Caso Iran: l’Italia spera nel ripescaggio mondiale? Il nodo del regolamento FIFA
Il sogno mondiale dell’Italia, apparentemente infranto dopo la debacle contro la Bosnia, si sposta dal campo alle scrivanie della diplomazia internazionale. Una flebile luce di speranza arriva dal Medio Oriente: l’Iran, regolarmente qualificato alla rassegna iridata, potrebbe clamorosamente ritirarsi. Una mossa che aprirebbe una voragine nel Gruppo G e costringerebbe la FIFA a una decisione senza precedenti.
Il fronte politico: lo scontro Teheran-Washington
Il presupposto di questo terremoto sportivo è puramente politico. L’Iran dovrebbe disputare le sue gare del girone negli Stati Uniti, tra Los Angeles e Seattle, affrontando Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. Tuttavia, il Ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donyamali, è stato categorico ai microfoni della tv di stato: «La squadra certamente non parteciperà, visto che questo regime corrotto ha assassinato il nostro leader».
A rincarare la dose è intervenuto il presidente statunitense Donald Trump, che via social ha sollevato dubbi sull’opportunità della presenza iraniana per motivi di sicurezza. Uno scenario di tensione altissima che rende il forfait della nazionale di Teheran un’eventualità concreta.
Cosa dice il regolamento: la “discrezionalità” della FIFA
In caso di ritiro ufficiale, la palla passerebbe ai legali di Zurigo. Il regolamento della Coppa del Mondo 2026 parla chiaro, pur lasciando ampi margini di manovra:
- Articolo 6.5: In caso di “forza maggiore”, l’organo organizzatore della FIFA deciderà a sua esclusiva discrezione i provvedimenti necessari.
- Articolo 6.7: Se una federazione si ritira o viene esclusa, la FIFA può decidere di sostituirla con un’altra nazionale.
Di fatto, la FIFA si troverebbe davanti a un bivio: trasformare il Gruppo G in un girone a tre squadre, annullando i match dell’Iran, o procedere a un ripescaggio d’ufficio.
I criteri di sostituzione: Asia o Ranking?
Se si seguisse un criterio geografico, la sostituta naturale dovrebbe arrivare dalla confederazione asiatica. In prima fila ci sarebbero gli Emirati Arabi Uniti o l’Iraq, a seconda degli esiti degli ultimi playoff intercontinentali contro Bolivia e Suriname.
Tuttavia, la FIFA ha il potere di guardare oltre i confini continentali. Potrebbe premiare la finalista perdente dei playoff intercontinentali o, ed è qui che si accende la speranza azzurra, optare per la squadra con il ranking più alto tra le escluse. In questo scenario, l’Italia tornerebbe prepotentemente in corsa, forte di una posizione nelle classifiche mondiali che la renderebbe la candidata numero uno per prestigio e appeal commerciale.
Il calcio, a volte, si gioca su campi che non hanno l’erba, ma sono fatti di commi e diplomazia. Per l’Italia di oggi, pur reduce da una brutta figura sportiva, l’ultima parola potrebbe non essere stata ancora scritta dal campo, ma dai palazzi di Zurigo.
L'articolo Caso Iran: l’Italia spera nel ripescaggio mondiale? Il nodo del regolamento FIFA proviene da PianetAzzurro.it, news sul Calcio Napoli e sul mondo delle scommesse.

