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The Day After Lazio-Milan1-0: tra limiti tecnici e tenuta mentale troppo bassa

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C’è una sensazione amara e molto pesante che accompagna il risveglio di ogni tifoso rossonero oggi. È la consapevolezza dolorosa che, molto probabilmente, a questa partita e a questo sogno ci abbiamo tenuto molto più noi che i ragazzi in campo. La delusione che proviamo non è soltanto il risultato di un punteggio sfavorevole o di un episodio sfortunato, ma è la figlia diretta del nostro modo di vivere il calcio. Inseguiamo un traguardo irrealistico, alimentato dal pareggio tra mille polemiche dell’Inter contro l’Atalanta, che ci porta a sognare in grande oltre ogni logica. Tuttavia, la realtà ci dice che chiediamo a questo gruppo qualcosa che, per limiti tecnici e soprattutto mentali, non è semplicemente in grado di offrire in questo momento della stagione.

​Proiettiamo i nostri desideri su una squadra che dimostra di avere il fiato corto proprio nel momento della verità. La realtà dei fatti è che pretendiamo l’impossibile da una rosa che appare incompleta, dove i giocatori di vero spessore si contano sulle dita di una mano. Quando mancano la qualità tecnica e la forza psicologica per gestire la pressione, il crollo diventa purtroppo inevitabile. I numeri, d’altronde, sono dati oggettivi che non mentono mai e fotografano una situazione preoccupante. Nelle ultime cinque partite il Milan raccoglie appena sette punti e incassa ben due sconfitte nelle ultime quattro gare. Questo declino arriva dopo una striscia di ben venticinque risultati utili consecutivi che ci illude di essere diventati improvvisamente invincibili e pronti a tutto.

​Questi dati confermano il momento di profonda crisi e dicono chiaramente che l’idea di parlare di Scudetto è del tutto fuori luogo. Oggi non guardiamo più chi ci precede, ma ci voltiamo indietro con molta preoccupazione. Juventus e Como recuperano tre punti preziosi e il fiato sul collo si sente eccome. Il rischio di buttare via anche l’obiettivo minimo della stagione, ovvero la qualificazione alla prossima Champions League, è concreto e non può più essere ignorato da nessuno a Milanello. È una notte amara, una di quelle che si porta via ogni illusione e ci sbatte in faccia la dura realtà di un progetto che sembra improvvisamente bloccato sul più bello.

​Un punto fondamentale, a mio avviso, riguarda la tenuta mentale. Molto probabilmente, a forza di parlare solo di “quarto posto” come unico obiettivo, finiamo per non spostare mai l’asticella verso l’alto. Se continuiamo a ripetere che l’importante è solo arrivare tra le prime quattro, i giocatori affrontano partite come questa senza la cattiveria necessaria. Ricordiamo bene perché abbiamo vinto lo scudetto nel 2022. In quell’anno l’asticella della mentalità viene alzata da figure come Paolo Maldini e Zlatan Ibrahimovic. Parlo dell’Ibrahimovic giocatore, quello che sta nello spogliatoio e pretende il massimo in ogni singolo allenamento, non del dirigente. Loro hanno saputo come spingere il gruppo oltre i propri limiti, cosa che oggi manca totalmente a questa squadra.

E che scene come quelle di Leao di ieri sera al momento della sostituzione fanno preoccupare molto. Perchè siamo di fronte ad uno dei giocatori con più talento della rosa, che gioca in un ruolo che non sente suo, ma con un livello mentale e soprattutto forza mentale molto limitate.

Ieri sera ​anche Allegri ha le sue responsabilità perché non ha preparato la sfida in modo adeguato. È vero che il secondo posto attuale è in gran parte merito suo, considerando una rosa corta e povera tecnicamente, ma alcune scelte di formazione lasciano perplessi. Questa squadra è fatta per aspettare e ripartire, per vivere di “corto muso”, ma gli esperimenti tattici risultano rischiosi. L’inserimento di Estupiñán al posto di Bartesaghi è un errore di valutazione evidente. Se è vero che l’ecuadoriano ci fa vincere il derby, oggi rischia di regalare il pari ai cugini su un errore contro Di Marco, che sembra quasi il nuovo Maldini per rendimento costante. Anche la scelta di Jashari al posto di Ricci non convince e rende la manovra lenta e prevedibile. Da domani bisogna cambiare registro, perché continuando così il Milan rischia un crollo clamoroso che non possiamo permetterci.

Smettiamo di sognare e iniziamo a lottare per finire la stagione agguantando il vero reale obbiettivo.

W Milan

Harlock

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