DALLA SALA STAMPA – Viali: “Nella ripresa la squadra si è sbloccata, creando tantissimo. Voglio che capiscano quanto siano forti, mi è piaciuto lo spirito”
Le parole in sala stampa del tecnico del Catania William Viali a commento della prestazione offerta contro il Casarano tra le mura amiche:
“Ha fatto tutto il Catania. Nel senso che, più che subire le situazioni del Casarano, abbiamo giocato tecnicamente in maniera un pò sporca e per assurdo abbiamo subito nella perdita di possesso, nelle transizioni fatte male ma la responsabilità è mia. Ho visto una squadra disponibile a seguire le mie richieste ma anche un pò contratta nel primo tempo, sapevo di poter correre questo rischio. Mi fa molto piacere, comunque, che dopo esserci confrontati nello spogliatoio la squadra si sia sbloccata, sistemando due cose per semplificare l’aggressività del Casarano e disputando un secondo tempo eccezionale. In 5 giorni non è facile, nella ripresa ho cercato anche di avvicinare Jimenez a Caturano per avere più densità centrale e portare maggiori difficoltà alla linea difensiva avversaria”.
“Nel secondo tempo la squadra ha fatto tutto quello che avevamo richiesto. Alla vigilia dissi che era più importante il risultato, non possiamo andare a casa contenti per non avere dato una felicità ai nostri tifosi, oltretutto all’esordio per me davanti al nuovo pubblico, però poi c’è l’aspetto più razionale che mi porterà a cercare di aiutare velocemente questa squadra. Nella ripresa abbiamo creato tantissimo ma non siamo riusciti a chiuderla, però sarei stato molto più preoccupato se, al contrario, non avessimo fatto bene nel secondo tempo. Ci conosciamo da pochissimi giorni, ho cercato di dare fiducia e aiutarli. Non è stata cattiva la prestazione nello sviluppo della manovra per leggerezza e superficialità ma perchè la squadra era contratta quando provava certe situazioni di gioco. Io ho cercato di non cambiarle completamente, di non snaturare le cose. Sotto l’aspetto numerico la squadra era schierata in maniera molto simile al sistema precedentemente adottato ma volevamo cercare di giocare maggiormente tra le linee attraverso un movimento efficace. Dato che sbagliavamo i tempi, dopo l’intervallo ho fissato la densità con sue sottopunte.
“Le occasioni per andare a segno ci sono state anche dopo il pareggio, ricordo 2-3 palle gol. L’atteggiamento non è cambiato nemmeno con l’ingresso di Pieraccini, senza subire il palleggio dell’avversario. Anche dentro i cambi la squadra non ha mai subito nella ripresa le situazioni del Casarano. Per assurdo anche il gol è nato dagli stessi errori commessi nel primo tempo, perdendo palla a campo aperto. Con Pieraccini abbiamo difeso nuovamente a quattro perchè volevo mantenere la superiorità numerica contro i loro tre attaccanti”.
“Mi ha colpito la predisposizione di questi ragazzi, di rincorrere, faticare, soffrire, la voglia di andarla a vincere dopo avere subito un pari immeritato perchè nel secondo tempo il Casarano non ha fatto nulla e noi abbiamo creato tantissimo. Non c’è stato uno shock dopo il gol di Ferrara, la squadra a testa bassa si è rigettata in avanti. Questo spirito mi piace. Il rammarico più grande è quello di non avere chiuso la partita. Mi porto via da questa gara il momento in cui i ragazzi si sono sciolti. Nel primo tempo c’è stata la volontà di costruire trame di gioco ma non eravamo assolutamente messi bene, la perdita di possesso nelle transizioni ci ha causato delle difficoltà. Se una squadra vuole la palla, deve anche avere equilibrio per riconquistarla subito e ricominciare. Quello lo abbiamo fatto meno bene nel primo tempo, facendoci trovare spesso aperti”.
“Uno dei miei obiettivi principali è liberare soprattutto la testa dei giocatori di qualità che abbiamo dà meta campo in avanti, sono veramente tanti e molto bravi. Dobbiamo sapere esaltare le qualità, specialmente saper convivere con i momenti della gara perchè dopo un secondo tempo del genere è assurdo non avere chiuso la partita. Deve migliorare anche il cinismo. Si vedeva in campo che il Casarano fosse allenato con idee, variando all’occorrenza il modo di giocare, ma me lo aspettavo ancora più aggressivo nel primo tempo. Loro si schiacciavano nella trequarti, noi non essendo veloci nel giro palla sbattevamo contro questo muro ed il Casarano ripartiva. Gli abbiamo concesso in ripartenza 2-3 occasioni pericolose, ma quando aveva palla il Casarano non siamo andati in grossa difficoltà. Anzi li abbiamo presi alti, attuando un buon pressing. Abbiamo difeso male quando noi avevamo la palla, ma ripeto la responsabilità è mia. I ragazzi sono stati lenti e macchinosi nel pensiero, poi si sono sbloccati e questo fa ben sperare“.
“Jimenez partiva un pò più largo perchè volevamo un pò aprire gli avversari ma non ci siamo riusciti, all’intervallo gli ho chiesto di andare direttamente dentro per avere più densità vicino a Caturano con Lunetta. I ragazzi hanno dimostrato grande atteggiamento dentro la partita, sottolineo che hanno rispettato fino alla fine l’allenatore precedente e datomi subito una disponibilità enome. La vittoria di Altamura, ad esempio, è stata figlia del carattere nelle difficoltà e pur rischiando di prendere gol. Il carattere non manca a questa squadra. Non dobbiamo aspettare che gli altri sbaglino ma dobbiamo anche andare a strappare la palla agli avversari“.
“Cicerelli? Speravo di metterlo dentro in una situazione più semplice, ma pensavo comunque di concedergli 10-15 minuti per ricercare la condizione ideale. Volevo togliere certezze al Casarano, nel primo tempo nella pressione abbiamo fatto bene perchè ho visto il coraggio di andare sull’avversario, del resto io voglio mandare questo messaggio di coraggio alla squadra, voglio che i ragazzi capiscano quanta qualità abbiano, quanto siano forti e debbano credere in loro stessi. Non abbiamo mai sofferto i duelli aerei perchè sono molto forti i miei calciatori da questo punto di vista”.
“Non me la sentivo di lasciare due difensori centrali palleggiare in parità numerica dopo appena 5 giorni di lavoro, per questo ho preferito costruire con un braccetto che fosse centrocampista e un perno come play, mi sembrava un modo per farli sentire a casa portando meno confusione possibile. Voglio che questa squadra esploda per le qualità di cui dispone facendo meglio in tante cose. Le avversarie devono avere paura del Catania, la gente vuole vedere un certo tipo di atteggiamento per trasportare la squadra“.
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