L’EDITORIALE | Il Catania cresce, nel pieno di un processo di metamorfosi
Certe vittorie non fanno rumore, ma costruiscono fondamenta in chiave futura. Il successo del Catania sul campo del Latina rientra perfettamente in questa categoria: tre punti pesanti, concreti, che assumono un valore ancora più rilevante se letti dentro la cornice più ampia della classifica. La giornata, infatti, sorride ai rossazzurri anche nella corsa al secondo posto, piazzamento che rappresenta una vera e propria corsia preferenziale in vista dei playoff. Non un dettaglio, ma un obiettivo strategico ora che il primo posto è sfumato.
Il gol di Bruzzaniti basta e avanza per indirizzare una gara sporca, combattuta, a tratti anche sofferta. Ed è proprio qui che si annida uno degli aspetti più interessanti: il Catania vince una partita che, fino a qualche settimana fa, avrebbe probabilmente pareggiato o addirittura perso. Segnale di crescita, ma soprattutto di trasformazione. Perché questa squadra è nel pieno di un processo di metamorfosi. Il lavoro di William Viali sta lentamente prendendo forma, innestandosi su una base costruita in precedenza da Domenico Toscano, ma con principi diversi, quasi opposti per certi versi.
Se prima il Catania cercava certezze attraverso meccanismi più codificati e un calcio diretto, oggi si intravede la volontà di gestire i ritmi, occupare meglio gli spazi, costruire con maggiore pazienza. È un passaggio che richiede tempo, assimilazione, errori e correzioni. Non può essere immediato. Ed è per questo che vincere mentre si cambia pelle diventa un valore aggiunto enorme. La vittoria di Latina serve proprio a questo: alimenta la fiducia di un gruppo chiamato a interiorizzare nuovi concetti senza perdere competitività.
Dentro la partita si ritrovano tanti dei temi emersi nelle ultime settimane. La capacità di soffrire, innanzitutto. Il Latina ha avuto le sue occasioni, ha spinto, ma il Catania ha retto, si è compattato, ha saputo aspettare il momento giusto e ha avuto anche fortuna. Poi la qualità individuale, che nei momenti chiave continua a fare la differenza: Bruzzaniti si conferma giocatore decisivo, D’Ausilio prezioso per visione e rifinitura. E ancora, la gestione dei cambi. Viali interviene con lucidità, cercando prima di aumentare la pericolosità offensiva e poi di proteggere il vantaggio. Non è solo una questione di uomini, ma di lettura della partita, di sensibilità nel capire quando accelerare e quando invece abbassare il baricentro.
Naturalmente non è tutto perfetto. Il Catania deve ancora migliorare nella gestione di alcune fasi, soprattutto quando si tratta di chiudere le partite. Anche al Francioni, nel finale, è bastato un episodio per riaprire virtualmente i giochi. Serve maggiore cinismo, maggiore controllo emotivo. Ma sono dettagli che fanno parte del percorso. Ciò che conta, oggi, è la direzione. E la direzione sembra quella giusta. Il Catania, insomma, cresce. Non solo nei punti, ma nella credibilità. E in un finale di stagione dove ogni dettaglio pesa come un macigno, questa potrebbe essere la vera notizia.
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