Como in Paradiso, lezione alla Roma. Il veleno alla fine
Se non è una resa quella della Roma , poco ci manca. Se non è un ascensore per il Paradiso, questa vittoria del Como , allora non abbiamo capito niente. Fabregas stravince il duello con Gasperini , si rimette dietro la Juventus e si tiene meritatamente il quarto posto. Per la Champions sarà con ogni probabilità un duello a due, tra il tecnico spagnolo e Spalletti . La Roma si sta di fatto chiamando fuori, come ogni anno quando si avvicina la primavera: squadra evaporata, irriconoscibile e anche lontana dai suoi principi di gioco, in difficoltà sotto ogni punto di vista, mentale e anche fisico.
La differenza di ieri, tra il Como e la squadra di Gasperini, è stata abissale, assai più di quanto non dica il risultato di misura. Certamente aiutata anche da una chiamata arbitrale sballata, quella dell'arbitro Massa sul secondo giallo di Wesley . Ma in campo non c'è quasi mai stata partita: non appena Fabregas ha smesso di filosofeggiare e nella ripresa ha deciso di mettere le pedine al loro posto, ovvero un centravanti come Douvikas e un'ala come Diao , il Como ha ribaltato lo svantaggio ed è andato a prendersi con relativa facilità i tre punti.
E pensare che per Gasperini s'era messa nel migliore dei modi, con un rigore di Malen dopo sette minuti conquistato da El Shaarawy , su una giocata scellerata di Sergi Roberto . Ma un dato la dice lunga: quello resterà l'unico tiro in porta dei giallorossi. [...]
L'1-1 è arrivato grazie a un taglio di facile lettura che Hermoso non ha letto e sul quale Svilar ha completato la frittata. Poi il rosso di Wesley e Gasp che ha deciso pure di togliere dal campo anche Malen, l'unico giallorosso in grado di rendersi pericoloso. Roma in 10, il giovane Vaz mandato allo sbaraglio e Como in discesa fino all'inevitabile 2-1.
A Gasperini non è rimasto che prendersela con l'arbitro (e coi rivali): «Su Wesley non è niente. Non è la prima volta che il Como viene aiutato da queste situazioni, che sono cercate, anche troppo». A fine gara il tecnico della Roma ha evitato di dare la mano a Fabregas: «Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina». [...]
(corsera)

