao e Pulisic sulle ali, allora sì che avremmo usato uno spregiudicato tridente. La cosa avrebbe avuto senso con il Rafa vecchia maniera e il Christian di inizio anno. Non certo oggi. Con Saele e Athekame si può tutt’al più parlare di 4-4-2. Comunque sia, la cosa molto preoccupante è una. La squadra è scarica. L’energia delle batterie è in rosso. La spia della benzina è gialla. Anche Rabiot, il nostro talismano, è calato, intristito dalla scarsa reattività dei compagni. Vedere i ragazzi in campo mi ha fatto pensare a una poesia e a una canzone: Le feuilles mortes. E a un libro: Bonjour tristesse. Jacques Prévert, Yves Montand, Françoise Sagan, mi fate una malinconica compagnia.
Ma perché siamo così giù di condizione, se non abbiamo giocato le Coppe? Bella domanda. La risposta non è facile. Certo, la rosa è corta. Davanti, al di là del primo Pulisic che segnava pur se acciaccato, non abbiamo mai potuto disporre degli attaccanti in condizione. Gimenez operato alla caviglia. Leao prima polpaccio e poi pubalgia. Nkunku è… Nkunku, grande intuizione della formidabile coppia Furlanette – Busardò. Per rinforzarci lì in avanti, a Gennaio è arrivato Fullkrug. Niclas ci è stato regalato, perché non si reggeva in piedi. Il centrocampo è il reparto più ricco. Però Jashari, dopo la ripresa dalla frattura al perone, è stato ben poco utilizzato. Ricci ha fatto solo qualcosina. Come Loftus. Fofana ha alternato qualche buona giocata ad errori grossolani. Modric e Rabiot, quando disponibile, le hanno giocate tutte. Estupinan? Una delusione. Da Bartesaghi non si può pretendere la luna. Saele da un paio di mesi sta facendo male. L’alternativa è Athekame. I centrali difensivi? C’è chi ha preso Akanji e chi Odogu. Abbiamo retto bene per il girone d’andata. Poi… Le feuilles mortes si raccolgono a palate, come i ricordi e i rimpianti, vero Yves? Io a palate prenderei i responsabili di aver ridotto il Milan al rango di una provinciale. Gentaglia che provocherà pessimi ricordi e nessun rimpianto. Gentaglia che non si trova a Milanello. Ho sentito dire stupidaggini inenarrabili. La nostra perla di Società, poverina, ha speso più di tutte. Quindi la colpa, se le cose non vanno bene, è dell’allenatore e dei giocatori. Mica di Gerry e Furlanette. Come si fa a non arrabbiarsi? La proprietà non ha tirato fuori un euro. Il bilancio è in attivo. E il fatto che i soldi ricavati dalle cessioni sono stati spesi male è un’ulteriore nota di demerito. Speculatori e incompetenti. Un mix davvero micidiale.
Ho visto Real Bayern. Che dire? Sembra che giochino un altro sport rispetto a noi. Avrei potuto sottrarmi alla partita. Avevo una visita dall’ortopedico. Infiammazione al tendine della cuffia rotatoria. Blitz nelle zone natie da quelle di adozione. Giro sul Garda. Bellissimo. Avrei potuto prolungarlo. Invece no. Sono rientrata proprio alle 18, giusto per guardare il mio Milan. Mal me ne ha incolto. Mi sta bene. Purtroppo ho visto una squadra più morta delle foglie di Prévert. Parlare di calcio mi è difficile. Il calcio mi fa schifo. Ho evitato di seguire anche i commenti degli youtubers. Rifuggo dalle analisi su una partita del genere. Tanto l’ho vista con i miei occhi. Voglio scacciarla dai miei pensieri. Non è un periodo facile per me. Batoste da ogni parte. Mi butto su Sinner. Spero che lui mi dia una gioia. E Jannik me la regala! E’ un campione e un ragazzo meraviglioso. Splendida la partita con Alcaraz. Mi ha regalato emozioni che il mio povero Milan non mi può dare. Il Mantova ha vinto a La Spezia ed è quasi salvo. Bene! La spalla, dopo l’infiltrazione, va meglio. Visto che nella vita non ci sono solo delusioni?
Ma torniamo alla nostra grande delusione. Inutile girarci intorno. Se dalla poesia, dalle canzoni, dalla letteratura passiamo alla pittura, c’è un quadro che rappresenta la nostra situazione: L’urlo di Munch. Macerarsi nelle sconfitte e nei timori, pur se fondatissimi, nel futuro serve a poco. Così come fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Visto il brio della squadra, la qualificazione Champions è a fortissimo rischio. Resta, però , possibile. Con lo schifo di Società che abbiamo la prossima stagione non si presenta sotto buoni auspici, a prescindere dal risultato di questa. Ma, se non andiamo in Champions, è ancora peggio. Mi vien male a pensare a un Mercato guidato da Furlanette. Mi assale un senso di nausea e di vomito. Come nel tifare per gli Orrendi stasera. La Juve ci supererà. Il nostro avversario è il Como, con il quale siamo in vantaggio con gli scontri diretti. Stesso discorso vale per la Roma, che ci dà un po’ più di respiro. Speriamo che i ragazzi si riprendano un po’ a livello fisico. Nervi saldi e sangue freddo, Max. Occhio, che per noi non sarà facile neppure a Verona. Ma dobbiamo vincere! Nel frattempo io raccolgo i miei cocci, come fanno anche i tifosi che giustificano la Società e mettono in croce Allegri e la squadra. Non voglio, però, che i miei cocci si mischino con i loro, perché li ritengo corresponsabili dei misfatti perpetrati sul Milan. I tifosi del Real un Gerry e un Furlanette se li sarebbero mangiati. E pure io lo farei, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.
Chiara

