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Avanti a nervi tesi

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Otto partite, tre punti da recuperare, al Como , con la Juve al fianco, che vuole la stessa cosa. Non una situazione comoda peri giallorossi, come invece poteva esserlo prima di quel maledetto gol di Gatti , che ha interrotto un incantesimo. La Roma , nonostante i tanti problemi, le assenze, era lanciata, ora insegue e da qui alla fine dovrà superarsi ancora per toccare quel quarto posto che sta tanto a cuore a Gasperini , e al centro di tensioni spropositate con parte dei dirigenti. La società non stava mettendo pressioni a Gasp sull'obiettivo, poi è stata trascinata dal tecnico che, ingolosito, ha chiesto di fare un salto in avanti attraverso il mercato, estivo prima e quello di gennaio poi. E proprio lì si sono acuiti i problemi, tra tecnico e componenti del club, non esattamente con la proprietà, che continua a pensare a Gasp come il miglior allenatore possibile, ma con la dirigenza. Vaz è stato, per il tecnico, l'acquisto della discordia, il giocatore che in quel momento non era una priorità come lo sarebbe stato l'esterno sinistro e Zaragoza è stato subito bocciato. E Venturino ? Giovane di belle speranze, ma al tecnico serviva altro. Gasp adesso si ritrova senza troppe risorse per competere con il Como, che ha speso tanto e si gode la possibilità di poter fare il doppio salto e con la Juve, che ha sbagliato acquisti, specie in attacco, e in più aveva perso Vlahovic . E domenica, quasi provocatoriamente, ha inserito addirittura Arena al fianco di Vaz e Venturino per comporre un tridente da Primavera, lasciando in panchina El Sha , titolare nelle ultime due partite e Zaragoza, elemento arrivato a gennaio, con il consenso del tecnico. Gasperini non si trova a proprio agio con Massara , che ricordiamolo, è l'uomo della società, e non più con Ranieri , al quale il ds è legato a doppio filo. I Friedkin si trovano in una situazione quasi di imbarazzo: non vogliono scegliere in questo momento, ma chiedono di renderei rapporti più fluidi per il bene della Roma. Ciò che hanno chiesto è di abbassare i toni, nelle interviste, nei post partita. I mesi che restano alla fine della stagione serviranno per ricomporre lo strappo o per ricucirlo. Gasperini è già sbottato lo scorso 6 gennaio a Lecce e l'altro ieri ha fatto lo stesso, non ha parlato per evitare di toccare argomenti scomodi, anche per la proprietà che non gradisce esporsi e non ama che lo facciano troppo i suoi dipendenti, ma nello spogliatoio le sue urla si sono fatte sentire. Gasp, si sa, è fatto così, non conosce la diplomazia e se ha un microfono in mano, spara a zero, quindi a volte meglio passare per afono o indisposto. Ma il giochino è scoperto e del silenzio resta solo l'eco. L'indisposto allenatore della Roma, oggi si ripresenterà a Trigoria , con una squadra senza i nazionali, con pochi intimi, magari ci sarà l'occasione per riconfrontarsi visa vis con dirigenti e proprietà, ma tanto i suoi pruriti a Trigoria e negli Usa sono ormai noti. Il grande punto interrogativo è sul futuro dell'allenatore, e che strada abbia intenzione di prendere: se accettare un altro mercato difficoltoso e quindi costruire una Roma partendo dai primavera oppure prendere altre strade. Ciò che appare certo è che difficilmente nella prossima stagione rivedremo la triade, Ranieri, Massara e Gasperini, che tanto era stata appoggiata dalla piazza la scorsa estate, tanto da costringere Claudio a rinunciare alla panchina della Nazionale. Ma chi deciderà chi tenere o meno? I Friedkin, che hanno mandato via uno come Mou , plurititolato, e uno come De Rossi , cuore di Roma, non si farebbero problemi a fare lo stesso con Gasp, ma non è questo nei programmi. Bisognerà capire quali caselle/a resteranno in piedi.

(Il Messaggero)

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