“Bez, Kimi, Italia”: Sinner battezza gli altri due fenomeni. La domenica di trionfi che mette il calcio spalle al muro
Jannik Sinner ha appena vinto Miami e scrive con un pennarello arancione sulla lente di una telecamera: “Bez Kimi Italy“. È la sintesi perfetta della domenica sportiva italiana. Tre parole che racchiudono i successi di tre fenomeni nello sport. Dalla sveglia con lo sguardo rivolto al Giappone, dove il 19enne Kimi Antonelli su Mercedes si è preso la seconda vittoria consecutiva in Formula 1 e pure la testa del Mondiale: il più giovane di sempre in vetta. Fino alla tarda notte collegati con Miami, dove Sinner ha completato il Sunshine Double vincendo il terzo Atp Masters 1000 di fila. Nel mezzo, sempre negli Usa ma tra le curve del Texas, Marco Bezzecchi ha vinto anche il Gp di Austin. Pure lui è al terzo successo in tre gare (5 di fila se si considera il finale della passata stagione). Pure lui è in testa al Mondiale di MotoGp. Pure lui fa parte del club dei tre fenomeni che hanno regalato all’Italia un’altra domenica memorabile.
Le luci e i riflettori del mondo sono su questi tre ragazzi italiani. Un 19enne bolognese, un 24enne altoatesino e un 27enne riminese. Ognuno a suo modo, rappresentano la nuova Italia. Quella che emerge nello sport. “È stato un weekend fantastico per noi italiani – le parole di Sinner dopo il trionfo – Seguo la Formula 1 e la MotoGP, tanti italiani mi fanno appassionare. Kimi, Bez… e c’è anche Pecco Bagnaia. Stiamo vivendo un momento incredibile in tantissimi sport. E più ce ne sono da guardare, meglio è”. Per la verità uno manca all’appello. Quello che per oltre un secolo è stato lo sport principale lungo la Penisola. E che ora, mentre altri giovani azzurri brindano sui palchi più prestigiosi dal Giappone agli Stati Uniti, martedì sera si giocherà la sua sopravvivenza su un campo polveroso all’estrema periferia di Sarajevo.
Il calcio è spalle al muro. Costretto a guardare il confronto impietoso con i trionfi di Kimi, Bez e Jannik. “Speriamo anche per il Mondiale di calcio. Ora abbiamo una partita importante, giochiamo contro la Bosnia… Vediamo“, ha detto sempre Sinner dopo il trionfo a Miami. Il talento del tennis ha sempre invitato a tifare gli Azzurri, ma dalle sue parole traspare una prudenza condivisibile. La Nazionale del ct Gattuso martedì sera contro la Bosnia si gioca la qualificazione al Mondiale. Una vittoria rimetterebbe il pallone da calcio al centro dei gusti degli italiani, che a giugno si presenterebbero affamati davanti alla tv per assistere a qualcosa che manca da 12 anni. Una sconfitta invece sancirebbe l’ennesimo fallimento, chissà se definitivo.
Al di là di quello che sarà il risultato del match contro la Bosnia, però, resta la fotografia del momento. Domenica 29 marzo il centro di gravità dello sport italiano ha subito l’ennesimo spostamento d’asse. L’Italia giovane e vincente non è più rappresentata solo da Sinner. Non è più solo figlia dei successi nello sci o nell’atletica, degli exploit di rugby o baseball. Ora ci sono anche il volto fresco di Antonelli e l’ironia gentile di Bezzecchi, punte di diamante del mondo dei motori, antica passione italica. Nel frattempo, il “vecchio” calcio lotta per non crollare, per avere ancora un motivo di esistere. Non è portatore di sogni, ma di timori. Per invertire davvero la rotta non basterà un’eventuale qualificazione. Anche perché nel frattempo gli altri giovani azzurri corrono veloci verso nuovi successi.
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